Tribunale Permanente dei Popoli: appello alla società civile per fermare il massacro dei migranti

Crimini sistemici contro i diritti fondamentali dei migranti

«Il Tribunale Permanente dei Popoli (TPP), reiterando la sua preoccupazione dinanzi al processo di genocidio in corso, si rivolge alla società civile e alle realtà di solidarietà per sostenere e contribuire a un radicale mutamento dello scenario politico e giuridico attuale».

E’ con questa premessa che il TPP prosegue nel suo percorso di denuncia dei crimini sistemici contro i diritti fondamentali dei migranti, dopo che nelle sessioni sulla violazione dei diritti delle persone migranti e rifugiate, svolte nel biennio 2017-2019 (clicca qui per leggere tutte le udienze), aveva sentenziato che «il popolo dei rifugiati e dei migranti è oggetto e vittima di violazioni gravissime e sistematiche dei diritti fondamentali (alla vita, alla dignità, al lavoro, alla salute, alla ricerca di futuro…) da parte dell’UE e dei suoi Stati membri, in un contesto di totale impunità dei responsabili e segnato invece da politiche di repressione degli attori sociali che esprimono, individualmente e collettivamente, pratiche di solidarietà». Aggiungendo nel contempo che «il diritto alla migrazione, riconosciuto da sempre come costitutivo della storia dei popoli, viene negato e diventa espressione tragica di una politica neo-coloniale che nega l’esistenza stessa e l’identità del popolo dei migranti, trasversale per provenienze e per cause, che è il prodotto di una globalizzazione fondata su un modello di sviluppo basato su strategie economiche, ambientali, di sicurezza e di guerre diffuse, che fanno della migrazione un fenomeno di lunga durata che non può essere fermato con interventi di respingimento o contenzione». Una sentenza arrivata a conclusione di varie udienze svolte tra Parigi, Palermo, Barcellona e Londra.

A distanza di un anno dall’Atto conclusivo che si svolse il 9 aprile 2019 a Bruxelles, se da una parte – afferma il TPP – vi è una «richiesta formale di intervento inviata alla Corte Penale Internazionale da un gruppo di avvocati con l’accusa rivolta all’UE e ad alcuni Stati membri di crimini contro l’umanità commessi contro le persone migranti e rifugiate che attraversano il Mediterraneo», dall’altra si è invece rafforzata «la tendenza di negazione dei migranti come esseri umani in qualsiasi iniziativa politica, economica e giuridica a livello nazionale ed europeo che elude gli obblighi internazionali di salvare vite e di fermare il massacro e le sparizioni sistematiche e intenzionali dei migranti».

Inoltre, secondo i membri del Tribunale, questo quadro si è aggravato in quanto «la crisi della pandemia di COVID-19 ha avuto come effetto una cancellazione della popolazione dei migranti anche dalle misure minime di attenzione, prevenzione e protezione adottate».

Il TPP, facendo eco alla richiesta di monitoraggio permanente che si è rinnovata nelle piazze italiane in questi ultimi giorni, per sottolineare il senso di urgenza e disperazione proveniente dalle realtà quotidianamente impegnate nella difesa dei diritti dei migranti:

– annuncia un evento pubblico che si terrà il 28 settembre a Roma con l’obiettivo di presentare all’UE un programma di azione sulla migrazione, come parte di un rinnovato profilo di responsabilità (le modalità di partecipazione saranno comunicate nel corso dei primi giorni di settembre);

allerta le organizzazioni interessate a condividere nel corso mese di settembre le proprie esperienze per contribuire alla definizione di un quadro complessivo dei crimini di sistema denunciati dal TPP lungo le sue sessioni;

annuncia inoltre la sessione ad hoc del TPP il 24 e 25 ottobre a Berlino per una valutazione alla luce dei fatti recenti delle rispettive violazioni dei diritti fondamentali dei migranti e dei rifugiati in Europa.

Per informazioni:
ppt@permanentpeoplestribunal.org
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