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Rifugiati denunciano abusi fisici e sessuali da parte delle autorità croate

Mersiha Gadzo, Aljazeera - 22 ottobre 2020

Rifugiati e migranti avrebbero subito “lesioni gravi” dopo essere stati presumibilmente frustati, picchiati e violentati dalle autorità croate durante i loro tentativi di raggiungere l’Europa occidentale per ottenere asilo.

La scorsa settimana, il Danish Refugee Council (DRC) ha raccolto le testimonianze di più di 70 rifugiati e migranti nel campo di Miral, nella Bosnia occidentale, che hanno raccontato di aver subito respingimenti violenti da parte delle autorità croate.
La rotta attraverso il confine con Bosnia e Croazia è molto battuta tra i rifugiati che dalla Bosnia tentano di entrare in Croazia, paese membro dell’UE, con l’obiettivo di raggiungere l’Europa occidentale.

I movimenti per i diritti umani hanno a lungo accusato le autorità croate di respingimenti violenti; in molti sostengono che i rifugiati siano stati anche derubati dei propri averi.

Ma le ultime testimonianze raccolte dal DRC, inviate ad Al Jazeera mercoledì, segnano un’escalation con segnalazioni di abusi e “violenze estreme”.
Tra le vittime vi sono rifugiati provenienti da paesi come Afghanistan, Pakistan, Bangladesh e Marocco.
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Le vittime dicono di essere state picchiate dalle autorità croate con manganelli, bastoni, cinture; di essere state prese a pugni e calci con gli stivali. [Handout/Danish Refugee Council]

Secondo le loro testimonianze, quattro vittime afgane di età compresa tra i 16 e i 24 anni, hanno attraversato il confine e sono state fermate dalla polizia croata. Il 14 ottobre sono state portate in un luogo sconosciuto in Croazia e consegnate a 10 persone armate, in uniforme nera e con il volto coperto da passamontagna.

È stato ordinato loro di spogliarsi, tenendo addosso solo la biancheria, e i loro effetti personali sono stati bruciati. Gli è stato poi ordinato di stendersi faccia a terra.

Durante il pestaggio, uno degli uomini in nero ha penetrato con un ramo l’ano di M.K. La penetrazione è stata fatta sopra la biancheria intima. Questo, mentre gli altri uomini in nero ridevano” ha detto il DRC, riferendosi al ragazzo afgano di 24 anni.

Le autorità croate hanno continuato a picchiarlo per circa otto minuti. La penetrazione ha causato sanguinamento.

Dopo il respingimento delle vittime verso la Bosnia, un dottore che le ha visitate a Bihac, ha parlato di “lesioni gravi”, riferendosi alle ferite riportate dal gruppo.

Un portavoce del Ministero dell’Interno croato ha detto ad Al Jazeera che la polizia di frontiera è stata accusata di trattamenti inumani “senza fornire fatti, prove o quantomeno informazioni di base verificabili”.

Dopo le accuse, il Ministero dell’Interno ha certamente avviato delle procedure d’urgenza per verificare la veridicità di queste poiché è nostro obiettivo e interesse, da un lato, rimuovere ogni sospetto sull’operato degli agenti di polizia croata e, dall’altro, sanzionare ed eliminare irregolarità, se effettivamente avvenute”, ha dichiarato il portavoce.

In un’email indirizzata ad Al Jazeera, Charlotte Slente, segretaria generale del DRC, ha definito queste affermazioni “terrificanti”.

Abbiamo bisogno di vedere provvedimenti per porre fine al sistematico uso della violenza. Trattare gli esseri umani in questo modo, infliggergli dolore e causare sofferenze inutili, indipendentemente dallo stato migratorio, non può e non deve essere accettato da nessun paese europeo o da nessuna istituzione dell’UE”, ha dichiarato Slente.

È urgente mettere in atto un meccanismo indipendente di monitoraggio delle frontiere per prevenire questi abusi e assicurare che ogni segnalazione di soprusi sia oggetto di indagini trasparenti e credibili, e che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni”.
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Un uomo mostra la schiena piena di lividi, probabilmente riportati a seguito del pestaggio da parte delle autorità croate. [Handout/Danish Refugee Council]

“Nudi e pestati”

Rifugiati e migranti hanno raccontato al DRC che, dopo essere stati catturati e fermati dalla polizia croata, i loro averi (cellulari, caricabatterie e centinaia di euro) sono stati confiscati.

Come i quattro afgani, altri hanno raccontato che gli è stato ordinato di spogliarsi, e che hanno visto i loro beni essenziali, tra cui scarpe, giacche e zaini, essere gettati nel fuoco.

Il pestaggio è stato descritto come “duro”; le autorità croate hanno usato manganelli, bastoni, cinte e pugni per picchiarli.

Secondo le testimonianze, li hanno calciati con gli stivali, senza guardare quale parte del corpo colpissero.

