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Una espulsione come colpo di spugna su un errore giudiziario?

Comunicato stampa di ADIF (associazione Diritti e Frontiere), Campagna LasciateCIEntrare e Rete Antirazzista Catanese

L’uomo estradato nel 2016 dal Sudan con grande risalto mediatico NON era Medhanie Yedhego Mered conosciuto e ricercato come il “Generale“, il pericoloso trafficante di uomini, ma Medhanie Tesfamariam Berhe, un profugo eritreo di 32 anni che si trovava a Khartoum per cercare salvezza in Europa per sé e per i propri parenti.

I giudici ne avevano finalmente disposto la scarcerazione, dopo ben 3 anni di carcere preventivo e decine di udienze, Medhanie era nuovamente libero; così almeno si credeva quando invece per lui arriva la più feroce delle beffa: il trasferimento al CPR, a rischio di rimpatrio.

Medhanie è infatti accusato di “ingresso di clandestini” perché in Sudan cercò di mettere in salvo i suoi parenti dalla dittatura orribile del suo paese: questo fa di lui un pericolo per la società!

Secondo il Dl Salvini, dunque, Medhanie deve essere rimpatriato, dopo aver subito le ingiustizie dello scambio di persona e l’incarcerazione preventiva ingiusta per ben 3 anni e nonostante sia richiedente asilo (approfondimenti nel libro “Il Generale” di Lorenzo Tondo 1).

La Prefettura e la Questura di Palermo sono quindi pronte a predisporre misure di allontanamento forzato dal territorio dello Stato, pur di eliminare le tracce di un così grave errore giudiziario?

Lunedì 15 luglio il tribunale di Caltanissetta deciderà se convalidare la richiesta di trattenimento al centro di Pian del Lago o se liberare l’eritreo in attesa del provvedimento sulla richiesta di asilo politico già presentata tramite il suo legale a Palermo.

Ricordiamo che qualunque misura di espulsione sarebbe in contrasto con l’art. 33 della Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951.

Secondo quanto rilevato dal Relatore Speciale delle Nazioni Unite per l’Eritrea, malgrado l’avvio del processo di pace con l’Etiopia, le violazioni dei diritti umani continuano a caratterizzare il regime di Afewerkie che sta portando avanti un’intensa attività di politica estera con i paesi confinanti (Etiopia e Sudan), senza però interrompere le persecuzioni a danno degli oppositori, ed in generale contro tutti coloro che si sono sottratti alla leva obbligatoria.

La vicenda tutta di Medhanie Tesfamariam Behre, dagli arresti a Khartoum, le torture subite durante i primi interrogatori da parte della polizia sudanese, la lunga carcerazione preventiva in Italia, lo rendono un soggetto vulnerabile al quale va riconosciuta la protezione internazionale ADESSO!

Nessuna autorità di polizia italiana ha il potere di eseguire nei suoi confronti una espulsione con accompagnamento coattivo in frontiera.

Chiediamo l’immediata liberazione di Medhanie Tesfamariam Berhe. Medhanie è INNOCENTE.

ADIF (associazione Diritti e Frontiere), Campagna LasciateCIEntrare, Rete Antirazzista Catanese

Adesioni:
Osservatorio della Solidarietà della Carta di Milano, Forum Antirazzista di Palermo, Borderline Sicilia, Comitato No Muos di Palermo, Progetto Melting Pot Europa, Legal Team Italia, Yairaiha ONLUS, Associazione Bianca Guidetti Serra, Movimento Antipenale, Osservatorio Repressione, Comitato NoMuos/NoSigonella-Catania, Cobas Scuola-Catania, Carovane Migranti, Africa Unita, COSMI (Comitato Solidarietà MIgranti), CSC Nuvola Rossa, Alterego-Fabbrica dei Diritti, Caravana Abriendo Fronteras, Rete dei Comuni Solidali, NO CPR.

Adesioni individuali:

Paolo Cuttitta, Nicoletta Campisi, Antonella Bartoli, Alessandra Sciurba. Marica Di Pierro, Alessandra Puccio, Daniele Moretto, Diego Bonsangue, Letizia Gullo, Maria Teresa Sciacca, Antonia Cassara’, Davide Ficarra, Marinella Palmeri, Cristina Siddiolo, Marco Negri, Elena Consiglio, Clelia Bartoli, Lisa Caputo, Gaetano La Rosa, Michele Castiglia, Anna Staropoli, Laura Bondi’, Giuseppe Burgio, Davide Ricco, Mohammed Hossein Firozy Bandpey, Ibrahim Tigany, Bounama Kone, Giana Guaiana, Giulia Crisci

Per approfondire:
Eritreo scagionato, la sorella: “Ho sempre creduto nella sua innocenza”

Patto di Khartoum e processo penale al falso trafficante. Assolto un innocente, dopo lo scambio di persona, verso la deportazione?
Eritreo scagionato: “Non è un trafficante, ma deve essere espulso”

  1. https://www.osservatoriodiritti.it/2019/03/05/il-generale-libro-lorenzo-tondo/

Campagna LasciateCIEntrare

La campagna LasciateCIEntrare è nata nel 2011 per contrastare una circolare del Ministero dell’Interno che vietava l’accesso agli organi di stampa nei CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione) e nei C.A.R.A. (Centri di accoglienza per richiedenti asilo): appellandosi al diritto/dovere di esercitare l’art. 21 della Costituzione, ovvero la libertà di stampa, LasciateCIEntrare ha ottenuto l’abrogazione della circolare e oggi si batte contro la detenzione amministrativa dei migranti continua »