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AYS Daily Digest 02/04/2020 – Il divieto greco per le richieste di asilo è stato annullato

Cala la notte a Moria. Foto: Mortaza Behboudi

In una videoconferenza della commissione LIBE del Parlamento europeo, Ylva Johansson ha parlato della situazione delle frontiere esterne dell’UE in Grecia e di come l’UE intenda gestirle in futuro.

Quello che ha affermato, e che si spera possa portare sollievo a molti, è che coloro che sono venuti in Grecia a marzo potranno presentare domanda di asilo, il che rappresenta un ribaltamento della precedente legge greca.

Il commissario ha anche delineato un piano ambizioso per aiutare la Grecia a limitare la diffusione nei campi del COVID-19, apparso ieri nel campo di Ritsona (vicino ad Atene n.d.T.).

Ha annunciato che l’UE invierà denaro e attrezzature mediche in Grecia.

Le persone vulnerabili come gli anziani e i malati saranno trasferite nelle camere d’albergo e allontanate dalle condizioni insalubri dei campi. La ricollocazione dei minori non accompagnati promessa settimane fa dovrebbe iniziare questa settimana, “almeno prima di Pasqua“. Visto il lungo periodo necessario per l’insediamento dei minori non accompagnati, potrebbe passare del tempo prima che queste misure vengano effettivamente attuate.

Ha affermato che, sebbene la responsabilità di risolvere la situazione in Grecia spetti principalmente al governo greco, anche l’UE e le organizzazioni internazionali hanno il compito di aiutare. Il commissario ha sottolineato l’importanza della solidarietà e della tolleranza anche in tempi di crisi e ha condannato la xenofobia contro i migranti.

Tuttavia prima di chiedere tolleranza e solidarietà, Johansson ha annunciato che parte del denaro verrà utilizzata per costruire nuovi centri di detenzione, aumentare le guardie di frontiera e rafforzare le missioni di Frontex. Anche in tempi di crisi, l’apparato di sicurezza delle frontiere dell’UE, noto per le sue azioni violente contro le persone vulnerabili, deve essere finanziato.

Nonostante il rovesciamento di una legge ingiusta, continuano le pratiche violente e discriminatorie alla frontiera greca e nei tribunali greci. I giornali greci hanno riferito che il governo sta preparando una seconda legge sull’asilo, anch’essa severa e contro il diritto internazionale.

Le domande di coloro che hanno vissuto in un paese terzo per oltre due mesi senza procedimento giudiziario verranno automaticamente respinte. Se un richiedente asilo richiederà un colloquio nella propria lingua madre senza che essa sia una lingua ufficiale del proprio paese di origine, il colloquio non verrà concesso – una pratica che discriminerà le minoranze etniche.
Verrà ridotta l’assistenza legale e aumentate le condizioni per le quali le persone potranno essere detenute.

In Grecia continuano i respingimenti illegali e potenzialmente mortali. Aegean Boat Report ha riferito che un’imbarcazione che trasportava circa 25 persone è sbarcata a Samos ieri mattina, ma non sono stati segnalati ufficialmente arrivi. Più tardi la guardia costiera turca ha raccolto 25 persone che si trovavano su una zattera di salvataggio e che hanno affermato di essere state allontanate da Samos.

La scorsa settimana sono stati segnalati altri sette casi simili dalla guardia costiera turca: persone aggrappate a zattere di salvataggio che dicono di essere sbarcate da qualche parte in Grecia dove non sono stati registrati arrivi ufficiali. Ciò viola il diritto internazionale poiché non permette alle persone di presentare richiesta di asilo, ed inoltre le fragili zattere di salvataggio potrebbero facilmente rovesciarsi facendo annegare le persone a bordo.

Nel suo intervento la commissaria Johansson non ha affrontato né questi casi di violenza alle frontiere né la nuova proposta di legge. Forse non ne era ancora a conoscenza.

