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Monitoraggio della detenzione di migranti ai confini dell’Europa

Hindpal Bhui, Mary Bosworth e Andriani Fili, Blog Border Criminologies - 19 novembre 2019

Gaziantep immigration detention centre, Turchia

Questa settimana faremo un resoconto su un progetto di monitoraggio dei diritti umani in detenzione in Grecia e in Turchia. Finanziato attraverso una sovvenzione dell’ESRC-Impact Acceleration Account, questo progetto è in corso dal 2016.

Inizialmente comprendeva quattro paesi che dal 2015 hanno registrato livelli di migrazione particolarmente alti: Grecia, Turchia, Italia e Ungheria.

I primi tre sono paesi di primo arrivo, mentre l’Ungheria è stata riconosciuta come luogo di migrazione successivo. Nel 2016-17 il gruppo di ricerca ha visitato ognuno di questi paesi, ottenendo accesso ai centri di detenzione in Grecia e in Ungheria, e ha intervistato il personale dei National Preventive Mechanisms (Meccanismi di Prevenzione Nazionale, o MPN), i membri di alcune ONG, e rappresentanti del mondo accademico e di organizzazioni internazionali coinvolte nell’ambito della detenzione in tutti i paesi. La relazione su quest’ultima fase della ricerca è disponibile qui.

Durante la fase iniziale del progetto, nel 2016-2017, il gruppo ha raggiunto una certa comprensione della situazione detentiva nei paesi di studio, e ha stabilito relazioni proficue con i MPN greci e turchi.

Nel 2018, il gruppo ha avuto il permesso di accompagnare questi MPN durante varie visite di monitoraggio presso siti di detenzione di migranti. Il nostro obiettivo era raggiungere una comprensione più profonda della struttura e della storia dei MPN, analizzare i loro metodi per monitorare la detenzione dei migranti e capire cosa potesse aumentare l’impatto e i risultati del loro lavoro. In entrambi i paesi sono stati registrati dei miglioramenti. In particolare, il MPN turco, che non era attivo durante la nostra visita nel 2016, sta ora svolgendo visite regolari nei vari centri di detenzione del paese.

Questo progetto vuole contribuire direttamente allo sviluppo di un sistema di monitoraggio basato sulla ricerca, in grado di proteggere più efficacemente la dignità e i diritti dei migranti detenuti.

Inoltre, lo studio ha favorito la partecipazione diretta e gli scambi tra professionisti e accademici, incoraggiando riflessioni critiche e nuovi sviluppi. Tramite vari metodi di divulgazione, tra cui documenti informativi (qui e qui), post nei blog, un laboratorio, e fotografie documentaristiche, il progetto ha cercato di creare un nuovo modo di comprendere le pratiche in atto nei paesi studiati. Attualmente il progetto sta passando ad una terza fase, sovvenzionata dalle Open Society Foundations. La collaborazione professionale con la Turchia e la Grecia continuerà, e si sta pianificando l’inizio dei lavori in Italia, dove ci sono un MPN molto attivo ed una rete di ONG che lavorano nell’ambito della detenzione e con ex detenuti. L’Italia l’unico dei quattro paesi iniziali che ancora non garantisce accesso ai siti di detenzione.

Negli ultimi anni abbiamo visitato numerosi centri di detenzione, principalmente in Grecia, ma anche in Turchia e in Ungheria. La maggior parte di questi centri è sovraffollata e si distingue per le precarie condizioni di vita. I detenuti spesso hanno poco o nessun accesso a consulenze legali, visite, cure mediche affidabili o informazioni di base. Spesso i centri hanno detenuto persone che sembravano minori non accompagnati. Altri detenevano regolarmente minori insieme alle loro famiglie.

Le sfide da affrontare sono innumerevoli per chi monitora i diritti umani in queste circostanze. Come parte del progetto, abbiamo favorito i contatti tra i vari MPN e organizzato sessioni di formazione in Grecia. Come illustrato nel rapporto, c’è ancora molto lavoro da fare. Trovare finanziamenti continua ad essere una sfida per gli MPN, così come influenzare le politiche e le pratiche di detenzione. Il livello di detenzione in questi paesi è sconcertante in proporzione alla grandezza del gruppo di monitoraggio.

Mentre in Grecia le ONG svolgono un ruolo importante nel tentativo di colmare in qualsiasi modo alcune delle lacune (ad esempio, fornendo assistenza legale e interpreti), in Turchia le ONG sono vulnerabili alle persecuzioni e le loro azioni sono fortemente limitate.

Attualmente, nell’ambito del progetto OSF, stiamo sviluppando il primo strumento “Conosci i tuoi diritti” per i detenuti in Grecia, un documento che speriamo sarà distribuito in tutti i siti di detenzione insieme ad altre risorse per reperire ulteriori informazioni.

Nell’ambito di questo progetto lanceremo presto anche una mappa interattiva, che mira a rendere in forma visuale ciò che accade nei centri di detenzione in Grecia e in Italia al fine di aumentare l’accesso del pubblico alle conoscenze sull’immigrazione e il trattamento degli immigrati nelle strutture di detenzione. Il materiale diffuso tramite questa piattaforma si basa su una vasta serie di dati, ottenuti in diversi periodi di tempo e nell’ambito di una serie di diversi progetti e impegni a lungo termine con organizzazioni della società civile. La mappa è specificamente progettata per offrire visibilità alle organizzazioni della società civile, ai gruppi di solidarietà, agli (ex) detenuti e al pubblico, al fine di condividere le loro esperienze di detenzione.

Mentre le popolazioni e i politici continuano a chiedere frontiere chiuse e misure severe, l’impatto sugli individui vulnerabili è forte.

Coloro che monitorano i diritti umani hanno un ruolo importante da svolgere nella mitigazione di alcuni eccessi della politica di frontiera, eppure questo rimane un campo difficile per tutti.

Leggi il rapporto completo qui.