Giornalista honduregno sotto attacco per aver appoggiato e sostenuto la carovana migrante

Un appello di alcune associazioni che hanno partecipato al Foro Social Mundial de las Migraciones a Città del Messico dove è arrivata la prima Caravana Migrante honduregna

Bartolo Fuentes, giornalista honduregno, che sta seguendo e dando informazioni sulla carovana dei migranti, è vittima di persecuzione giudiziaria e di intimidazioni
e chiede l’appoggio della stampa e dei difensori dei diritti umani.

Altre carovane di diverse migliaia di centroamerican* per lo più honduregni, ma anche proveniente da Salvador, Nicaragua e Guatemala stanno attraversando il Messico per raggiungere gli Stati Uniti.

Questa mobilitazione, eccezionale e spontanea, permette ai/alle migranti di proteggersi in modo collettivo dalle politiche migratorie repressive sulla strada dell’esilio, così come dalle violenze della polizia e dalle organizzazioni del crimine comune e organizzato. Se la consistenza numerica li protegge dalle aggressioni, le violenze e i rischi che normalmente affrontano si estendono alle persone che si mobilitano e danno loro visibilità come soggetti con diritto.

Bartolo Fuentes, giornalista honduregno, è vittima di persecuzione giudiziaria e di intimidazioni per aver reso visibile la carovana dei migranti: è dovuto fuggire dall’Honduras con l’accusa di aver organizzato l’inizio della carovana e di essere quindi un trafficante di uomini. Dopo alcune false informazioni del Governo honduregno la polizia guatemalteca catturò Bartolo Fuentes. Non trovando alcun crimine per cui accusarlo, scelse di espellerlo. In Honduras, senza dubbio la sua vita, così come quella dei suoi parenti, sono in grave pericolo.

Il Governo dell’Honduras sostiene una campagna di odio contro gli immigrati e in particolare contro quanti sono solidali con loro. Questa campagna può generare aggressioni e servire come giustificazione per azioni extragiudiziali (ricorso a squadroni della morte o a sicari). Ciò che accade in Honduras è un esempio delle peggiori forme di repressione contro i difensori dei diritti umani che si conoscano al mondo, in un Mesoamerica oltremodo violento.

Il Governo dell’Honduras mi persegue perché ho reso visibile il problema dei migranti, e per averli orientati su quelli che sono i loro diritti. Stanno criminalizzando la solidarietà e l’attività giornalistica

Nell’ambito del Forum sociale mondiale sulla migrazioni tenutosi a Città del Messico dal 2 al 4 novembre, Bartolo Fuentes chiede il sostegno della stampa e dei giornalisti di tutto il mondo che, come lui, difendono la libertà di informazione e il diritto di informare. La solidarietà con i difensori dei diritti umani ai quali viene impedito di denunciare situazioni inaccettabili e, in particolare, la violenza nei confronti dei migranti, è essenzialle.
Bartolo Fuentes offre di ospitare una delegazione internazionale di giornalisti e rappresentanti dei movimenti sociali per rendere visibile l’attuale situazione in Honduras. (Contatto: Bartolo Fuentes: + 504 99 77 25 62 /fuentesbartolo@gmail.com)

Nell’ambito del Forum sociale mondiale sulla migrazioni tenutosi a Città del Messico dal 2 al 4 novembre, Bartolo Fuentes chiede il sostegno della stampa e dei giornalisti di tutto il mondo che, come lui, difendono la libertà di informazione e il diritto di informare. La solidarietà con i difensori dei diritti umani ai quali viene impedito di denunciare situazioni inaccettabili e, in particolare, la violenza nei confronti dei migranti, è essenziale.

Le seguenti organizzazioni, presenti al Foro Social Mundial de las Migraciones 2018, manifestano il totale appoggio a Bartolo Fuentes e a tutt* i/le difensori* dei diritti dei migranti che subiscono attacchi e persecuzione per il loro lavoro in difesa dei Diritti Umani.

Carovane Migranti, CRID, Etats Généraux des Migrations, France Amérique Latine, IPAM

CarovaneMigranti

Carovane Migranti ha come principale obbiettivo la creazione di ponti in un’epoca di politiche che mirano, attraverso l’innalzamento di muri, a difendere i confini e non le vite umane.
Un tratto distintivo della nostra esperienza è il legame con il Movimiento Migrante Mesoamericano che organizza la Caravana de Madres centroamericanas de migrantes desaparecidos.
Vuol essere un ponte con quella esperienza decennale, cercando di favorire pratiche di interlocuzione e scambio tra realtà di lotta e resistenza delle due sponde del Mediterraneo e dell’America Centrale.