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Turchia – Negli ospedali di Van al confine turco-iraniano il dramma delle amputazioni di mani e piedi da congelamento

Nei giorni scorsi 13 persone sono morte dal freddo in mezzo ad una tempesta di neve

Photo credit: Adnan Bilen (Mezopotamya Ajansı)

Le fotografie di Adnan Bilen, giornalista dell’Agenzia Mesopotamica 1, mostrano uomini e bambini con le mani e i piedi fasciati. Arrivano dall’Afghanistan e dal Pakistan e sono riusciti ad arrivare negli ospedali di Van, città della Turchia orientale a 100 km dal confine con l’Iran, diventata un crocevia per tutte le persone che cercano di raggiungere l’Europa, passando attraverso la Turchia. Ma le condizioni climatiche sono avverse e il viaggio a piedi per oltrepassare il confine e raggiungere la città molto pericoloso. Alcuni hanno camminato per ore e ore in mezzo alla neve, ora sono negli ospedali di Van in attesa dell’operazione di amputazione delle dita di mani e piedi.


Le morti nei distretti di confine di Van sono all’ordine del giorno, ma negli ultimi anni sono più visibili perché sono morti collettive“, ha dichiarato all’Agenzia Mesopotamica, l’avvocato Mahmut Kaçan, membro della commissione per la migrazione e l’asilo dell’Ordine degli Avvocati di Van, che fornisce assistenza legale gratuita ai richiedenti asilo e ai rifugiati, oltre a monitorare i valichi di frontiera dei migranti a Van e nelle province limitrofe.

Prevediamo che il numero di decessi sarà molto più alto quest’anno. Ora agiscono collettivamente e in gruppo piuttosto che individualmente“, continua l’avvocato, “l’anno scorso oltre 26 corpi congelati sono stati scoperti a Başkale e 16 a Çaldıran“.

L’ultima tragedia è di qualche giorno fa. Tredici migranti, tra cui 10 afgani e 3 curdi siriani della città di Kobane, sono morti nella provincia orientale del distretto di Caldiran di Van. Erano partiti in 150 ma si sono persi in mezzo ad una tempesta di neve. Solamente tre corpi sono stati ritrovati, le ricerche delle istituzioni turche sono ferme e le famiglie chiedono di continuare a cercare per ritrovare i loro cari, vivi o morti.
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L’avvocato Mahmut Kaçan nell’intervista sottolinea altri punti importanti. “Gli abitanti dei villaggi di frontiera non ospitano le persone in difficoltà a casa loro. Hanno paura di essere considerati trafficanti di esseri umani e di venire presi in custodia o detenuti”.
Non possono chiedere aiuto ai soldati”, denuncia Kaçan, “perché hanno il terrore di venire catturati e di essere rispediti indietro. Nelle indagini condotte l’anno scorso, i corpi sono stati ritrovati senza i vestiti addosso”.

Sfortunatamente, decine di persone muoiono ogni anno ai confini. Circa 100 rifugiati sono annegati, congelati o hanno perso la vita in incidenti stradali negli ultimi 6 mesi. Ognuno deve adempiere alle proprie responsabilità il più presto possibile. Le autorità devono trovare i corpi di queste persone il prima possibile“, ha detto Murat Melet, presidente della Sezione di Van dell’Associazione dei Diritti Umani (IHD). “La ragione degli arrivi di queste persone è la guerra. La migrazione continuerà fino a quando le guerre non si fermeranno“.

Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Interno di Ankara, in un’intervista alla Cnn turca, i migranti fermati in Turchia senza documenti nel corso del 2019 sono circa 445.000. Un aumento significativo rispetto al 2018, quando sono stati 268.000. Anche i rimpatri sono stati maggiori nel 2019, 105.000 contro i 68.000 del 2018.

La città di Van che si trova sulla sponda orientale del lago omonimo, il più grande della Turchia, registra migliaia di ingressi ogni anno in arrivo da diversi paesi, in particolare Afghanistan, Pakistan e Iran.

Il 26 dicembre scorso almeno 7 persone sono morte in seguito al naufragio di un barcone che trasportava migranti e rifugiati del Pakistan, Bangladesh ed Afghanistan. L’imbarcazione è affondata nel Lago di Van, 64 persone sono riuscite ad essere tratte in salvo 2.

Sì, i rifugiati stanno morendo. Se non si muore al confine, si muore in mare”, spiega l’avvocato Kaçan, “ci sono migliaia di eventi simili. Il modo più efficace per evitarlo è che i paesi cambino il suo punto di vista su immigrati, richiedenti asilo e rifugiati. I paesi devono rendere le loro procedure di asilo accessibili a queste persone. Le persone che non possono accedere a questi meccanismi di protezione partono dai loro paesi rischiando la vita”.

  1. http://mezopotamyaajansi22.com/tum-haberler/content/view/85725
  2. http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Turchia-barca-con-migranti-si-capovolge-morti-sul-lago-di-Van-c8a076e6-1aa8-4f77-85c0-3ac42bab5421.html

Redazione

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