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Le autorità di Lesvos propongono di aprire un centro per i migranti sull’isoletta disabitata di Tokmakia

Keep Talking Greece, 21 febbraio 2020

Una proposta a sorpresa è arrivata dalle autorità dell’isola di Lesbo: il nuovo centro chiuso per l’immigrazione dovrebbe essere costruito sull’isoletta disabitata di Tokmakia, vicino a Lesbo, e non nell’area di Karava, come il governo ha programmato.

L’idea è attribuita al deputato di Nuova Democrazia ed ex Ministro della Giustizia Charalambos Athanasiou, ha rivelato il media locale lesvosnews.

Il Governatore regionale dell’Egeo del Nord, Costas Moutzouris, avrebbe già presentato la proposta al governo, che la sta seriamente considerando, ha scritto venerdì il sito di notizie locali stonisi.

A quanto dice la proposta, il nuovo centro chiuso per l’immigrazione dovrebbe essere costruito ad Aspronisi, una delle isolette disabitate del piccolo arcipelago di Tokmakia, a 5 miglia nautiche da Mantamados, nella parte nord-est di Lesbo.
via ethnos.gr
L’isola ha una superficie di 560 acri, il doppio dell’area che dovrebbe essere requisita a Karavas, vicino a Mantamados, per la costruzione della struttura.
Le stupende, “esotiche” isolette sono tra le mete preferite per pescare e fare immersioni in estate.

Si dice che alcuni membri delle autorità locali considerino l’”isoletta” un luogo migliore rispetto all’area scelta dal governo e che ne stiano già discutendo.

Non so se ci siano abbastanza acqua o altre infrastrutture per 7.000 persone. Se ci sono, perché non prenderlo in considerazione?” una fonte attendibile/competente ha detto al quotidiano ethnos.

Le autorità locali e i residenti hanno respinto con forza il campo per migranti a Karavas, hanno organizzato azioni di protesta e interrotto il dialogo con il governo.

Dopo che il Ministro per l’immigrazione Notis Mitarakis ha dichiarato un “blocco” di una settimana nella requisizione di proprietà e di lotti terrieri e una visita all’isola nel weekend per discutere nuovamente della questione, i locali hanno insistito perché il dialogo iniziasse nuovamente da zero.

Sorpresa numero 2! Quest’idea potrebbe essere difficilmente attuata, per ragioni ambientali e pratiche, incluse questioni di logistica.

Abbiamo letto che le isolette Tokmakia fanno parte della Rete delle isole protette dell’Egeo. Sono state nominate dal Ministero dell’Egeo “isole di una bellezza naturale straordinaria”, dove solo attività tradizionali (allevamento, pesca, agricoltura e apicoltura) sono permesse.

In particolare, il gruppo di isolette Tokmakia fa parte di un’Area di Protezione Speciale, ed è un territorio importante per la riproduzione del gabbiano egeo Larus audouinii, una specie protetta che è ormai rara nel Mar Mediterraneo.

Il centro di migrazione non può essere chiuso al 100%, come una prigione, diciamo, e quindi non ci saranno finanziamenti da parte dell’Unione Europea.

Quindi, come ha detto la scorsa settimana il Ministro dell’Immigrazione, ai rifugiati e ai migranti sarà permesso di uscire due volte al giorno, la mattina e il pomeriggio, per acquistare ciò di cui hanno bisogno, soprattutto per far fronte al loro bisogno di cibo.

Come riusciranno a farlo trovandosi su un’isoletta remota?

L’UE continuerà a finanziare un progetto simile, che viola i diritti umani e danneggia l’ambiente?

PS: alcuni a Lesvos hanno dei sogni parecchio fuori di testa…

#Lesvoscalling

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Dopo il viaggio conoscitivo a ottobre 2019 a Lesvos e sulla Balkan route, per documentare e raccontare la drammatica situazione sull'isola hotspot greca e conoscere attivisti/e e volontari/e che si adoperano a sostegno delle persone migranti, è iniziata una campagna solidale lungo la rotta balcanica e le "isole confino" del mar Egeo.
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