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Nessun lockdown per i respingimenti durante il covid-19 

Euromed Rights, 19 giugno 2020

Photo credit: Mediterranea Saving Humans

Alla vigilia della Giornata mondiale del rifugiato, EuroMed Rights è estremamente preoccupata per le crescenti violazioni in materia di diritto internazionale e di asilo da parte degli Stati membri dell’UE. Nonostante un clima generale di mobilitazione e di solidarietà nell’UE e nella regione MENA (Medio Oriente e Nord Africa), un profondo silenzio incombe sulla violazione dei diritti umani e sulle morti nel Mediterraneo.
 
Dallo scoppio della pandemia di COVID-19, i governi hanno adottato misure per limitare l’accesso ai loro territori. Hanno chiuso i loro confini, dichiarato i loro porti non sicuri ed effettuato respingimenti illegali. Alcuni, come la Grecia, hanno persino sospeso il diritto di asilo per impedire alle persone in fuga dalla guerra e dalle persecuzioni di richiedere la protezione internazionale nell’UE. 

Gli esempi di respingimenti da parte degli Stati membri dell’UE durante la pandemia sono numerosi. 

Nel Mediterraneo centrale, l’aumento delle partenze dalla Libia devastata dalla guerra e dalla Tunisia, insieme alla mancanza di operazioni di ricerca e salvataggio da parte degli Stati membri, ha portato a un terribile aumento dei naufragi e delle morti in mare.  

In 24 ore, lo scorso 17 giugno, 458 migranti sono stati ricondotti a Tripoli, in Libia, in un contesto di guerra civile. Il 4-5 giugno, 61 persone, tra cui 22 donne e quattro bambini, sono annegate al largo della costa di Sfax, in Tunisia. Malta è sotto inchiesta per aver utilizzato navi private per respingere i migranti in Libia. Nonostante queste sistematiche violazioni del diritto marittimo e delle convenzioni internazionali sui diritti umani, Malta e Italia continuano a sostenere, con risorse umane e finanziamenti, la cosiddetta Guardia costiera libica, principale attore responsabile dei respingimenti.
 
Il 20 marzo 2020, la guardia costiera della Repubblica di Cipro ha respinto un’imbarcazione che trasportava 175 richiedenti asilo siriani, sbarcati nell’auto-dichiarata “Repubblica turca di Cipro del Nord“. Dopo essere stato detenuto illegalmente per oltre un mese, il gruppo è stato portato in Turchia e ora rischia di essere espulso in Siria, dove la situazione relativa alla sicurezza e alle azioni di ritorsione del regime rappresentano una grave minaccia. In Croazia e al confine con Serbia e Bosnia, i violenti respingimenti dei migranti, compresi quelli dei minori non accompagnati 1, non si sono mai arrestati. 

Violazioni e respingimenti sistematici dei diritti umani vengono perpetrati anche nel Mar Egeo da parte della guardia costiera di Grecia e Turchia.
 
EuroMed Rights invita la Commissione europea ad avviare una procedura di infrazione contro gli Stati trasgressori e ad includere nel Nuovo Patto sulla Migrazione e l’Asilo, che sarà presto pubblicato, un meccanismo di sanzioni nei confronti degli Stati membri che violano il diritto dell’UE.

Infine, EuroMed Rights esorta l’UE a mettere al centro della sua strategia un vero meccanismo di protezione, salvataggio e accesso sicuro al territorio europeo. 

  1. Leggi il rapporto in inglese e la nostra traduzione dell’introduzione in italiano