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Nel 2019 gli arrivi via mare sulle coste spagnole sono calati del 54,5%, nonostante l’aumento consistente nelle isole Canarie

rtve, 3 gennaio 2020

Photo credit: Proactiva Open Arms

Nel 2019 l’arrivo via mare di persone immigrate sulle coste spagnole si è ridotto del 54,5%, con lo sbarco di 26.168 persone nel paese (31.330 in meno rispetto al 2018); a questa tendenza si contrappone il numero di arrivi nelle isole Canarie che si è invece duplicato raggiungendo 2.698 entrate.

Come comunicato dal ministero dell’Interno, per tutto il 2019, il numero totale di arrivi via mare e via terra in Spagna è stato di 32.513 persone, il 49,4% in meno rispetto all’anno precedente, quando la cifra fu di 64.298 immigrati. La maggioranza delle entrate è avvenuta a bordo di 1.192 imbarcazioni, un numero inferiore del 43,5% rispetto a quello registrato nel 2018.

Di fronte a questo calo generale, le isole Canarie hanno invece registrato un aumento degli arrivi del 106,4%, raggiungendo 2.698 entrate, 1.391 in più delle 1.307 del 2018. Le imbarcazioni che hanno permesso gli sbarchi sono state 133, 92,8% in più dell’anno precedente.

Per affrontare il flusso di arrivi, il presidente delle isole Canarie, Ángel Víctor Torres, ha richiesto al ministro Fernando Grande Marlaska l’emanazione di “misure straordinarie”, compresa la velocizzazione dei processi di rimpatrio.

Questo venerdì si è tenuto un incontro tra il presidente Torres e il ministro, il quale si è impegnato a recarsi in visita questo mese alle Canarie per osservare la situazione in loco.

Centinaia di morti annegati nel tentativo di arrivare in Spagna

L’organizzazione spagnola Comisión Española de Ayuda al Refugiado (CEAR) ha spiegato che l’aumento di arrivi nelle isole è legato a un cambiamento delle rotte migratorie dovuto ai maggiori controlli di frontiera attuati nello Stretto.

C’è stato semplicemente un cambio di rotta, più negoziati con il Marocco, che si sono tradotti in maggiori controlli, e le cosiddette “restituzioni a caldo” nei pressi delle recinzioni al confine sono continuate” ha commentato Paloma Favieres, direttrice delle politiche e della comunicazione dell’organizzazione.
Molte ONG, tra cui la Croce Rossa, hanno denunciato questa rotta come una delle più pericolose per accedere in Europa.

Secondo i calcoli dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), solo nei primi dieci mesi dell’anno almeno 324 persone sono morte annegate nel tentativo di raggiungere le coste spagnole.

Una cifra che deve essere sommata alle morti dello scorso dicembre avvenute in Mauritania, quando 58 persone sono naufragate tentando di raggiungere le isole Canarie dal Gambia.

Nel 2019 sono aumentati anche gli arrivi via mare a Ceuta

Secondo il ministero dell’Interno, nel 2019 sono aumentati anche gli arrivi via mare a Ceuta.

Hanno raggiunto la città autonoma 606 immigrati, il 6,3% in più dell’anno precedente, a bordo di 90 imbarcazioni (76,5% in più). Nello stesso anno si è invece abbassato del 31,2% il numero di entrate via terra: 1.361, a fronte delle 1.979 registrate nel 2018.

A Melilla sono giunte via mare 906 persone, l’1,3% in meno del 2018, mentre sono aumentati gli arrivi via terra del 3,4%, con 4.984 entrate.

Secondo i bilanci del ministero dell’Interno, elaborati con dati provvisori, le entrate in Spagna tramite le coste della penisola e le isole Baleari sono calate del 60%: da 54.703 persone nel 2018 a 21.958 nel 2019 arrivate con 921 imbarcazioni, una cifra inferiore del 52,9% rispetto all’anno precedente.

Nel frattempo, nei primi giorni del 2020 sono arrivate sulle coste spagnole più di 400 persone, la maggior parte a Murcia, Alicante e nelle isole Canarie.