Cittadinanza jure sanguinis a cittadini tunisini con bisnonna italiana

Tribunale di Roma, ordinanza del 20 maggio 2021

Il Tribunale di Roma ha dichiarato la cittadinanza italiana in favore di tre cittadini tunisini (mamma e due figli maggiorenni) per discendenza da bisnonna italiana (nonna in riferimento alla ricorrente madre), nata in Italia ed emigrata in Tunisia nel periodo coloniale.
La legge sulla cittadinanza dell’epoca (legge 555/1912) negava alla madre il diritto di trasmettere jure sanguinis la cittadinanza ai propri discendenti.
Tale norma è stata dichiarata incostituzionale con sent. 30/1983 nella parte in cui non prevedeva che fosse cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina italiana.
Successivamente la Corte di Cassazione (S.U., sent. 4466/2009) ha riconosciuto tale diritto di trasmissione in capo alla donna anche per situazioni preesistenti all’entrata in vigore della Costituzione (1.1.1948).
Quindi, anche se l’ava italiana era nata prima di tale data, ha egualmente trasmesso la sua cittadinanza ai discendenti.
Secondo il Giudice, infatti, “gli effetti prodotti da una legge ingiusta e discriminante nei rapporti di filiazione e coniugio e sullo stato di cittadinanza, che perdurino nel tempo, non possono che venire meno, anche in caso di morte di taluno degli ascendenti, con la cessazione di efficacia di tale legge, che decorre, dal 1 gennaio 1948, data dalla quale la cittadinanza deve ritenersi automaticamente recuperata per coloro che l’hanno perduta o non l’hanno acquistata a causa di una norma ingiusta, ove non vi sia stata una espressa rinuncia allo stato degli aventi diritto”.

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Tribunale di Roma, ordinanza del 20 maggio 2021

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