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A Calais, la Brexit non cambierà il destino dei migranti

Charlotte Boitiaux, InfoMigrants - 12 gennaio 2021

Photo credit: Utopia 56

La frontiera inglese rimane ancora a Calais?

Sì. Attraversare la Manica sarà comunque illegale per i migranti che desiderano raggiungere le coste inglesi poiché la frontiera britannica rimane a Calais.

La linea di confine tra la Francia e il Regno Unito rientra negli Accordi di Touquet, un accordo bilaterale tra i due Paesi.

Questo trattato non si basa sull’appartenenza di Londra all’Unione Europea, ricorda François Gemenne, specialista di flussi migratori e ricercatore presso Sciences-Po Paris. Non ha quindi alcun legame con la Brexit.

I controlli alla frontiera saranno allentati?

No. Al contrario, si rafforzeranno.

Priti Patel, segretaria di Stato britannica agli Interni e Gérald Darmanin, ministro francese degli Interni, hanno sostenuto che “il numero elevato di passaggi [de la Manica] non era accettabile ed era necessario porvi rimedio con derminazione”.

Nel mese di novembre 2020, è stato quindi firmato un accordo tra i due omologhi.

Quest’ultimo prevede “l’aumento significativo del dispiegamento di forze dell’ordine” nella regione di Calaisis (senza precisarne il numero) e “l’impiego di attrezzature tecnologiche di sorveglianza ad alta definizione” (dei droni) sulle spiagge. L’accordo dovrebbe rafforzare anche la sorveglianza intorno al tunnel sotto la Manica e ai porti (Boulogne, Calais, Dunkerque).

In cambio, le autorità britanniche si sono impegnate a investire altri 31,4 milioni di euro per “sostenere gli sforzi importanti della Francia contro le traversate irregolari”.

La politica migratoria tra i due Paesi è quindi sempre più restrittiva. A luglio 2020, i due Paesi avevano creato una “unità di intelligence franco-britannica per combattere i trafficanti. Nel 2019, questi avevano già firmato un piano d’azione per rafforzare la sorveglianza delle frontiere nei porti e sulle spiagge (con droni, telecamere per la visione notturna, veicoli…).

Il destino dei migranti dovrebbe rimanere la stessa a Calais”, riassume François Gemmene.

Per la cronaca, nel 2020 sono stati registrati più di 9.500 passaggi o tentativi di attraversamento de La Manica, quattro volte di più rispetto al 2019.

I britannici potranno rinviare i migranti verso i Paesi dell’Unione europea?

Questa è un po’ la grande incertezza. È difficile sapere come i britannici gestiranno i rimpatri dei migranti illegali, dato che la Brexit non ha trattato la questione dell’immigrazione.

Prima della Brexit, le espulsioni dei migranti – in particolare dall’Inghilterra verso la Francia – avevano luogo principalmente per le persone arrivate sulle coste inglesi a bordo di piccole imbarcazioni. Questi rinvii erano regolati in base al regolamento Dublino, comune a tutti i Paesi dell’UE. Questo ritiene che un solo Paese dell’UE possa esaminare una domanda d’asilo. Il migrante era quindi rinviato nel Paese in questione.

Ora che il Regno Unito è uscito dal regolamento Dublino, i rinvii dovranno seguire un’altra regola, ma quale? “Londra potrebbe rinviare i migranti clandestini nei loro Paesi di origine”, ipotizza François Gemmene. “Tuttavia, è necessario che l’Inghilterra abbia negoziato degli accordi bilaterali con i Paesi d’origine. E non è sempre questo il caso”.

I minori non accompagnati di Calais potranno comunque raggiungere l’Inghilterra per vie legali?

Anche qui, c’è grande incertezza. Finora, il trattato franco-britannico di Sandhurst permetteva il trasferimento dei minori non accompagnati dalla Francia verso il Regno Unito quando questi ultimi potevano provare che un membro della loro famiglia viveva legalmente sul territorio inglese. Questo accordo non è stato ridiscusso nell’ottica della Brexit.

François Gemenne teme che “a causa della mancanza di condizioni chiare nell’accordo sulla Brexit, sempre più giovani correranno dei rischi” per raggiungere l’Inghilterra, ad esempio attraversando la Manica.

La politica è molto dura nei confronti dei migranti, si teme che alcune persone, che in precedenza avrebbero potuto entrare nel Regno Unito attraverso vie legali, si rivolgeranno a canali irregolari”.

La questione dei ricongiungimenti familiari non è stata più evocata durante gli accordi per la Brexit.

La Brexit scoraggerà i migranti dal venire a Calais?

François Gemmene ne dubita. “L’Inghilterra rimarrà una destinazione attraente”.

Nonostante la Brexit, “i migranti continueranno a trovarvi una comunità pronta ad accoglierli e una flessibilità nei confronti del lavoro in nero”.

È dello stesso parere l’associazione Utopia 56. “Prima, i trafficanti usavano la Brexit come un argomento di marketing per incoraggiare i migranti ad attraversare rapidamente”, spiega Pierre, volontario dell’associazione a Calais. “Oggi, la Brexit è ufficialmente registrata e i passaggi continuano. Con la Brexit non cambia nulla per il momento”.

Tuttavia, molti migranti si interrogano sul futuro. “Alcuni ci fanno domande sull’asilo in Inghilterra, sulle espulsioni immediate (pushbacks), hanno paura dei respingimenti, ci chiedono se i minori potranno passare”, riferisce Pierre.

Tuttavia, informarli sui loro diritti, sulla Brexit e soprattutto sui pericoli del mare, rimane un compito molto complicato, e spesso vano. “Generalmente, le reti [di trafficanti] ci hanno preceduto e li hanno già convinti”.