Ripartire da Ventimiglia

di Stefano Bleggi (Melting Pot Europa) e Marco Sirotti (Centri sociali del Nord-Est)

Una scommessa vinta. La sensazione che alla fine del corteo attraversa i volti carichi di tensione e stanchezza. Migliaia, non conta il numero esatto: a memoria d’uomo il più grande corteo che la Riviera di Ponente abbia mai visto. L’azzardo di Progetto 20k si è rivelato un’intuizione corretta. Il lungo percorso sotto il sole cocente ha abbracciato la città alta, per entrare nella zona rivierasca del centro abitato e attestarsi proprio accanto a quel palazzo comunale. Qui, circa due anni fa, il governo cittadino a trazione PD del Sindaco Iaculano emanava le prime ordinanze anti-umanitarie, inventando di fatto il «reato di solidarietà» e aprendo la strada alle normative repressive di Marco Minniti.

Intesa come un “Pride”, la manifestazione di ieri ha sicuramente segnato una svolta per attivisti/e e solidali che da oltre due anni svolgono un imponente lavoro di sostegno attivo ai migranti bloccati dal regime dei confini dell’Unione Europea. Le condizioni in città sono difficili, la presenza dei migranti sotto il ponte di via Tenda non è tollerata dagli abitanti. A sera, mentre i manifestanti tornano ai pullman e al punto di distribuzione dei pasti si raccolgono circa centocinquanta migranti, odio e disprezzo vengono urlati dalle finestre socchiuse.

Si capisce davvero perché questa giornata «serviva», come ripetono gli attivisti di 20k e delle realtà liguri.

Certo, il risultato immediatamente percepibile sta sul piano locale, ma altrettanto importante è la composizione del corteo, tanto in termini di provenienza territoriale quanto – soprattutto – rispetto alla ricchezza di elaborazione politica che i molti contributi dal microfono hanno evidenziato. Il concetto di confine è stato declinato come darsi materiale di frontiere tra Stati, reificazione di tensioni economiche e politiche dentro l’UE, oppure come barriera immateriale eretta attraverso distinzioni di razza, genere, salario o condizioni contrattuali.

La capacità di articolare dentro un unico flusso politico-comunicativo aspetti così diversi indica chiaramente la qualità e il livello di elaborazione complessiva di cui i movimenti sociali sono capaci. Gli interventi finali, leggendo questa capacità, hanno provato a rilanciare con una proposta di assemblea, ancora da definire nei tempi e nei luoghi, ma di cui l’ossatura politica è ben chiara: antirazzismo, antisessismo, giustizia sociale.

In questo scorcio d’estate, che vede il governo Di Maio-Salvini muovere i primi passi tra la chiusura di porti e confini, e il conseguente aumento dei morti nel Mediterraneo, e l’immobilismo sul piano dei diritti sociali, la due giorni ventimigliese – iniziata venerdì con l’iniziativa sulla frontiera – segna il primo passo concreto compiuto dai movimenti.

Sta ora alle realtà organizzate e alle piattaforme di connessione di soggettività dare forma ad una proposta che sappia aprire uno spazio di ragionamento attrattivo per i molti che si riconoscono nei concetti, nel sentire e nelle pratiche che questa due giorni ci ha regalato.

Cronaca e video dal corteo
«Ventimiglia città aperta». In migliaia al corteo – globalproject.info
Diretta Radio Onda d’Urto
Repubblica TV
Local teams

Rassegna stampa
«Ventimiglia città aperta»: un corteo oltre i confini – Gabriele Proglio, il manifesto
Ventimiglia, centro blindato per la manifestazione (in periferia). A farne le spese il bar solidale coi migranti – Piero Barabino, il Fatto Quotidiano

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