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Richiedenti asilo di Cona trasferiti nei centri d’accoglienza di tutte le province venete: la marcia per la dignità ha vinto

Cronaca e considerazioni della giornata, verso il 16 dicembre

Fotografie di Carmen Sabello

Finalmente ce l’abbiamo fatta, siamo usciti dalla prigione“, afferma un giovane richiedente asilo poco prima di prendere il pullman che lo porterà in una nuova struttura in provincia di Padova. E’ un risultato importantissimo, una vittoria e un precedente da non dimenticare in fretta.

Siamo a Mira, in provincia di Venezia, davanti ad una delle parrocchie che hanno aperto le loro porte e accolto, ieri sera, sull’emergenza, i richiedenti asilo che erano in marcia da martedì mattina per raggiungere Venezia e che erano stati bloccati dalla polizia a Bojon.

Qui, come a Chioggia e come negli altri territori della provincia di Venezia, dopo la decisione del Patriarca di aprire i locali delle parrocchie, è partita la rete di solidarietà che ha permesso, seppur per un’unica notte, di accoglierli nel modo migliore: cibo, coperte e vestiario sono stati raccolti in brevissimo tempo e molti volontari si sono recati nelle parrocchie per collaborare attivamente.
La risposta è stata molto importante: ha dato prova che esiste una parte di Veneto reattiva e solidale: associazioni di volontariato, centri sociali, gruppi giovanili e singoli cittadini si sono mobilitati in maniera calorosa, dimostrando che le parole come solidarietà, dignità ed accoglienza non sono semplici slogan.

Mentre si appresta a partire l’ultimo pullman veniamo a conoscenza di come funziona la macchina prefettizia dei trasferimenti: i richiedenti asilo saranno ripartiti a gruppi di trenta per ciascuna prefettura della regione e sessantasette persone rimarranno nel veneziano.
Appena apprendiamo la destinazione dei pullman, un tam tam di messaggi allerta la rete solidale di attivisti veneti per verificare che le condizioni dell’accoglienza siano adeguate ed i diritti dei richiedenti asilo, questa volta, garantiti e rispettati.

La lotta paga

Alcune considerazioni finali che vogliono essere solo degli spunti da approfondire nei prossimi giorni.
Grazie alla lotta dei richiedenti asilo emergono degli elementi molto chiari: il primo, il più evidente, riguarda la doverosa messa in discussione dei grandi centri di malaccoglienza per decretarne la chiusura.
La marcia dei richiedenti asilo ci ha restituito uno spaccato molto reale della situazione, che più volte in tanti abbiamo denunciato nelle inchieste. Chiudere questi non luoghi è un obiettivo doveroso e ambizioso, ma metterlo in pratica non sarà per nulla semplice. Le strategie da attuare e i percorsi da costruire possono essere effettivi solo se si determina una soggettività migrante e se fuori da questi luoghi di confinamento si creano dei meccanismi di supporto utili alle loro rivendicazioni. L’esodo autorganizzato da Cona ha dimostrato che questa lotta è riproducibile.
Il secondo elemento riguarda la gestione prefettizia del sistema dell’accoglienza straordinario. In meno di 24 ore il prefetto ha trovato delle sistemazioni, in alcune province questi posti erano già disponibili.
La marcia dei richiedenti asilo di Cona ha perciò un altro merito: quello di aver confermato come il sistema emergenziale debba essere sottratto dalla gestione delle prefetture per essere trasferito ai comuni attraverso lo SPRAR, con l’assorbimento integrale dei posti disponibili nei centri di accoglienza straordinaria. Solo così sarà possibile rendere efficiente, umano e trasparente un sistema altrimenti ostaggio di affaristi e improvvisazioni.
L’ultimo, ma non meno importante, riguarda l’altra forte rivendicazione che ha attraversato la mobilitazione, cioè la richiesta dei documenti, ovvero il rilascio di un permesso di soggiorno slegato dall’iter della protezione internazionale che è il nodo centrale che interessa a tutti i richiedenti asilo.

Come riuscire a intrecciare tutto ciò con molte altre questioni di giustizia sociale sarà la vera sfida del percorso nazionale verso la manifestazione a Roma del 16 dicembre prossimo.

Redazione

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