Grecia

Il coronavirus colpisce i campi impreparati
Mentre il coronavirus inizia a colpire centri di detenzione e campi in Grecia, le autorità non sono ancora pronte. I primi casi a Mykonos e Kos sono stati confermati martedì, all’esterno dei campi. Il caso di Mykonos è particolarmente preoccupante perché la donna infetta non si era allontanata dall’isola di recente.

A Moria, la Starfish Foundation ha fornito servizi per la pulizia, ma nel campo sovraffollato non sono sufficienti per tutti. Alcune fonti riportano che nel campo non c’è acqua corrente da almeno 23 ore.

L’OIM ha espresso preoccupazione per la comparsa del coronavirus nei campi greci e ha annunciato che sta intensificando il suo lavoro, dal tradurre informazioni al fornire sapone ai residenti. Insieme all’UE, sta promuovendo il rimpatrio volontario come misura per prevenire la diffusione del coronavirus.

Questa scelta sembra incredibilmente cinica alla luce di tutto ciò che sta accadendo. Se le autorità sono veramente preoccupate per il sovraffollamento nei campi, dovrebbero mandare le persone negli hotel, ora vuoti in tutta la Grecia. Non è chiaro come andrebbe la questione del ritorno volontario visto che le persone temono per la propria vita in campi affollati ed insalubri. Inoltre le persone rimpatriate potrebbero inconsapevolmente riportare il virus nei loro paesi di origine che in generale hanno ancora meno risorse rispetto alla Grecia per far fronte a un’epidemia.

Invece di fornire risorse e aiuti, le autorità puniscono i più vulnerabili. Due gruppi di persone nei campi di Chios hanno ricevuto una multa di 5.000 euro a testa per aver organizzato una festa di compleanno per bambini ed aver così violato le misure di distanza sociale. Fare una festa di compleanno durante una pandemia può sembrare da irresponsabili per un osservatore esterno, ma va tenuto presente che molti residenti del campo non hanno accesso a informazioni accurate sul coronavirus e potrebbero non sapere perché queste misure siano effettivamente in atto.

Mantenere una corretta distanza sociale sarebbe comunque impossibile nei campi sovraffollati. Pagare questa multa sarà molto difficile per queste persone ed essa potrebbe potenzialmente influenzare lo stato delle loro future richieste di asilo. In ogni caso la festa di compleanno di due bambini non può danneggiare la salute pubblica come hanno fatto anni di abbandono da parte del governo greco. Multare persone disperate che cercano di regalare ai propri figli piccoli momenti di gioia sembra un gesto crudele quanto inutile.
L’aumento della presenza della polizia e delle misure di confinamento contribuirà solo ad aggravare l’atmosfera di disperazione e di crisi psicologica già presente nei campi.


Siamo molto preoccupati e rattristati nel sentire che COVID-19 ha raggiunto il campo profughi di Ritsona, dove da oltre quattro anni forniamo supporto psicosociale. Ad oggi, il campo è stato messo in quarantena per 14 giorni dopo che 20 residenti sono risultati positivi al virus.

Le persone che hanno la “carta bianca” del governo greco riceveranno comunque denaro in aprile e maggio. La necessità di firmare periodicamente per confermare che si è ancora in Grecia è stata per ora revocata a causa del coronavirus. Per ulteriori informazioni, per sapere chi contattare in caso di domande o problemi, consultare il post del team Mobile Info.
Il Consiglio greco per i rifugiati ha istituito un helpdesk online per le persone che necessitano di assistenza per le procedure e di asilo, integrazione e sostegno psicologico.
Il Centro multifunzionale per rifugiati e migranti ha creato una hotline che fornisce informazioni in 12 lingue diverse.

Mare

Le ONG riavviano le operazioni di salvataggio in mare
Nonostante i timori dell’epidemia di coronavirus, la nave di soccorso Alan Kurdi è ripartita. L’imbarcazione di Sea-Eye, attualmente l’unica nave di salvataggio delle ONG presente nel Mediterraneo centrale, dovrebbe raggiungere le acque vicino alla costa libica entro il fine settimana. L’equipaggio afferma di avere abbastanza dispositivi di protezione a bordo e di essere pronto per le operazioni di salvataggio durante l’epidemia.

