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AYS Special: Giorno della vergogna a Lesbo. PIKPA sotto sgombero

Emma Musty, Are You Syrious? - 30 ottobre 2020

Photo Credit: Lesvos Solidarity-Pikpa

Dal 2015, PIKPA garantisce alloggi a gruppi vulnerabili, dando supporto a oltre 30.000 persone: disabili, malati, donne incinte, minori non accompagnati e famiglie di vittime di naufragi, nonché alla popolazione locale in tempi di crisi. Eppure, questa mattina, proprio mentre scrivo questo articolo, PIKPA è in fase di sgombero.


DunyaCollective: Una dichiarazione di Mina, una residente di #savePIKPA. L’arrivo improvviso della polizia questa mattina le ha ricordato l’Afghanistan, quando i talebani l’hanno costretta a lasciare la sua casa.

Ieri, alle 8.30 del mattino, Lesvos Solidarity è stato informato che i residenti di PIKPA sarebbero stati sfrattati e trasferiti nel vecchio campo di Kara Tepe. Allo sgombero erano presenti due autobus e un camion dell’esercito, incaricati di portare via i residenti e le loro cose, chiedendo alle persone che hanno vissuto in questo spazio per mesi, o addirittura per anni, di fare le valigie immediatamente. Lo sgombero è stato poi interrotto, permettendo ai residenti di passare un’altra notte in sicurezza.
Questa mattina la polizia è tornata, nonostante gli appelli dell’ultimo minuto e le pressioni di gruppi internazionali e locali.

Karl Kopp, CEO della Fondazione PRO ASYL, definisce questa minacciosa evacuazione del campo auto-organizzato PIKPAoltraggiosa e non giustificata. Il governo greco ha commesso una violazione dei diritti umani dopo l’altra e sta palesemente violando la dignità umana”.
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Foto: No Borders Network

Finora lo sgombero ha causato un ricovero. L’ansia di perdere la propria casa è immensa e psicosociale e l’équipe medica, gli avvocati e gli interpreti non sono ancora ammessi all’interno del centro.
A settembre il governo ha dichiarato che i residenti sarebbero stati sfrattati entro il 31 ottobre e ha rilasciato una dichiarazione sullo sgombero di oggi. Ma molti credevano che questo non potesse accadere, che una tale insensibilità non sarebbe stata messa in atto.


Dichiarazione di MSF riguardo il rinvio dello sgombero di ieri dopo lo stop delle operazioni di sfratto

Lo sgombero viene effettuato nonostante PIKPA non sia una struttura abusiva e operi dal 2015, con la piena collaborazione del competente Ministero del Lavoro e della Solidarietà Sociale, in linea con il documento n. D22 / 45812/164 / Il 30-10-2015 del Comune di Lesbo che riconosce PIKPA come alloggio temporaneo per gruppi vulnerabili di rifugiati e richiedenti asilo.

Viviamo da molto tempo in un’epoca buia. Vedo la decisione cieca da parte del governo di chiudere PIKPA e penso che ci riproveranno domani. Stiamo cercando tutte le soluzioni possibili per sollevare la questione, perché crediamo che la chiusura di PIKPA sia imposta anche dai gruppi di estrema destra. Lo vediamo sui social media da dichiarazioni di diversi esponenti dell’estrema destra, che comunicano con il sindaco ogni giorno. Questi gruppi stanno cercando di creare un clima di odio sia contro PIKPA che contro le ONG e la solidarietà internazionale, usando questi concetti come promesse. – Efi Latsoudis, uno dei membri fondatori di PIKPA a Lesbo.

PIKPA è nato da un gruppo di solidarietà istituito da residenti locali nel 2012, per sostenere le persone colpite dalla crisi finanziaria greca.

