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È il momento giusto per il Belgio per regolarizzare gli immigrati irregolari

Camille Van Durme, Belgian League of Human Rights - 15 maggio

Il Belgio dovrebbe seguire l’esempio di Italia, Spagna e Portogallo ed includere gli immigrati irregolari nella società, garantendo loro gli stessi diritti alla vita e al lavoro dei cittadini belgi.

Il governo belga ha adottato una serie di misure straordinarie per affrontare le numerose difficoltà sorte durante il periodo di lockdown ma, a differenza di altre nazioni europee, non ha preso alcuna decisione sulla questione degli immigrati irregolari.

Le istituzioni belghe sostengono di voler assicurare una buona qualità di vita agli immigrati; tuttavia, continuano a non rilasciare permessi di soggiorno

Secondo la Lega Belga per i Diritti Umani (Ligue des Droits Humains, LDH), la mancanza di misure a favore di tale gruppo sociale vulnerabile è sorprendente. A causa della pandemia, le persone sprovviste di permesso di soggiorno non possono spostarsi, lavorare o avere accesso ai diritti sociali di base, il che incide sulla loro possibilità di sopravvivere e vivere in condizioni dignitose. Cinquanta immigrati in condizione irregolare hanno denunciato questa situazione con un appello tenutosi il 20 aprile a Bruxelles, nel rispetto delle normative sanitarie in vigore durante l’isolamento.

Le istituzioni nazionali, come l’Ufficio Immigrazione e i Tribunali del Lavoro, sostengono da tempo che le persone che non possono lasciare il territorio nazionale per motivi indipendenti dalla loro volontà dovrebbero poter vivere in condizioni dignitose. Per farlo, occorre rilasciare un permesso di soggiorno che consenta loro di lavorare e avere accesso ai servizi sociali e di assistenza sanitaria.

A causa della pandemia, gli immigrati in condizione irregolare non possono lasciare il Belgio. Isolati nelle loro case o in sistemazioni informali e edifici occupati, molte di queste donne, bambini e uomini vivono spesso in un’unica abitazione, in condizioni di povertà e di salute precaria. Non hanno strumenti di sussistenza perché sono sprovvisti di documenti, e quindi non hanno il permesso di lavorare, anche se molti di loro potrebbero effettivamente essere impiegati in settori in cui manca la manodopera.

L’intera popolazione dovrebbe essere protetta, non solo quelli che hanno i documenti.

LDH e l’Unità di Coordinazione Belga per gli Immigrati Irregolari esortano il governo a regolarizzare migranti sprovvisti di documenti il prima possibile.

È necessario farlo per consentire loro di vivere dignitosamente e perché molti vivono in condizioni di precarietà (per il forte senso di appartenenza che li lega al Belgio, per l’insicurezza che caratterizza il loro paese d’origine o per altre ragioni umanitarie) e non possono più tornare nella loro terra nativa.

Il governo non deve più ignorare le persone che vivono nel nostro Paese prive di documenti e senza diritti, e che non possono lasciare il Paese né viaggiare a causa delle misure di contenimento per il contagio.

La questione riguarda il benessere delle persone coinvolte. Si tratta di salute pubblica, di proteggere l’intera popolazione, si deve combattere la pandemia con spirito di solidarietà, senza ignorare coloro che vivono in condizioni precarie perché sprovvisti di documenti. Tutti devono poter accedere ai servizi di assistenza sanitaria e ai test per il coronavirus.

Il Belgio può imparare dall’esempio di altri Paesi

Italia, Spagna e Portogallo stanno attualmente lavorando alle misure per la regolarizzazione. L’Italia sta per mettere in regola 600.000 persone (l’articolo dell’autrice è del 15 maggio, prima della pubblicazione dell’inefficace e restrittivo decreto italiano NdR.); la Spagna ha introdotto un sistema di registri d’attesa che assicura ai migranti e ai richiedenti asilo diritti di base per ottenere un alloggio, test e assistenza sanitaria. Il Portogallo ha deciso di regolarizzare i migranti che hanno richiesto il permesso di soggiorno.

Sostenere che tale regolarizzazione finirà per attirare più migranti è una dichiarazione fallace che alcuni spesso usano per evitare di considerare l’attuazione di tale misura per gli immigrati “senza documenti”. Inoltre, una argomentazione del genere non è rilevante in questo periodo di blocco, durante il quale i confini territoriali e gli spazi aerei sono chiusi. La chiusura dei confini dà l’opportunità al governo di “ricominciare da zero” e di offrire a queste persone una vita dignitosa regolarizzando la loro situazione amministrativa.

LDH si unisce all’appello a favore degli immigrati in condizione irregolare lanciato sui social media e al quale hanno aderito molti cittadini, per chiarire che anche il Belgio potrebbe regolarizzare gli immigrati irregolari.