Serbia


28/03/2020, campo di Presevo. I rifugiati hanno il permesso di comprare il pane al mercato locale, a causa della carenza di pane nel campo. Altri aspettano il loro turno in fila alle porte del campo.

Bosnia e Erzegovina

Impatto del coronavirus sui migranti in Bosnia
L’epidemia ha causato in Bosnia un aumento dei livelli già elevati di xenofobia contro i migranti. Le persone sono permanentemente confinate nei campi, che hanno finalmente aumentato la loro capacità dopo che per anni le organizzazioni hanno continuato a fare richiesta di posti letto. Ma neppure l’aumento di 1000 letti nella sola Blazuj è stato sufficiente. Le persone vengono allontanate dai campi sovraffollati solo per essere violentemente arrestate dalla polizia; poi il ciclo continua.
Alcuni gruppi di volontari, come MiGreat / Aid Belgrade, continuano a fornire risorse. Stanno chiedendo donazioni per sostenere il loro lavoro.

Francia

Condizioni disumane nel campo di Grand-Synthe
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Photo credit: Patrick Van de Wouwer

Fonti
dal campo di Grand-Synthe raccontano storie strazianti di malattie, abbandono del governo e violenza. Ieri sera un uomo è stato portato in ospedale a causa di una grave crisi respiratoria – ancora poco chiaro se causata dal coronavirus o meno. Se il coronavirus è arrivato nel campo le condizioni di sovraffollamento mostrate sopra lo faranno diffondere rapidamente. L’ambulanza ha impiegato secoli a venire e i volontari affermano che il trattamento medico è generalmente lento o inesistente. La notte prima i paramedici si sono rifiutati di curare un ragazzo picchiato dalla polizia.
La violenza e negligenza del governo devono cessare prima che muoiano ancora più persone. Rifiutare le cure mediche durante un’epidemia mortale è disumano!

Spagna

Condizioni di vita rischiose a Melilla
No Name Kitchen ha riferito delle condizioni antigieniche che devono sopportare le persone detenute a Melilla. Dopo essere stati detenuti in un centro sportivo molti sono stati trasferiti fuori città come punizione per aver cercato di sollevare il morale durante il trattenimento. Nel nuovo centro di detenzione c’è acqua all’interno delle cabine in cui vivono, freddo, e una fornitura di cibo inadeguata. Le foto possono essere trovate qui.

Generale

La Corte di Giustizia dell’UE delibera contro la Polonia, l’Ungheria e la Repubblica ceca
Il tribunale ha stabilito che i tre paesi non sono riusciti ad “adempiere ai loro obblighi ai sensi del diritto dell’Unione europea” rifiutando di accettare i richiedenti asilo trasferiti dalla Grecia e dall’Italia nel 2015. Ulteriori azioni saranno decise dalla Commissione Europea, che ha avviato un’azione legale contro i tre nel 2017. Tutti e tre i governi nazionali hanno dichiarato la loro disobbedienza e il rifiuto di accettare i migranti (l’articolo collegato è paywall).

Il 31 marzo l’UE ha annunciato l’operazione IRINI, con la missione di imporre l’embargo sulle armi in Libia. I suoi obiettivi includono anche la sospensione delle esportazioni illegali di petrolio, l’addestramento della guardia costiera e della marina libiche (accusate di innumerevoli violazioni dei diritti umani, tra cui torture e omicidi) e “l’interruzione” delle operazioni di tratta di esseri umani.

L’UE ha taciuto quando si è discusso dei possibili effetti dell’operazione sui migranti. Un portavoce ha affermato che sono stati presi accordi su dove sbarcare le persone soccorse in mare, ma che non saranno condivisi con il pubblico. Dato l’impegno dichiarato dell’UE a lavorare con la guardia costiera libica, non è auspicabile che questi “accordi segreti” tengano conto dei diritti umani delle persone.

Ecco un gruppo Facebook che fornisce credito telefonico ai migranti. Stanno cercando donazioni.