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Spagna – Espulsi 42 migranti appena arrivati sulle isole Chafarinas

Alicia Martínez, El Faro Melilla - 3 gennaio 2020

Intorno alle tre del pomeriggio (del 3 gennaio 2020), 42 migranti approdati sulle isole Chafarinas sono stati immediatamente ricondotti in Marocco.

Nel gruppo erano presenti 26 donne e due bambini; secondo quanto denunciano le ONG, alcuni uomini erano malati, altri intenzionati a chiedere asilo.

Diverse ore dopo l’accaduto, la Prefettura ha inviato un messaggio nel quale sosteneva che “il Marocco ha effettuato in mattinata il recupero di 40 persone, trasferendole nel porto sicuro più vicino (in Marocco), in osservanza del diritto internazionale; Spagna e Marocco hanno adempiuto pertanto ai propri obblighi di salvataggio”. Nel comunicato si dichiarava inoltre che “il Governo spagnolo lavora per chiudere una rotta migratoria sfruttata dalle mafie che trafficano in esseri umani e che mette in serio pericolo l’integrità di queste persone”.

Dal canto suo Helena Maleno, membro di Caminando Fronteras, ha dichiarato al nostro giornale che “si tratta dell’espulsione più grave dai tempi di El Tarajal”; non riuscivano a credere ai migranti che affermavano di essere stati riportati indietro dalla Guardia Civil.

Maleno racconta che erano passate da poco le otto del mattino quando una delle donne giunte sulle isole li ha contattati e ha inviato loro la posizione, la quale coincideva con la Isla del Congreso.

L’ONG ha mantenuto il contatto con i migranti, provenienti, secondo Maleno, dalla Guinea Conakry, Costa d’Avorio, Bangladesh ed Etiopia. I membri etiopi erano intenzionati a fare domanda d’asilo. Alcune persone erano malate, una donna e un bambino sono svenuti. Nel primo pomeriggio i migranti hanno avvistato alcune imbarcazioni con su scritto “Guardia Civil”, sulle quali sono stati poi caricati in tre gruppi.

All’inizio pensavano che li stessero portando a Melilla, ma una volta a terra, si sono resi conto che la gente parlava arabo e non spagnolo.
Le autorità marocchine li stavano aspettando per caricarli su un pullman diretto a sud, mentre un’ambulanza avrebbe caricato i malati.

Siamo rimaste molto sorprese perché non si era mai vista un’espulsione del genere”, ha dichiarato Maleno, “molte persone sono state mobilitate per riportare indietro i migranti senza alcun iter amministrativo, assistenza legale, cure mediche, addossando un’enorme responsabilità agli agenti della Guardia Civil, i quali, sebbene siano obbligati ad eseguire gli ordini, hanno dovuto prendersi in carico persone malate”.

Maleno ha riferito di non sapere se i bambini presenti fossero accompagnati, e che ci sono state numerosissime violazioni dei diritti umani. Maleno insiste nel dire che non credevano alle loro orecchie e che hanno chiesto a quelle donne di inviare la loro posizione, dalla quale hanno potuto appurare che si trovavano effettivamente in un porto marocchino. “Non sappiamo chi ha dato l’ordine di riportali indietro, né perché l’abbia fatto”, afferma Maleno.

D’altronde Amnesty International ha affermato che con azioni di questo tipo “si mettono a rischio le persone”. L’ONG sostiene di aver documentato in numerose occasioni “maltrattamenti e mancanza di garanzie sulle richieste di asilo in Marocco”.

L’organizzazione sottolinea inoltre che le espulsioni immediate rappresentano una violazione del diritto internazionale, nonché dei diritti umani e dei diritti dei rifugiati. Amnesty International chiede “rotte legali e sicure per queste persone”, e che si garantisca “a chiunque arrivi in Spagna la possibilità di fare richiesta d’asilo e di ottenere la protezione internazionale”.