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I minori non accompagnati in Grecia vivono in condizioni disastrose

La denuncia in un rapporto di Equal Rights Beyond Borders

Photo credit: Gabriel Tizon (Fratelli fuori da un campo profughi in Grecia)

traduzione di Paola Di Mauro

I minori non accompagnati in Grecia sono a rischio di violenza e abusi e spesso vivono in condizioni catastrofiche. E’ la denuncia contenuta nel rapporto scritto da Equal Rights Beyond Borders e pubblicato il 25 luglio dall’Associazione federale dei rifugiati minori non accompagnati (BumF).

I rifugiati di età inferiore ai 18 anni vivono in Grecia per lo più in condizioni disastrose. Le poche strutture di accoglienza per minori sono tutt’altro che sufficienti. Pertanto, molti minori vengono arbitrariamente imprigionati o devono affrontare una vita per le strade” afferma il rapporto.

Queste condizioni disumane sono una conseguenza dell’approccio “hotspot” europeo, che la Germania ha decisamente accelerato. Ma invece di assumersi la responsabilità e consentire ai minori di trovare vie legali per migliorare le condizioni di vita, le autorità tedesche rifiutano sempre più le domande di ricongiungimento familiare. Il governo tedesco è quindi è anche parzialmente responsabile di queste “violazioni dei diritti umani“, continua il rapporto, perché le autorità rifiutano sempre più le domande di ricongiungimento familiare.

Il BumF e Equal Rights Beyond Borders chiedono al governo tedesco e all’UE di garantire il benessere dei minori e di trasferirli in altri Stati membri o di riunirli con i loro parenti.

Campi sovraffollati

Ci sono più di 3.500 minori non accompagnati in Grecia. alloggi e cure non sono sufficienti; gli hotspot sulle isole di Lesbo, Chios e Samos sono estremamente sovraffollati. La violenza fisica e l’abuso sessuale fanno parte della vita quotidiana dei minori, afferma il rapporto.

Attualmente, sono documentati oltre 1.000 minori in “condizioni di vita precarie“. Ma Nerea Gonzalez di BumF avverte che il numero effettivo potrebbe essere molto più alto. “Molti minori cercano di sfuggire alla situazione in Grecia con i propri mezzi. Sono vulnerabili ed esposti a violenza e abusi“.

Il rapporto è consultabile a questo link (DE)

Le conclusioni del rapporto

“La Grecia ha una lunga storia di fallimenti nel fornire un’adeguata protezione ai richiedenti asilo e fornisce un sistema inadeguato per i rifugiati minori non accompagnati.” Andriani Fili e Virginia Xythali

Gran parte di questa descrizione della situazione è condivisibile. Per molti le condizioni sono disastrose. Se è vero che i diritti sistematizzati dall’UNICEF ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia stabiliscono standard minimi, tuttavia in questo contesto agiscono come fossero mere chimere.

Il diritto a un nome e un’identità giuridica? Già nel caso della valutazione dell’età si presentano problemi significativi: per colei o colui registrato come maggiorenne, è difficile riguadagnare una propria identità giuridica come minorenne.

Il diritto, di fatto e per legge, ad essere protetti? I minori sono esposti a violenze da parte polizia, abusi sessuali e violenze corporali.

Il diritto a un sostentamento dignitoso? Oltre 600 giovani sono segnalati come senzatetto.

Il diritto a cure e sostegno adeguati all’età e orientati alle esigenze dello sviluppo?
L’accesso all’istruzione non è garantito, l’approvvigionamento alimentare non è assicurato per come sarebbe consono in base all’età e l’accesso ai servizi medici è in larga misura ostacolato.

Il diritto ad essere coinvolti nelle decisioni sul futuro personale? Non sono nemmeno fornite informazioni sul perché i minori siano presi in custodia o in “zone sicure“. Non si viene informati sull’ulteriore sviluppo della procedura e del soggiorno.

Sicuramente ci sono anche rifugiati minori non accompagnati legalmente registrati, che sono portati al sicuro e i cui tutori e tutrici esercitano le loro funzioni nell’interesse superiore del minore.
Ma le garanzie dei diritti umani per i minori non accompagnati devono essere pienamente attuate per tutti i minori e devono essere fornite le strutture necessarie.

Per molti, l’unica opzione sembra essere il ricongiungimento familiare in un altro Stato membro. Ed è qui che la Repubblica Federale fa sempre più ostruzionismo e applica in senso restrittivo i criteri di responsabilità relativi all’unità familiare del Regolamento di Dublino III e rifiuta parzialmente di accettare le richieste di ammissione.

Il fatto che le condizioni per i minori in Grecia siano inaccettabili è condiviso anche dal Ministero federale dell’interno, dei lavori pubblici e della patria.

Su raccomandazione della Commissione europea, devono essere perseguiti i rimpatri in Grecia, escludendone tuttavia i minori. Il sottotesto è: per loro la situazione è irragionevole.

Per le procedure di assistenza sociale in Germania, e per tutte le persone che curano, rappresentano, accompagnano i rifugiati minori non accompagnati, ciò significa che solo un sostegno adeguato può essere quello che tiene in considerazione le esperienze dei giovani e può contestualizzare il comportamento, le aspettative e le strategie di questi giovani tenendo conto di ciò che hanno vissuto.