Annullato il decreto di espulsione per la sussistenza di elementi rilevanti per quanto concerne il diritto alla vita privata e familiare di cui all’art. 8 C.E.D.U.

Giudice di Pace di Roma, ordinanza del 23 novembre 2020

Il Giudice di Pace ha annullato il decreto di espulsione emesso nei confronti di un cittadino straniero il quale, pur privo di un titolo di soggiorno, aveva rappresentato e documentato nel giudizio di opposizione la sussistenza di elementi rilevanti per quanto concerne il diritto alla vita privata e familiare di cui all’art. 8 C.E.D.U., ritenendo che gli stessi fossero meritevoli di valutazione ai sensi dell’art. 13 co. 2 bis d.lgs. 286/1998 e della la stessa dir. 2008/115/CE.
L’omesso esame di tali elementi – presenza in Italia da oltre trent’anni, titolarità di una stabile relazione affettiva, presenza in Italia di due figli cittadini italiani non conviventi con l’espellendo – ha comportato l’annullamento del decreto di espulsione in quanto le disposizioni citate, interpretate alla luce della giurisprudenza della Corte di Cassazione (in particolare Sez. I, sent. 15362/2015 e ord. 23957/2018) “impongono il divieto di automatismo valutativo, quindi esprimono l’obbligo di valutare caso per caso e motivare l’esistenza o meno delle condizioni per l’adozione della misura espulsiva, mentre nel caso in esame risulta evidente tale automatismo, stante il difetto assoluto di motivazione, che rende illegittimo il provvedimento, su circostanze fondamentali […] che avrebbero dovuto far ritenere prevalente il diritto del ricorrente alla vita privata e familiare nel bilanciamento con il diritto dell’autorità statuale al contrasto con il fenomeno migratorio“.
Dal provvedimento emerge una conferma della necessità di un vigile vaglio da parte dell’Autorità Giudiziaria ogni qual volta lo/la straniero/a abbia trascorso un considerevole lasso di tempo in Italia nonché – ma non necessariamente – abbia qui instaurato legami familiari o comunque affettivi. Inoltre, l’ordinanza sottolinea l’importanza che, in vista dell’adozione di un decreto di espulsione, le autorità prefettizie prendano in considerazione tutti gli elementi rilevanti per quanto concerne il diritto alla vita privata e familiare dello/a straniero/a e conclude affermando che, in assenza di una simile valutazione, il decreto dev’essere annullato per difetto di motivazione.

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Giudice di Pace di Roma, ordinanza del 23 novembre 2020