Grecia: “I nostri confini rimarranno inviolabili”

Nuovi dispositivi, prassi illegali e abusi rischiano di diventare all'ordine del giorno

Photo credit: Legal Centre Lesvos

Dopo la presa di Kabul da parte dei Taliban, la Grecia teme un altro 2015. Il ministro dell’immigrazione Mitarakis afferma che la Grecia “non sarà un gateway per una nuova ondata di rifugiati … Non vogliamo che si ripeta mai più quanto avvenuto nel 2015”.

Numerose le strategie per evitare l’arrivo di rifugiati in fuga dall’Afghanistan e paesi del Medio Oriente. Il ministro rassicurasiamo pienamente preparati a proteggere i confini”, riportando i dati che mostrano il calo significativo degli arrivi negli ultimi anni. Secondo il ministro, sarà questione di rafforzare gli accordi dell’Unione Europea con la Turchia (cfr.: il cosiddetto EU-Turkey Deal).

Tra le strategie più recenti, quella più drastica è il completamento del muro ai confini con Turchia, nella regione di Evros. Il muro ripercorre 40 km di confine, con 5 metri d’altezza e 8 torri d’osservazione, soprattutto nell’area di Ferres. Inoltre, è stato installato un sistema high-tech automatico di monitoraggio. Oltre 60 milioni di euro sono stati impiegati per la costruzione del muro. Il ministro per la protezione dei cittadini Chrisochoidis sottolinea che “la situazione in Afghanistan sta creando nuovi parametri nella sfera geopolitica e (…) la Grecia non può aspettare apaticamente le possibili conseguenze1.

Nel frattempo, il primo ministro Mitsotakis si è messo in contatto con il presidente turco Erdogan per fare fronte comune.

Infatti, né la Grecia, né la Turchia intendono assumersi la responsabilità dei rifugiati afghani. Secondo i rispettivi presidenti, i paesi che confinano con l’Afghanistan dovrebbero essere sostenuti, affinché i rifugiati Afghani rimangano il più vicino possibile al loro paese d’origine.

Sarà una fortuna per la Grecia aver dichiarato, ufficialmente il 7 Giugno 2021, la Turchia come Paese terzo sicuro per Siriani, Afghani, Pakistani, Bangladesi e Somali (fatta eccezione di casi specifici)? 2

Nella telefonata con il primo ministro greco, Erdogan rimarca che “la Turchia non ha né il dovere né la responsabilità né l’obbligo di diventare il deposito di rifugiati dell’Europa”.


Queste strategie fanno parte di politiche migratorie deterrenti 3, adottate dal governo conservatore di Mitsotakis, Nuova Democrazia.

Si vanno infatti ad aggiungere ai continui push-backs nel Mar Egeo (Aegean Boat Reports, 2021) e alla costruzione di campi sulle isole, progettati come “strutture chiuse e controllate”. Mentre i campi vengono costruiti in previsione dell’inverno, migliaia di persone vengono trasferite, senza alcun piano d’accoglienza, ad Atene, dove sono già molte le famiglie rifugiate in condizioni estremamente critiche

Anche i progetti IOM (International Organization for Migration) volgono a termine: il progetto Filoxenia è stato terminato in primavera, lasciando numerose famiglie migranti in strada senza indicazioni su possibili ricollocamenti; il termine del progetto HELIOS, che si rivolge soltanto ai beneficiari della protezione internazionale, è previsto per Agosto 2021. La Luna di Vasilika, ONLUS italiana presente in Grecia dal 5 anni e che collabora con OBTI e Aletheia, auspica che il progetto venga nuovamente implementato. La Luna sottolinea che la decisione del governo di limitare le cash-cards ai soli residenti delle strutture di accoglienza governativa lascia però ben poche speranze.

Mentre molti paesi Europei, distanti dai confini esterni dell’Europa, organizzano corridori umanitari per gli Afghani che tentano di fuggire dai Taliban, il governo greco discute in parlamento una nuova legislazione per accelerare i rimpatri e per aumentare i numeri e i poteri della polizia sui confini.

La tensione in Grecia è forte e i nuovi parametri nella sfera geopolitica non promettono nulla di buono.

  1. Le parole del ministro per la protezione dei cittadini Michalis Chrisochoidis, Greek reporter, 22 Agosto 2021, https://greekreporter.com
  2. L’UNHCR ha subito sollevato dubbi in merito alla dichiarazione (UNHCR, June 2021). Non soltanto perché la Turchia si classifica da anni come il paese che ospita più rifugiati a livello mondiale (Dati UNHCR, fine 2020) o perché ogni caso richiede un’analisi individuale (UNHCR, June 2021). L’UNHCR ha espresso preoccupazione soprattutto per il rischio di detenzione prolungata in Grecia, mentre i migranti aspettano di essere rimandati in Turchia.
  3. Grecia, la fine dell’asilo. Reportage dall’apartheid greca – Melting Pot, 30 luglio 2021

Laura Dellagiacoma

Ho studiato Psicologia di Comunità (Università degli studi di Padova) e attualmente lavoro in Germania presso il Centro per la Democrazia e Società Civile (IDCS/IDZ) come dottoranda (Università: Friedrich Schiller, Jena -DE). Il mio focus sono i discorsi d'odio online e i crimini d'odio contro minoranze etniche e sociali. Dal 2018 faccio parte della Luna di Vasilika, onlus italiana che lavora per migranti e richiedenti asilo in Grecia, con sede a Corinto e ad Atene.