È una delle ultime strutture di solidarietà rimaste in Grecia dopo gli sfratti di massa, guidati dal governo greco di Nea Dimokratia, di progetti abitativi auto organizzati. È in diretta opposizione ai modelli di “alloggio” promossi dal governo, prevalentemente in campi di accoglienza sempre più chiusi. La presenza di tali alternative, che lavorano attivamente con i residenti per creare ambienti di vita sani e inclusivi è di per sé un motivo di imbarazzo per il governo greco e per tutti i governi dell’UE, che non sono riusciti a garantire soluzioni di alloggio umane e sicure, anche durante la pandemia di COVID-19.

Crediamo che nessun essere umano sia illegale e che i confini debbano essere aperti. PIKPA è l’unico centro aperto a Lesbo e il nostro sogno è che tutti i centri di accoglienza per rifugiati siano gestiti in questo modo. Il nostro obiettivo principale è quello di essere solidali con i rifugiati e lottare contro le barbare politiche europee sull’immigrazione. Aumentiamo la consapevolezza e svolgiamo attività di difesa delle violazioni dei diritti umani e di qualsiasi atto di umiliazione, violenza e attacco contro i rifugiati. Lavoriamo con le persone locali per coinvolgerle nel nostro lavoro al fine di promuovere un’azione comunitaria e sostenibile. – Lesvos Solidarity.

Questo sgombero è ancora più discutibile alla luce del recente incendio di Moria e del conseguente trasferimento degli ex residenti nel centro “temporaneo” Moria 2.0.

Inoltre, il centro di accoglienza di Kara Tepe, gestito dal comune, in cui dovrebbero essere trasferiti i residenti di PIKPA, ha appena confermato dei casi di COVID-19 e dovrebbe essere chiuso a dicembre. Vista la situazione, c’è il rischio reale che i residenti di PIKPA possano finire nel nuovo campo “temporaneo“.

L’ultimo tentativo di sgombero di PIKPA, anch’esso rinviato, sarebbe dovuto avvenire entro il 15 ottobre, ma è solo uno dei tanti tentativi di sgombero degli ultimi anni. Amnesty International, Human Rights Watch e molte altre organizzazioni, oltre a singoli individui, hanno chiesto al governo greco di revocare la sua decisione. C’è anche un caso in corso che è stato presentato alla Corte europea dei diritti dell’uomo, sostenuto dal Consiglio greco per i rifugiati, riguardante una madre sola e il suo bambino, che asserisce che il loro sfratto da PIKPA sarebbe in violazione dell’articolo 3 della Legge sui diritti umani, secondo la quale nessuno può essere sottoposto a tortura, a trattamenti o a punizioni inumane o degradanti.
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Moria 2.0. Foto: @DvDorresteijn

PIKPA offre cibo, vestiti, kit per l’igiene, assistenza medica. Organizza anche attività per bambini, lezioni di lingua e sostegno sociale. In Moria 2.0, dove Mitarakis aveva inizialmente detto che avrebbe trasferito i residenti, la maggior parte di queste cose non è disponibile. Ma non saranno solo i residenti di PIKPA ad essere danneggiati dallo sgombero, poiché il centro funge anche da base per altre importanti attività, tra cui la consegna di alimenti ad altri centri, l’accoglienza di coloro che arrivano via mare per garantire uno sbarco sicuro, e la distribuzione di coperte e vestiti.

Ora più che mai è il momento di agire.

Finché l’Europa e il governo greco si rifiuteranno di fornire alloggi dignitosi e accoglienza ai rifugiati, continueremo a sostenere Pikpa, ora più che mai. Questa non è una lotta per difendere un luogo. Questa è una lotta per difendere la solidarietà, la dignità, l’uguaglianza e l’inclusione. Questa è una lotta per resistere all’agenda tossica di segregazione, contenimento, degrado, repressione, xenofobia e odio. Sappiamo di poter contare sul sostegno di tutta l’Europa – attraverso organizzazioni, istituzioni, politici e individui, e mobiliteremo questo sostegno con tutte le nostre forze. – Lesvos Solidarity