La brutalità della polizia nel campo di Miral in Bosnia

Un video diffuso da volontari indipendenti mostra le violenze nel centro gestito dall’IOM, finanziato dall’UE

Questo video è stato girato a maggio nel campo che si trova nel cantone di Una-Sana, nel nord-est della Bosnia-Erzegovina, al confine con la Croazia.
Negli ultimi due anni le autorità di questo cantone hanno sistematicamente violato i diritti umani delle persone in movimento e hanno agito violando i trattati internazionali firmati dalla Bosnia e anche la Costituzione bosniaca.

La violenza contro le persone migranti è aumentata sulla Balkan route. Dopo anni in cui l’UE ha approvato i pushbacks illegali e la violenza commessi dalla polizia di confine croata nei confronti dei migranti e delle migranti, adesso la violenza è diventata il modus operandi su tutta la Balkan route.

È stato riportato che sia la polizia che le agenzie di sicurezza private hanno esercitato violenza in tutti i paesi sulla rotta. In questo video, la polizia del cantone di Una-Sana si trova all’interno del campo di Miral, accompagnata dalla sicurezza privata che lavora per l’IOM. Entrano a casaccio dentro ai container e picchiano le persone. La violenza è diventata parte integrante della vita quotidiana lungo la Balkan route, a partire dalla Grecia fino ad arrivare in Italia.

Volontari indipendenti dalla Bosnia-Erzegovina

Bosnia and Herzegovina, Velika Kladuša. Camp Miral. Managed by IOM. Financed by the EU
This footage was recorded in May in the camp located in Una-Sana Canton in the north-west of Bosnia and Herzegovina, on the border with Croatia. For the last two years the authorities of this Canton have been systematically violating human rights of the people on the move and acting in contravention with the international treaties signed by Bosnia as well as the Bosnian constitution. Violence against people on the move has increased on “the Balkan route“.

After years of EU approval of the illegal pushbacks and violence committed by the Croatian Border Police against the people on the move, the violence has now become modus operandi on the entire “Balkan route“. It has been reported that violence has been committed by official and private security institutions in all countries on the route.

In this video, Una-Sana Canton police are inside the camp Miral, accompanied by the private security that is working for the IOM. They randomly enter containers and beat people. Violence became part of everyday life along the Balkan route, starting from Greece up to Italy.
Independent volunteers from Bosnia and Herzegovina

#Lesvoscalling

Una campagna solidale per la libertà di movimento
Dopo il viaggio conoscitivo a ottobre 2019 a Lesvos e sulla Balkan route, per documentare e raccontare la drammatica situazione sull'isola hotspot greca e conoscere attivisti/e e volontari/e che si adoperano a sostegno delle persone migranti, è iniziata una campagna solidale lungo la rotta balcanica e le "isole confino" del mar Egeo.
Questa pagina raccoglie tutti gli articoli e il testo di promozione della campagna.
Contatti: lesvoscalling@gmail.com