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Intervista a Pat Rubio Bertran, Program Manager di Refugee Rescue / ‘Mo Chara’

L'unica ONG che si occupa di search and rescue nel Mar Egeo

Photo credit: Refugee Rescue / ’Mo Chara’

Il mio nome è Pat, sono la program manager di Refugee Rescue.
Refugee Rescue è l’ultima Ong presente nel Mar Egeo, ciò vuol dire che siamo gli unici che possono fare interventi di salvataggio in questa area.

La nostra base è a nord di Lesbo, nel villaggio di Skalaskamineas. Principalmente lavoriamo con una crew disponibile telefonicamente a tutte le ore. In questo modo, nel caso ci fosse una barca in difficoltà nell’Egeo nell’attraversare la frontiera greca, noi possiamo intervenire immediatamente.
Inoltre aiutiamo le persone bloccate ed in difficoltà e le traghettiamo verso porti sicuri.

Negli ultimi mesi abbiamo notato un enorme incremento negli arrivi: l’anno scorso tra agosto e settembre sono arrivate 800 persone, quest’anno arrivano circa 2.800 persone ogni mese.

Attualmente il 90% degli arrivi proviene dall’Afghanistan e quasi la metà di questi sono minori. Vediamo anche moltissime donne incinta e bambini con meno di dieci giorni. Sono tutti soggetti estremamente vulnerabili.

Ci stiamo preparando per i nuovi arrivi, pensiamo sarà un inverno molto impegnativo. Tutto ciò che sta accadendo in Turchia, in Siria e nei paesi vicini fa sì che saranno molti di più coloro che proveranno ad attraversare l’Egeo. Tutto ciò sarà reso ancora più pericoloso dalle difficili condizioni del mare durante l’inverno e dal freddo con conseguenti casi di ipotermia e congelamento.

C’è anche il problema del sovraffollamento dell’isola: al momento ci sono più di 10.000 persone solo nel campo di Moria.
Tutto ciò ci preoccupa molto e rende necessario prepararsi ad una emergenza invernale.

Tra la frontiera turca e l’isola di Lesbo ci sono molte navi “delle autorità”, Frontex da molti paesi differenti e la guardia costiera greca.

Noi siamo l’unica ONG che si occupa di search and rescue. Il proposito principale delle altre realtà presenti è quello di salvaguardare il confine europeo, ecco perché il nostro lavoro è così importante.

Inoltre spesso le imbarcazioni rimangono bloccate tra gli scogli laddove le “navi militari” non intervengono.
Queste navi infatti, sono troppo grandi per questo tipo di interventi e spesso anche pericolose perché producono molte onde.
Grazie per l’attenzione.

#Lesvoscalling

Una campagna solidale per la libertà di movimento
Dopo il viaggio conoscitivo a ottobre 2019 a Lesvos e sulla Balkan route, per documentare e raccontare la drammatica situazione sull'isola hotspot greca e conoscere attivisti/e e volontari/e che si adoperano a sostegno delle persone migranti, è iniziata una campagna solidale lungo la rotta balcanica e le "isole confino" del mar Egeo.
Questa pagina raccoglie tutti gli articoli e il testo di promozione della campagna.
Contatti: lesvoscalling@gmail.com