People’s Theatre Project. Il teatro del popolo

L’arte è un diritto umano

People’s Theatre Project è un’organizzazione antirazzista di New York che fonda i suoi principi sull’equità per tutti. Affermano di riconoscere la piena umanità e l’immenso potere che esiste nelle persone immigrate, nei giovani, nella gente nera, nella comunità LGBTQIA e nelle persone con disabilità. L’intendo è quello di lavorare per costruire un mondo in cui gli oppressi possano trovare liberazione.

Una delle attività principali consiste nella costruzione di spazi che consentano a tutti di essere se stessi. Per i membri di People’s Theatre Project, in breve PTP, essere coraggiosi significa porre sempre le domande: cosa farebbe l’amore? Cosa farebbe la paura? La loro risposta è agire per amore di se stessi e della comunità.

Per tale ragione confidano nell’importanza del lavoro collettivo sul palco e in ogni altro ambito, in quanto più potente e divertente che agire come semplici individui. Ascoltando e costruendo le reciproche idee, condividono potere e responsabilità.
Altro concetto basilare del loro pensiero è che l’arte sia un diritto umano, essenziale per aiutarci a reinventare un mondo più compassionevole e giusto in cui vivere, lavorare e costruire insieme. La stessa idea riguarda la gioia quale forza vitale essenziale per il lavoro per la giustizia sociale.
Difatti, affermano di fare teatro per accrescere la propria capacità condivisa di provare gioia.

PTP ha la ferma convinzione che tutte le persone siano artisti e possano essere agenti del cambiamento. Utilizza il teatro d’insieme per continuare una lunga tradizione interculturale di fusione tra giustizia sociale e arte, poiché vede l’azione teatrale come un atto di gioiosa resistenza.

I programmi principali del People’s Theatre Project – PTP Company, PTP Academy e PTP Partnerships – sono progettati per lavorare insieme come un ciclo programmatico continuo che approfondisce il senso di potere dei partecipanti, rafforza la loro connessione con la comunità e sviluppa le competenze per costruire generazioni di creativi artisti civici collaborativi e compassionevoli.

Nel dettaglio, secondo le note ufficiali, la PTP Company è una compagnia itinerante multigenerazionale con sede a New York, composta interamente da artisti immigrati. Crea un teatro multidisciplinare basato su un lavoro di insieme per amplificare e umanizzare l’esperienza dei cittadini immigrati negli Stati Uniti. Motivata dalla sopravvivenza e dal desiderio di sostenere coloro che sono stati disumanizzati dalle narrazioni razziali dominanti, la PTP Company celebra l’arte della speranza, della vita e della resistenza.

La PTP ACADEMY è invece un rigoroso programma pluriennale di formazione artistica e di giustizia sociale in corso a Manhattan, dedicato allo sviluppo olistico dei giovani immigrati e di colore. Questo laboratorio artistico promuove un profondo senso di appartenenza per i bambini e i giovani immigrati, uno spazio coraggioso in cui i partecipanti possono essere accettati così come sono e eventualmente crescere come leader. La PTP Academy porta i giovani immigrati al centro della scena e li prepara a svolgere il lavoro di costruzione di una società più giusta.

Le PTP Partnerships, infine, si divide in più di una dozzina di scuole nell’Upper Manhattan e nel Bronx. Il team di insegnanti e artisti del People’s Theatre Project coinvolge gli studenti in lezioni settimanali incentrate sulle capacità di ascolto attraverso il teatro basato sul lavoro di insieme.. Gli studenti scoprono il potere della comunità e della collaborazione mentre lavorano per creare un collage teatrale multidisciplinare che celebra le culture rappresentate in classe.

In conclusione, l’intero progetto si basa sulla constatazione che esiste un problema: la supremazia bianca ci ha venduto una storia che le vite delle persone immigrate e di ogni altra categoria ritenuta inferiore non hanno valore e che i loro corpi e le loro voci non meritano rappresentanza nella nostra società.

La soluzione suggerita da PTP è capovolgere questa falsa narrativa. E per far ciò lavora creando spazi per raccontare le proprie storie e sfidare le norme sociali che disumanizzano.