Annullamento del decreto di espulsione per ragioni familiari e di cure mediche: la cittadina straniera ha un’aspettativa qualificata di regolarizzazione

Giudice di Pace di Frosinone, ordinanza del 23 luglio 2019

Foto di Claudio Colotti, manifestazione 10 novembre 2018 #indivisibili

Il Giudice di Pace di Frosinone annulla il decreto di espulsione emesso dal Prefetto di Frosinone nei confronti di una cittadina albanese.
La donna entrata in Italia con le due figlie minori e il marito aveva ricevuto dalla Questura di Caserta un permesso di soggiorno per cure mediche in quanto affetta da un tumore, permesso poi non rinnovato.
In data 11 marzo del 2019 aveva inoltre presentato al Tribunale dei Minori di Napoli una richiesta di permanenza sul territorio nazionale per se stessa e per il marito nell’interesse delle figlie minori che si sono ambientate e integrate in Italia.
Veniva però attinta il 18 marzo da decreto di espulsione con ordine di accompagnamento alla frontiera da parte del Questore.
L’opposizione al decreto di espulsione veniva proposto giustificando la legittimità della permanenza in Italia, in quanto la donna ha tutta la famiglia in Italia, ai sensi degli art. 13 comma 2 bis e c.3 e art. 28 comma 3 del T.U. immigrazione, della Direttiva CEE 2008/155/CEE e dell’art. 8 comma 2 CEDU, e dell’art. 10 commi 2 e 3 della Costituzione italiana, per mancata verifica della situazione di famiglia relativamente al diritto del minore alla famiglia e al mantenimento di rapporti continuativi con entrambi i genitori.
Il Giudice accoglieva il ricorso considerato “che il diritto al ricongiungimento familiare nell’interesse dei figli minori acclarato con l’opposizione al decreto di espulsione nonché la giustificata necessità di continuare a sottoporsi alle cure mediche e ai controlli necessari per verificare l’evoluzione della infermità da cui è affetta consente alla ricorrente di vantare una aspettativa qualificata di regolarizzazione“.

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Giudice di Pace di Frosinone, ordinanza del 23 luglio 2019