Revoca del permesso di soggiorno: reati risalenti a quattordici anni fa non possono giustificarne un giudizio di pericolosità attuale

Corte di Appello di Venezia, sentenza del 19 aprile 2021

La Corte di Appello di Venezia annulla la revoca del permesso di soggiorno emessa dalla questura di Vicenza e ordina il rilascio del permesso di soggiorno per familiare di cittadino dell’UE evidenziando che la circostanza della pericolosità, per essere motivo ostativo al rilascio del permesso di soggiorno, deve essere documentata e non fondata semplicemente su un precedente penale.
La Corte ha ritenuto che “non siano stati forniti elementi significativi sui quali fondare un
giudizio di pericolosità concreto e attuale. Infatti, dalla documentazione prodotta si evince che: l’appellante ha contratto matrimonio con un cittadino italiano in data 27.10.2007 , dal certificato di stato di famiglia 27.4.2018 risulta convivere col marito; ha dimostrato il contratto di lavoro del figlio (…), il contratto di locazione 15.3.2018 dell’appartamento in Roma (…), il proprio contratto di lavoro 10.1.2018 stipulato con (…) con mansioni di cuoca, infine le buste paga che riportano uno stipendio medio di € 800,00 al mese
“.
Ho poi specificato che “non è dimostrata l’esistenza di circostanze oggettive a rivelare che la ricorrente sia coinvolta in attività illecite, sicché reati risalenti a quattordici anni fa non possono giustificarne un giudizio di pericolosità attuale: infatti, dal certificato del casellario prodotto come risulta che la … è stata condannata due volte per reati riguardanti spaccio di stupefacenti commessi nella seconda metà del 2007, e che ha eseguito la pena sino all’8.7.2013, per il periodo successivo nulla è stato segnalato“.

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Corte di Appello di Venezia, sentenza del 19 aprile 2021

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