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Malta respinge 101 richiedenti asilo verso l’Italia

A dimostrarlo le prove video e le testimonianze raccolte da Alarm Phone

L’11 aprile, dopo due giorni di navigazione, 101 migranti che si trovavano a bordo di un gommone sono stati intercettati dall’AFM (Forze Armate Maltesi) nei pressi di Malta 1. Sono stati minacciati con le armi e spinti a tornare verso la Libia; fallito questo tentativo sono stati indirizzati verso le coste italiane con tanto di coordinate GPS e fornitura di carburante.

La notizia è stata diramata da Alarm phone 2, contattato per la prima volta venerdì 10 aprile alle 22.28 circa dai migranti in pericolo. Nonostante la comunicazione sia saltata subito dopo la prima chiamata, è stata poi ristabilita il 3 maggio, dopo la quarantena obbligatoria che i migranti hanno dovuto trascorrere in Italia. Grazie alla raccolta delle registrazioni, dei video e delle testimonianze dei sopravvissuti, Alarm Phone ha steso un rapporto dettagliato dell’accaduto 3.

E’ stato diffuso anche un video che mostra chiaramente il coinvolgimento delle forze armate maltesi nell’operazione di respingimento illegale.

Nelle immagini in questione si vedono molte persone in mare con indosso i giubbotti di salvataggio, mentre urlano e cercano di tenersi a galla, e la AFM P02 che compie manovre pericolose 4, mettendo seriamente a rischio la vita dei migranti e non preoccupandosi minimamente di effettuare alcuna operazione di salvataggio. Inoltre è ben riconoscibile, in lontananza alle spalle dell’imbarcazione, la costa maltese.

Ma il viaggio dei migranti, finito quasi in tragedia a causa dell’intervento di Malta, era stato pericoloso sin dall’inizio; sono partiti nella notte tra l’8 e il 9 aprile da Zliten, in Libia e si sono diretti verso nord a bordo di un’imbarcazione estremamente malridotta: “Ci siamo chiesti come questo gommone, sovraffollato e inadatto alla navigazione sia stato in grado di navigare per circa 500 km da Zliten ad est di Tripoli, fino a Pozzallo a sud della Sicilia in Italia”, riporta Alarm Phone con un tweet sull’accaduto. I richiedenti asilo hanno raggiunto Pozzallo il 12 aprile 5

Pozzallo
Pozzallo



Il comportamento delle forze armate maltesi, che viola la legge internazionale, è il risultato di una politica più ampia di chiusura e militarizzazione dei confini portata avanti da Malta e dall’Italia fin dall’inizio della pandemia di COVID-19 e che ha già avuto conseguenze terribili; come riporta il Guardian: “All’inizio di aprile, entrambi i paesi hanno dichiarato i loro porti marittimi “non sicuri” a causa della pandemia, chiudendo i loro confini agli sbarchi di migranti. Di conseguenza, le barche che trasportavano richiedenti asilo sono state lasciate alla deriva nelle zone di ricerca e salvataggio europee (SAR). Un numero sconosciuto di persone è morto in mare di fame, disidratazione o annegamento”.

Mappa: Zliten-Pozzallo. Fonte: Alarm Phone
Mappa: Zliten-Pozzallo. Fonte: Alarm Phone

Alarm Phone parla di almeno altri 4 casi documentati di respingimenti illegali avvenuti durante il periodo pasquale: “Una barca con 47 persone è stata lasciata alla deriva nella zona SAR maltese per diversi giorni. Sono stati salvati il 13 aprile solo grazie all’intervento della ONG Aita Mari. Una seconda barca con 77 persone a bordo è arrivata autonomamente a Portopalo di Capopassero, in Sicilia, il 13 aprile, e una terza barca con 63 persone a bordo è stata respinta illegalmente in Libia il 14/15 aprile. 12 persone sono morte a causa dell’incapacità di Malta di aiutarle e di condurle in un luogo sicuro”.
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Di fronte a questa situazione le autorità italiane e quelle maltesi mostrano indifferenza e tacciono. Contattata dal Guardian, la guardia costiera italiana ha dichiarato di non aver ricevuto nessuna informazione relativa a un’imbarcazione in pericolo, mentre l’AFM e il governo maltese non hanno voluto fornire alcun commento sulla faccenda.

Alarm Phone si rivolge quindi alle autorità maltesi e a quelle europee.

Mentre a Malta chiede il riconoscimento delle proprie responsabilità, da quelle italiane ed europee pretende una forte condanna dell’accaduto: “Le istituzioni dell’Unione europea ammettono tali azioni da parte di uno dei suoi stati membri, Malta? Ci saranno ripercussioni per uno stato membro che viola palesemente le convenzioni sui diritti umani, l’asilo e le leggi marittime? Ci saranno ripercussioni per l’agenzia di frontiera dell’UE Frontex che è stata coinvolta nell’avvistamento di imbarcazioni migranti con mezzi aerei? “.

  1. Tweet: L’11 aprile, 101 persone in fuga dalla #Libia avevano appena avvistato Malta quando @Armed_Forces_MT è intervenuta e ha messo in pericolo le loro vite per impedire il loro sbarco nel paese. Secondo i sopravvissuti, gli ufficiali dell’AFM li hanno minacciati con le pistole.
  2. [Tweet: BREAKING: denunciate le pericolose operazioni di Malta in mare! Testimonianze e prove video raccolte da #AlarmPhone suggeriscono che le Forze Armate Maltesi hanno messo in pericolo la vita di 101 persone in difficoltà prima di spingerle in Italia
  3. Per leggere il rapporto vedi: https://alarmphone.org/en/2020/05/20/maltas-dangerous-manoeuvres-at-sea
  4. Tweet: Invece di occuparsi del salvataggio, le navi AFM P02, chiaramente riconoscibili nel video, hanno messo in pericolo la vita degli individui finiti in acqua compiendo pericolose manovre. Come ci ha raccontato un sopravvissuto: “Quando siamo finiti in acqua, hanno rischiato di ucciderci
  5. Tweet: Dopo la fine del periodo di quarantena in Italia, i 101 sopravvissuti ci hanno raccontato cos’è successo durante il loro viaggio. Nella notte tra l’8 e il 9 aprile, sono fuggiti da Zliten in Libia e si sono diretti a nord. L’11 aprile erano vicini a Malta quando sono stati avvicinati dall’AFM.