La Libia non è un paese sicuro. Ma l’Italia aumenta i fondi per la sedicente guardia costiera libica

Con il voto confermato un sistema strutturale di cattura, respingimenti e violenze

Foto di Sea Watch

Nei giorni precedenti alla votazione alla Camera sul finanziamento alla cosiddetta guardia costiera sono stati pubblicati nuovi report per ricordare ai deputati smemorati la cruda realtà della Libia.
Nei report sono state rivelate nuove prove sulle orribili violazioni dei diritti umani e sugli abusi, tra cui uccisioni illegali, torture e altri maltrattamenti, stupro e altre violenze sessuali, detenzione arbitraria a tempo indefinito, lavoro forzato e sfruttamento che subiscono le persone migranti nei centri detentivi controllati dalle autorità e in quelli subappaltatati alle milizie.

Amnesty International nel rapporto “Nessuno ti cercherà: il ritorno forzato dal mare alla detenzione arbitraria in Libia1 ha raccolto testimonianze nei primi sei mesi del 2021: una galleria di orrori contro uomini, donne e bambini legittimata dalle autorità libiche.

Medici per i Diritti Umani (MEDU), invece, ha pubblicato un dossier 2 con cinque testimonianze raccolte negli ultimi 9 mesi dal team medico-psicologico presso l’ambulatorio di Ragusa, in Sicilia. Le persone sono sopravvissute a diversi mesi di detenzione e torture presso il lager di sequestro di Al Harsha, fino a quando non sono riusciti a partire dopo aver dovuto pagare un riscatto tramite le loro famiglie.

Secondo i dati pubblicati da OIM il numero di persone decedute nel tentativo di raggiungere l’Europa nei primi sei mesi del 2021 è di 1.146, oltre 720 vittime lungo la rotta del Mediterraneo centrale. I guardacoste libici hanno catturato in mare e riportato indietro più di 15.000 persone, un numero maggiore rispetto all’intero 2020. Migliaia di persone respinte sono finite nei lager libici, il calcolo è circa di 6.100 alla fine di giugno 2021. Per l’Onu è accertato senza alcun dubbio che siano stati commessi “inimmaginabili orrori”.

I costi per mantenere questo sistema di cattura e respingimento dei guardiacoste libici sono nuovamente aumentati: Oxfam spiega che si è passati da 10 milioni nel 2020 a 10,5 milioni nel 2021. Dal febbraio 2017, anno dell’accordo Italia Libia, sono stati destinati in totale 32,6 i milioni 3.

Nonostante questi dati, malgrado i rapporti dettagliati e inconfutabili pubblicati in più di quattro anni di memorandum Italia – Libia (fortemente voluto dal governo Gentiloni e Minniti), e nonostante la guardia costiera libica ricorra a vere e proprie azioni di guerra per fermare le imbarcazioni, ebbene, senza battere ciglio, la Camera il 15 luglio ha confermato e approvato questo sistema. Che nel testo della missione sia stata inserita la proposta del segretario del Pd, Enrico Letta, che intende affidare la gestione all’Ue, non cambia di una virgola la sostanza del voto.

Solo in 34 hanno hanno provato a manifestare contrarietà al sistema (la maggior parte sono però ancora nella maggioranza che sostiene il governo Draghi 4), tutti gli altri sono consapevolmente complici di abusi e torture. Non dimentichiamolo.

  1. https://www.amnesty.org/en/latest/news/2021/07/libya-horrific-violations-in-detention-highlight-europes-shameful-role-in-forced-returns/
  2. https://www.meltingpot.org/Libia-topografia-di-un-lager.html
  3. https://www.oxfamitalia.org/aumentano-i-fondi-italiani-alla-guardia-costiera-libica/
  4. https://www.ilsole24ore.com/art/missioni-all-estero-voto-oggi-pesa-nodo-guardia-costiera-libica-AEGfP1W#U403377703641EC

Redazione

L'archivio di tutti i contenuti prodotti dalla redazione del Progetto Melting Pot Europa.

Stefano Bleggi

Coordinatore del Progetto Melting Pot Europa.
Mi sono occupato per oltre 15 anni soprattutto di minori stranieri non accompagnati, vittime di tratta e richiedenti asilo; sono un attivista, tra i fondatori di Libera La Parola, scuola di italiano e sportello di orientamento legale a Trento presso il Centro sociale Bruno, e sono membro dell'Assemblea antirazzista di Trento.
Per contatti: stefano.bleggi@meltingpot.org