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Isole di Lesvos e Chios: proteste contro l’apertura dei nuovi centri di detenzione

Aggiornamenti dalle isole greche di Elena De Piccoli, volontaria a Chios

25 febbraio 2020 – La situazione a Chios e a Lesvos si fa sempre più tesa, fino ad arrivare agli scontri tra locali e polizia, in entrambe le isole.

L’intento dei locali sembra essere quello di fermare la costruzione dei campi di detenzione, fortemente voluti dal governo di destra, che andrebbero a sostituire i campi esistenti di Vial e Moria. Sembra che gli schieramenti siano due, ovvero chi non vuole il campo perché sarebbe l’ennesima violazione dei diritti umani, chi invece non lo vuole perché semplicemente desidera l’espulsione dei rifugiati dalle isole.

I campi di detenzione, stando alle informazioni che trapelano, sarebbero delle vere e proprie prigioni, in aree isolate e lontane dai centri abitati e i detenuti non avranno più la possibilità di uscire a loro piacimento. All’interno sono previsti ambulatori medici e persino negozi. Viene da chiedersi, in realtà, come possano spuntare all’improvviso questi servizi che ora non sono disponibili, soprattutto quelli medici di cui sappiamo essere carente Vial.

Gli scontri sono iniziati ieri notte, con l’arrivo di squadre speciali a Chios e Lesbos, che sono state accolte da proteste. Sono stati utilizzati dei lacrimogeni. Ci sono stati dei feriti, ma non vi sono notizie precise a riguardo di numeri e condizioni.

Oggi le scuole sono state chiuse e i cittadini solidali ai rifugiati si sono riuniti in piazza per protestare contro la violenza della polizia.
Da coloro che hanno partecipato alla manifestazione arrivano notizie della presenza di fascisti e appartenenti ad Alba Dorata, qualcuno si aggirava per la folla armato di coltelli, non è ben chiaro se per attaccare le forze armate o se per spaventare coloro che invece si sono schierati con i rifugiati.
Sembra che qualcuno abbia attaccato verbalmente e fisicamente alcuni rifugiati, molti probabilmente ignari di cosa stesse succedendo.

Alle 14.30 locali ci sarà una nuova manifestazione nella piazza di Chios, sempre contro le violazioni e le violenze che i rifugiati stanno subendo.

#Lesvoscalling

Una campagna solidale per la libertà di movimento
Dopo il viaggio conoscitivo a ottobre 2019 a Lesvos e sulla Balkan route, per documentare e raccontare la drammatica situazione sull'isola hotspot greca e conoscere attivisti/e e volontari/e che si adoperano a sostegno delle persone migranti, è iniziata una campagna solidale lungo la rotta balcanica e le "isole confino" del mar Egeo.
Questa pagina raccoglie tutti gli articoli e il testo di promozione della campagna.
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