Lavoratori bloccati in Bangladesh: “Il Governo ci lasci rientrare in Italia”

Manifestazione a Dacca delle persone bloccate nel Paese: “Abbiamo urgente bisogno di tornare subito in Italia per continuare la nostra vita”

Oltre 500 persone domenica scorsa hanno manifestato presso il Club della stampa a Dacca in Bangladesh per chiedere la possibilità di rientrare in Italia.

I manifestanti hanno consegnato poi al Commissario bengalese per gli affari diplomatici una lettera indirizzata all’Ambasciatore della Repubblica italiana in Bangladesh, lettera consegnata anche al ministero bengalese degli esteri e al ministero bengalese dell’emigrazione.

Nella lettera le persone denunciano la situazione di attesa e disagio che stanno vivendo.

Siamo immigrati bengalesi in Italia e lì residenti con permessi di lungo-soggiornanti, titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo in Italia. Molti di noi convivono lì con la propria famiglia, e i figli di tanti di noi crescono e studiano in Italia. Alla fine dello scorso anno, quando sembrava che la situazione relativa alla pandemia di Covid 19 stesse migliorando, siamo venuti in Bangladesh per un breve periodo per motivi personali, per riabbracciare finalmente i familiari rimasti qui. Intendevamo restare in Bangladesh per un periodo di tempo breve, ma non siamo ancora riusciti a rientrare in Italia a causa dei divieti di ingresso decisi dal Governo
Italiano. È nel vostro Paese che viviamo le nostre vite. Pertanto, non abbiamo alternative concrete: abbiamo bisogno di poter rientrare legalmente nel territorio italiano.
A causa delle proroghe dei divieti d’ingresso, ci troviamo a vivere una situazione drammatica: molti di noi hanno lasciato dei familiari in Italia, molti hanno già perso il lavoro, e molti stanno incontrando seri problemi nel rinnovo dei permessi di soggiorno. Abbiamo urgente bisogno di tornare subito in Italia per continuare la nostra vita
“.

Il Governo nel mentre l’Italia si appresta ad “accogliere” milioni di turisti da tutto il mondo, può facilmente trovare un modo sicuro per lasciar tornare le persone applicando le misure sanitarie preventive già previste per tutti coloro che arrivano dai paesi extra UE.

“Da molti mesi – conferma l’Associazione antirazzista “3 Febbraio” di Napoli, in contatto con alcune delle persone bloccate nel Paese e che ha seguito la mobiltazione – il Governo italiano, con il pretesto della pandemia, ha vietato loro il rientro in Italia, nonostante siano regolarmente residenti in Italia”.

“Invece di consentire il rientro a persone che da anni vivono e lavorano in Italia con le proprie famiglie – conclude l’associazione – il Governo sta rinnovando ripetutamente il divieto, nonostante misure sanitarie di quarantena, di prevenzione e monitoraggio erano già previste prima del blocco. Non vi sono ragioni per rovinare le vite che queste persone hanno costruito in tanti anni di pacifica permanenza in Italia, ci uniamo perciò al loro appello e chiediamo di togliere il divieto”.