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La violenza contro i migranti deve cessare ora!

Un comunicato stampa del collettivo Transbalkanska Solidarnost

Il collettivo Transbalkanska Solidarnost condanna fermamente la violenza contro i migranti che avviene quotidianamente in Bosnia-Erzegovina, soprattutto nel Cantone dell’Una-Sana e a Velika Kladuša.

Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto innumerevoli messaggi contenenti testimonianze e fotografie che documentano gli atti di violenza commessi contro queste persone da polizia, singoli individui e gruppi di vigilanza.

Vengono seguiti, derubati, molestati verbalmente e aggrediti fisicamente. La rabbia dimostrata contro i corpi dei migranti, bambini inclusi, mostra come la violenza stia seriamente degenerando.

La violenza non viene più perpetrata unicamente dalle forze di polizia o da compagnie di sicurezza privata, ma anche da cittadini che hanno iniziato a “prendere in mano la situazione”.

Quello a cui stiamo assistendo ora è una violenza orchestrata che presto potrà diventare crimine contro l’umanità. Ed è per questo motivo che tutto ciò dev’essere fermato adesso, evitando conseguenze più gravi finché è ancora possibile.

La violenza contro i migranti non avviene soltanto in Bosnia-Erzegovina. È diffusa lungo i confini interni ed esterni dell’Unione Europea, ma l’attuale escalation in Bosnia-Erzegovina è particolarmente problematica.

La violenza in Bosnia-Erzegovina è una diretta conseguenza della politica del silenzio assenso da parte delle istituzioni statali nel cui mandato risiede la cosiddetta “gestione della migrazione”.

È il risultato della politica del silenzio da parte delle organizzazione internazionali che lavorano nel campo delle migrazioni e dei diritti umani tra le quali soprattutto OIM, OSCE, l’Ufficio dell’Alto Rappresentante, ma anche la Delegazione dell’UE nel Paese.

Il collettivo Transbalkanska Solidarnost chiede alle istituzioni statali ed alle organizzazioni internazionali di porre fine alla politica del silenzio, di condannare immediatamente la violenza e porre fine all’impunità che circonda questi crimini. Li invitiamo a garantire un ambiente dignitoso, sicuro ed umano ai migranti. Infine, facciamo appello ai cittadini della Bosnia-Erzegovina affinché si oppongano alla normalizzazione e partecipazione alla violenza e criminalizzazione dei migranti.

Chiediamo un’immediata cessazione della retorica dell’odio, fondata sulla paura di quelli che cercano solo sicurezza, o su un’ideologia nazionalista che in passato ha portato distruzione indelebile in quest’area.

Fermare la violenza prima che sia troppo tardi!

Ulteriori informazioni si possono trovare nei gruppi FB “Help for refugees in Bosnia and Herzegovina” e “Transbalkanska solidarnost”.