/

Caserta – 56 persone non sono pacchi

Csa ex Canapificio di Caserta: "Dal Governo nessuna discontinuità. Pronti a mobilitarci, noi non cacciamo nessuno!"

Cinquantasei richiedenti asilo accolti a Caserta nel progetto SIPROIMI (ex SPRAR) rischiano di dover interrompere il loro percorso di accoglienza e inclusione sociale nel territorio avviato nel 2018.
La denuncia arriva dal Centro Sociale ex Canapificio, ente gestore del progetto di accoglienza: “Oggi, lo Stato – affermano gli operatori – dice ai migranti che stanno aspettando risposta alla loro richiesta di protezione internazionale e a chi, avendone ricevuto diniego, è in fase di ricorso che il loro percorso nello Sprar di Caserta è finito.
Mentre decidono cosa fare del loro permesso di soggiorno, vogliono spostarli come un pacco in un centro di accoglienza straordinario, senza più diritto a scuola, formazione professionale, inclusione sociale.
Oggi, lo Stato caccia senza ritegno queste stesse persone cui aveva chiesto di entrare nel tessuto sociale di una nuova realtà. Oggi queste persone non hanno più diritto ad alcuna accoglienza di qualità”.

E’ questo l’effetto della circolare del ministero del 19 dicembre scorso che, in ottemperanza della legge Salvini, stabilisce il trasferimento delle persone che non sono beneficiarie di protezione internazionale nei centri di accoglienza straordinaria. Stessa sorte che sta toccando nel silenzio molte altre persone costrette da un giorno all’altro ad abbandonare il proprio percorso di accoglienza e inclusione.
Nonostante la legge “sicurezza e immigrazione” sia stata ritenuta dalla Cassazione non retroattiva, il ministero la sta applicando pedissequamente. Ma per fortuna non tutti gli enti gestori sono disposti a mettere in pratica queste direttive. Già a dicembre il CIAC di Parma aveva denunciato pubblicamente questa situazione affermando che non avrebbero cacciato dallo Sprar nessuna persona.

“E’ inammissibile – concludono gli operatori casertani -. Il nuovo governo sostiene di muoversi in direzione di discontinuità e cambiamento rispetto al governo precedente ma non ha ancora abrogato i decreti sicurezza, anzi, li sta applicando nella sua forma restrittiva, e addirittura in forma retroattiva, cacciando dai virtuosi circuiti dell’accoglienza anche coloro che vi sono entrati prima del decreto Salvini!”

“56 persone che negli ultimi anni hanno costruito solidi percorsi di istruzione, che sono autisti del piedibus, custodi dei beni comuni, che stanno imparando un lavoro e che hanno scelto di costruire qui un futuro. 56 storie a Caserta, migliaia in Italia!”.