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Intelligenza artificiale: Frontex rafforza la sorveglianza marittima

di Matthias Monroy

Immagine: Con la nuova piattaforma, Frontex mira a identificare anomalie. Possono essere integrate anche immagini da droni e satelliti (Screenshot da YouTube)

L’Agenzia europea della guardia di frontiera ha rinnovato un contratto con l’azienda israeliana Windward per una piattaforma di “analisi marittima” che metterà regolarmente in funzione. Frontex aveva inizialmente ottenuto una licenza per l’applicazione per circa 800.000 euro. Ora, per 2,6 milioni di euro, l’agenzia avrà accesso alla piattaforma per quattro stazioni operative. Il contratto potrà essere rinnovato tre volte, ogni volta per la durata di un anno.

Windward è specializzata nell’aggregazione digitale e nella valutazione del tracciamento delle imbarcazioni e dei dati di sorveglianza marittima. Tra gli investitori dell’azienda, fondata nel 2011, figurano l’ex capo della CIA David Petraeus e gli ex CEO di Thomson Reuters e British Petroleum. L’ex capo di Stato maggiore generale dell’esercito israeliano, Gabi Ashkenazi, è ritenuto uno dei suoi consulenti.

Una firma per ogni nave sotto osservazione

La piattaforma si basa su tecniche di intelligenza artificiale. Per le sue analisi utilizza i sistemi di trasmissione marittima, inclusi i dati di posizione forniti dai transponder delle navi più grandi e i dati meteorologici. A questi dati vengono aggiunte informazioni riguardanti i proprietari delle navi e le compagnie navali, nonché la cronologia dei precedenti spostamenti delle imbarcazioni.

A questo scopo, il software ricerca informazioni disponibili pubblicamente su Internet.

In questo modo, viene creata una “impronta digitale per ogni imbarcazione osservata, che può essere usata per identificare attività sospette. Se il capitano spegne il transponder, ad esempio, la piattaforma analitica può identificarlo come evento sospetto e intraprendere un ulteriore tracciamento in base agli schemi registrati. È anche possibile integrare immagini satellitari.

Windward usa come database il registro dell’Organizzazione marittima internazionale (IMO), che elenca circa 70.000 navi. Pare tuttavia che analizzi dati relativi ad un totale di 400.000 imbarcazioni, tra cui pescherecci di piccola taglia. Uno dei suoi clienti è il Consiglio delle Nazioni Unite, che usa questa tecnologia per monitorare le sanzioni.

Contro i “cattivi” del mare

L’azienda pubblicizza le sue applicazioni con lo slogan “Catch the bad guys at sea” (“Cattura i cattivi del mare”). Frontex utilizza l’applicazione per combattere e prevenire migrazioni indesiderate e crimini transfrontalieri, nonché il terrorismo. Di conseguenza legislatori e agenzie delle forze dell’ordine devono essere informati dei risultati delle analisi. Per questo motivo i “rischi” individuati vengono visualizzati in una “mappa delle minacce”.

Windward ha messo online una “mappa delle minacce di questo genere due anni fa. All’epoca il software considerava il Mar Nero molto più rischioso del Mediterraneo. L’attività navale commerciale al largo della Crimea veniva interpretata come “probabile evasione da sanzioni economiche”. Le navi degli armatori di Guernsey e della Romania erano quelle con la più alta proporzione di comportamenti “a rischio”. 42 imbarcazioni sono state identificate in base ai loro schemi come sospette per traffico di stupefacenti.

Le unità di “preavviso” di Frontex

Le informazioni della sorveglianza marittima vengono probabilmente esaminate prima dalla “Risk Analysis Unit” (RAU, Unità d’analisi dei rischi) di Frontex. Il suo scopo ufficiale è sostenere le decisioni strategiche prese al quartiere generale di Varsavia su questioni riguardanti il controllo dei confini, ritorni, prevenzione di crimini transfrontalieri e minacce di “natura ibrida”. Frontex definisce le applicazioni impiegate presso l’unità: “prodotti di intelligence” e “servizi dati integrati”. I loro risultati confluiscono nel “Common Integrated Risk Analysis Model” (CIRAM, Modello comune integrato di analisi dei rischi).

Per il monitoraggio operativo della situazione ai confini esterni dell’Unione Europea, l’agenzia mantiene anche il “Frontex Situation Centre” (FSC). Il dipartimento ha lo scopo di fornire un quadro costantemente aggiornato dei movimenti migratori, quando possibile in tempo reale. Da questi rapporti Frontex emana dei “preavvisi” e dei rapporti sulla situazione alle autorità di confine degli Stati membri nonché alla Commissione e al Consiglio Europeo a Bruxelles.

Maggiore capacità di sorveglianza a Varsavia

Stando alle sue stesse informazioni, tra i clienti di Windward c’è la Guardia di Finanza italiana, responsabile del controllo sulle acque territoriali italiane. Anche il Ministro degli Interni a Roma è responsabile di numerosi progetti europei mirati a migliorare la sorveglianza nel Mediterraneo centrale. Per l’addestramento e l’equipaggiamento della guardia costiera libica l’Italia riceve circa 67 milioni di euro da fondi europei distribuiti in tre diversi progetti. La guardia costiera italiana sta anche installando un sistema di sorveglianza per i confini marittimi della Tunisia.

Frontex vuole ora rafforzare le proprie capacità di sorveglianza con altri progetti. In collaborazione con le agenzie per la pesca, l’Agenzia europea offre ulteriori contratti per presidi di sorveglianza marittima. Dal 2017 opera la “Frontex Aerial Surveillance Service” (FASS, Servizio di sorveglianza aerea di Frontex) nel Mediterraneo centrale e dal 2018 nel Mare Adriatico. L’agenzia vuole anche piazzare droni più grandi nel Mediterraneo, e sta testando per la seconda volta degli aerostati, dirigibili attaccati a cavi lunghi 1.000 metri, nel Mediterraneo orientale.

L’autore: Matthias Monroy è un lavoratore e attivista impegnato per la conoscenza, redattore della rivista tedesca sui diritti civili Bürgerrechte & Polizei/CILIP. Alle Beiträge von Matthias Monroy anzeigen