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Provvedimento di revoca delle misure alternative al trattenimento nel CPR per il cittadino straniero che aveva avanzato richiesta di regolarizzazione

Giudice di Pace di Roma, decreto del 28 ottobre 2020

Photo credit: Casa Madiba Network

Il Giudice di Pace di Roma revoca la misura alternativa al trattenimento presso il Centro di Permanenza per il Rimpatrio (ex CIE) di Ponte Galeria.
La decisione è particolarmente significativa in quanto il cittadino era sottoposto all’obbligo di presentazione e all’obbligo di consegna dei documenti (passaporto e carta di identità).
Lo stesso aveva avanzato richiesta di “emersione / regolarizzazione” ex articolo 103 DL 34/2020, e sembra vi siano molti stranieri nelle stesse condizioni.
Con discutibile prassi – peraltro avallata da alcuni Giudici di Pace – alcune Questure ritengono (solamente) di sospendere le misure alternative al trattenimento presso il CPR, senza revocarle, e per l’effetto rifiutano di riconsegnare i documenti ai cittadini stranieri.
Tale scelta comporta un’arbitraria conservazione dei documenti dei cittadini stranieri, con evidenti disagi per molti di loro, laddove si renda necessario esibire i documenti in originale, e non la mera copia, anche al fine di perfezionare le procedure di regolarizzazione.
Con la decisione in oggetto il Giudice di pace di Roma, accogliendo la tesi difensiva, revoca la misura alternativa, non limitandosi a sospenderla, sia sulla base della presentazione della domanda di regolarizzazione, sia sulla base del lungo tempo trascorso dall’inizio della misura in aperto contrasto con le finalità stesse dell’istituto delle misure alternative, rilasciando altresì il “nulla osta” alla riconsegna dei documenti.

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Giudice di Pace di Roma, decreto del 28 ottobre 2020