Torture ai confini d’Europa: firma la petizione on line

L'Ue deve condannare con forza le violenze perpetrate dalle forze di polizia croata contro persone inermi

Di ritorno dal nostro viaggio solidale in Bosnia, dopo aver incrociato un migrante di 21 anni torturato, a cui la polizia croata aveva tolto anche le scarpe, non ho più potuto fermarmi all’indignazione.
Di fronte alle immagini di tortura ho sempre chiuso gli occhi. Ora che ho incontrato in carne ed ossa questo ragazzo scorticato con una sbarra di ferro rovente solo per aver varcato i confini della Croazia, ho dovuto guardare in faccia il trauma di questo corpo di dolore.

Vorrei segnalarvi ad alta voce questo crimine – simile a quello del ragazzino sottoposto a scariche elettriche – reso impunito dal silenzio dell’Europa. Ho lanciato una petizione che ha raccolto già molte firme. Vi pregherei, se potete e se ritenete, di sostenermi. Non possiamo rimanere inermi come questi corpi di dolore che a causa della tortura soccombono in uno stato traumatico e sono resi senza voce. Dobbiamo far conoscere quello che avviene a pochi km dai confini di terra.
Grazie per la vostra attenzione
Lorena Fornasir

Torture ai confini d’Europa: firma la petizione alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

Le persone migranti che provengono da Paesi devastati dalla guerra e da estrema povertà, pur avendo diritto a richiedere asilo in Europa, secondo la normativa internazionale, sono bloccate in condizioni disumane ai confini tra Bosnia e Croazia.

Lo scorso febbraio, Alì era stato catturato e la polizia croata, dopo vari maltrattamenti, dalla Croazia lo aveva respinto in Bosnia, tra la neve il gelo, levandogli vestiti e scarpe. Alì era ritornato a Velika Kladusa a piedi, tra la neve, vagando per ore. I suoi piedi si erano congelati ed erano andati in necrosi. Dopo mesi di sofferenze, Alì è morto sabato 21 Settembre a causa della disumanità a cui era stato destinato dalla polizia.

Mercoledì 25 settembre ho incrociato Adnan lungo la strada che scende dal confine di Velika Kladusa in Bosnia Erzegovina, dopo che era stato catturato, seviziato e respinto dalla polizia croata. Gli avevano tolto le scarpe e lo avevano torturato con una sbarra incandescente scorticandogli la gamba.

Poco tempo fa, un minore di 15 anni catturato nei boschi è stato seviziato con scariche elettriche.

Questi crimini si chiamano tortura.

La Croazia, che ha ricevuto milioni e milioni di euro per “contenere” i flussi migratori, è stata dotata di strumenti tecnici sofisticati per la cattura di esseri umani. Sono già state denunciate le sevizie che utilizza in maniera indiscriminata su uomini, donne, bambini. Ora è giunta a perpetrare anche la tortura.

Chiedo alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di condannare con forza le violenze perpetrate dalle forze di polizia croata contro persone inermi. In particolare, chiedo sia preso in esame il trattamento inumano e degradante, l’uso della tortura fisica e l’applicazione della tortura psicologica tramite minacce di morte.

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Linea d'Ombra ODV

Organizzazione di volontariato nata a Trieste nel 2019 per sostenere le popolazioni migranti lungo la rotta balcanica. Rivendica la dimensione politica del proprio agire, portando prima accoglienza, cure mediche, alimenti e indumenti a chi transita per Trieste e a chi è bloccato in Bosnia, denunciando le nefandezze delle politiche migratorie europee. "Vogliamo creare reti di relazioni concrete, un flusso di relazioni e corpi che attraversino i confini, secondo criteri politici di solidarietà concreta".