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CPR di Ponte Galeria: un luogo di abusi sistematici da chiudere immediatamente

Ancora una volta sono le proteste dei reclusi ad accendere i riflettori sul CPR di Ponte Galeria, che continua a rappresentare un luogo dove vengono sistematicamente violati i diritti umani, anche in virtù di leggi inique e anticostituzionali che ancora non siamo riusciti a far abrogare.
Dopo l’incendio di venerdì scorso, che ha interessato quattro sezioni dell’area maschile, e le rassicurazioni delle Forze dell’Ordine relativamente all’agibilità della struttura, ieri al momento dell’ingresso dei Consiglieri regionali Bonafoni e Capriccioli, avvenuto su spinta delle/gli attiviste/i, si è palesata la menzogna.
La situazione riscontrata è di assoluta invivibilità, soprattutto rispetto alle sezioni interessate dalle proteste, dove i reclusi sono costretti a rimanere, dormendo all’addiaccio fra i residui dell’incendio.
Non solo, quindi, si trovano rinchiusi senza aver commesso alcun reato, ma sono persino costretti a correre seri rischi per la loro salute.
Ma la rivolta paga, così come è fondamentale accendere i riflettori su quanto accade: stanotte 28 migranti in attesa di identificazione sono stati liberati per “alleggerire” la struttura al collasso. A loro auguriamo buona fortuna, di vivere ed essere felici dove preferiscono, di superare frontiere e muri.
Non ci stancheremo mai di ripetere che i CPR sono istituzioni totali, da sempre teatro di ingiustizie e abusi su persone che vengono private illegittimamente della propria libertà.
Come attiviste/i continueremo a monitorare quello che avviene all’interno, denunciando i soprusi e pretendendone l’immediata e definitiva chiusura.
#maipiùcie

CPR Ponte Galeria, le condizioni dopo la rivolta: “Dormiamo all’aperto”

Le condizioni che abbiamo trovato oggi all’interno del CPR di Roma dopo la rivolta di venerdì 20 settembre. I migranti: “Dormiamo all’aperto”

Video di Alessio Viscardi, Fanpage.it

Campagna LasciateCIEntrare

La campagna LasciateCIEntrare è nata nel 2011 per contrastare una circolare del Ministero dell’Interno che vietava l’accesso agli organi di stampa nei CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione) e nei C.A.R.A. (Centri di accoglienza per richiedenti asilo): appellandosi al diritto/dovere di esercitare l’art. 21 della Costituzione, ovvero la libertà di stampa, LasciateCIEntrare ha ottenuto l’abrogazione della circolare e oggi si batte contro la detenzione amministrativa dei migranti continua »