In alcuni casi, un ufficiale croato immobilizzava un rifugiato standogli sul collo, mentre la vittima subiva il pestaggio.

Secondo altre testimonianze, la polizia avrebbe scattato selfie con vittime nude o ordinato ai rifugiati nudi di stendersi per terra, accanto o sopra gli altri, per essere pestati.

Un rifugiato del Belucistan ha raccontato: “Ci siamo stesi uno accanto all’altro, nudi e pestati, e agli altri quattro è stato detto di sdraiarsi su di noi, come alberi accatastati, e così siamo rimasti immobili per 20 minuti”.

Un rifugiato della Belucistan ha raccontato di un bambino, anch’egli rifugiato, picchiato fino a perdere i sensi. E poi picchiato ancora.

Un minorenne… Svenuto per i tanti colpi. I suoi amici lo hanno preso in braccio e un agente di polizia ha ordinato loro di lasciarlo lì per terra. Poi hanno cominciato a colpirli con i manganelli”.

Il minorenne ha ripreso subito conoscenza e gli agenti gli hanno ordinato di alzarsi da solo”.

Prima della deportazione, la polizia ci ha detto: ‘A noi non interessa da dove veniate né se ritornerete in Bosnia o nel vostro paese, ma voi non entrerete in Croazia. Avete ancora braccia e gambe perché siamo stati attenti nel colpirvi, ma la prossima volta sarà molto peggio”.

Il team di medici che lavora al campo di Miral, a Velika Kladuša, Bosnia occidentale, hanno raccontato che le vittime hanno riportato le più gravi ferite a cui abbiano assistito fino a quel momento.

Una vittima è stata ricoverata in ospedale a causa di una frattura al perone, e ha dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico.

A un’altra vittima è stato rotto il naso.
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Una vittima con una frattura confermata al naso [Handout/Danish Refugee Council]

“Tacitamente incoraggiati dall’UE”

Il Border Violence Monitoring Network (BVMN), una rete di ONG nella regione dei Balcani, mercoledì ha pubblicato un report confermando le scoperte del DRC.
I documenti del BVMN rivelano che dal 3 ottobre, 36 persone sono state respinte dalla Croazia, con “aggressioni fisiche estreme” verificatesi in ogni episodio avvenuto nella zona di Cetingrad, , ha dichiarato ad Al Jazeera Jack Sapoch, portavoce del BVMN.

Sapcoh ha fatto notare che, secondo il Ministero dell’Interno croato, Damir Butina della stazione di polizia di Karlovac che ha giurisdizione su Cetingrad, il mese scorso è intervenuto a un corso di formazione per 36 nuovi capi della polizia di frontiera croata sulle procedure di frontiera “certificate Frontex”.

I movimenti per i diritti umani, hanno già precedentemente messo in discussione Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, affermando che non rispetta il proprio mandato di garantire la protezione dei diritti umani.

Questo è solo uno dei tanti esempi di come la violenza è tacitamente incoraggiata dall’Unione Europea, che negli ultimi dieci anni ha finanziato lo stato croato con centinaia di milioni di euro di attrezzature tecnologiche per difendere le frontiere dell’UE”, ha dichiarato Sapoch.

Clare Daly, un’eurodeputata irlandese, ha lanciato l’allarme sugli abusi sui rifugiati in parlamento a Bruxelles.

Daly ha dichiarato ad Al Jazeera che il fatto che l’UE fosse stata precedentemente informata degli abusi e abbia però continuato a finanziare le autorità di frontiera croate, la rende responsabile “tanto quanto coloro che hanno commesso quelle azioni atroci”.

Questo rivela l’assurdità che abbiamo sentito dalla commissione a proposito dei valori europei… Siamo stati presi in giro dalla commissione, che ha ignorato le nostre prove e ha continuato a ricompensare finanziariamente le autorità croate nella piena consapevolezza che, con quei soldi, non hanno istituito, come era stato loro richiesto, alcun meccanismo di monitoraggio dei diritti umani”, ha dichiarato Daly.

Pur essendo in possesso delle informazioni, la commissione, non solo non li ha ammoniti, ma ha dato loro una sovvenzione ancora maggiore”.

Dunja Mijatovic, commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, mercoledì sera ha definito le accuse “estremamente preoccupanti” e ha intimato le autorità croate a cessare i respingimenti e le violenze alla frontiera, nonché di mettere fine all’impunità per le violazioni dei diritti umani.

In modo preoccupante, questi report lasciano intendere che la violenza e gli atti disumani che accompagnano i respingimenti sono in aumento, e sembra che le forze dell’ordine croate continuino a godere dell’impunità per queste gravi violazioni dei diritti umani”, ha scritto su Facebook Mijatovic, aggiungendo che due anni fa aveva chiesto alle autorità di avviare un’indagine.