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Mediterraneo centrale, report luglio 2021

Quadruplicato il numero dei respingimenti operati dalla cosiddetta Guardia Costiera libica

Photo credit: Tw @SeaWatchItaly

Da inizio anno 28.515 persone sono riuscite a raggiungere le porte d’Europa approdando sulle coste meridionali della nostra penisola. Nel 2020 arrivarono 13.623 persone. I minori non accompagnati sono già 4.410 contro i 4.687 registrati in tutto il 2020. Nel mese di luglio, 7.983 naufraghi contro i 7.062 del mese corrispondente al precedente anno. Il numero dei respingimenti operati dalla cosiddetta Guardia Costiera libica non accenna a diminuire, bensì si quadruplica: da gennaio 18.530 persone intercettate in mare e respinte in Libia a fronte di almeno 930 persone decedute e disperse nelle acque del Mediterraneo centrale, la maggior parte delle quali resterà purtroppo senza né volto né identità.

Nonostante ciò, il 15 luglio ed il 22 luglio, il Parlamento italiano ed il Senato hanno rispettivamente approvato, a larga maggioranza, il rifinanziamento degli accordi con le autorità libiche (per il quinto anno di fila), demandando la gestione dei migranti alla Libia, ai violenti respingimenti della sedicente Guardia Costiera nazionale ed alla disumana gestione dei centri detentivi. Ignorata la mobilitazione congiunta fra oltre 1000 associazioni e la società civile, il Parlamento si è espresso con 361 voti a favore, 34 contrari e 22 astenuti a fronte di 22 milioni di euro già stanziati dal 2017 per le missioni di addestramento e 10,5 milioni di euro previsti per lo stesso scopo quest’anno.

La ricostruzione cronologica di quanto avvenuto durante il mese di luglio nel Mediterraneo centrale, in comparazione con i dati emessi dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza aggiornati al 30/07/2021 e con alcuni accenni sulle principali instabilità sociali e politiche registrate in Tunisia e in Libia.

1 luglio. Un barcone partito dalla Libia con 63 persone a bordo viene intercettato e soccorso nella notte a Lampedusa dalla CP 312 della Guardia Costiera italiana. Fra loro anche 2 donne. Nazionalità dei naufraghi: Egitto, Eritrea, Costa d’Avorio, Senegal, Guinea e Ghana. Il velivolo di Moonbird di Sea Watch International, intercetterà e riprenderà dall’alto il tentato brutale respingimento a colpi di mitra e manovre di speronamento operato dalla sedicente Guardia Costiera libica poche ore prima del miracoloso salvataggio. La Procura di Agrigento, che da subito aveva monitorato l’episodio, dopo aver ricevuto un esposto da Sea Watch, apre una inchiesta per accertare le dinamiche della tentata cattura, grazie anche alle testimonianze dei sopravvissuti giunti a Lampedusa. Seguirà il soccorso di una seconda imbarcazione, stavolta con 188 persone a bordo, tutti uomini. Nel mentre, le 7 salme delle giovani donne senza un nome (fra cui quella di una donna in gravidanza), recuperate all’alba del 30 Giugno poco dopo l’ultimo naufragio del mese registrato a 5 miglia dall’isola, navigano verso Porto Empedocle, dove è stata disposta una cerimonia di commemorazione dinanzi alle Autorità locali prima di ricevere una degna sepoltura. Almeno altri 10 corpi giacciono a 60 metri in fondo al mare, accanto al relitto di dell’imbarcazione che doveva condurli verso un nuovo futuro. La Ocean Viking, nave di ricerca e soccorso di SOS Mediterranee, esegue due operazioni di salvataggio in zona SAR Maltese per un totale di 44 persone a bordo di due barchini di legno. Una motovedetta della “Guardia Costiera” libica ha affiancato minacciosa la prima imbarcazione durante le operazioni di trasbordo, complicando l’intervento del personale umanitario.

2 luglio. La Ocean Viking di SOS Mediterranee, ancora in zona SAR maltese, cerca due barche in difficoltà segnalate dalla ONG Pilotes Volontaires. Le troveranno in fiamme dopo l’intercettazione ed il respingimento delle persone a bordo operato dalla “Guardia Costiera” libica. Le squadre della Mezzaluna Rossa libica, recuperano altri 9 corpi fra gli scogli di Al-Harsha.

3 luglio. Il primo naufragio del mese si consuma al largo della Tunisia: almeno 43 persone sono annegate nell’area di Zarzis mentre cercavano di raggiungere l’Italia. 84 persone sono sopravvissute. Lo ha reso noto il funzionario della Mezzaluna Rossa, sezione di Medenine, Mongi Slim. La barca era partita da Zuwara, sulla costa nord-occidentale della Libia, con a bordo migranti provenienti da Egitto, Sudan, Eritrea e Bangladesh. Intanto, in Libia, sulla costa di Zawiya, 7 corpi verranno restituiti dal mare. Fra loro, quello di un bambino e di una donna. A Lampedusa 11 sbarchi registrati all’ alba di stamani con un totale di 323 persone. Altri 33 migranti, con due diversi barconi, sono approdati sull’isola. A soccorrere i natanti, entrambi partiti da Sfax in Tunisia, è stata la motovedetta CP 268 della Guardia Costiera. Sul primo, di 5 metri, c’erano 16 persone, fra cui 3 donne. Nel secondo barcone c’erano invece 17 persone, fra cui 5 donne. I naufraghi sono risultati essere provenienti da Burkina Faso, Guinea, Costa d’Avorio, Sierra Leone. Le autorità italiane fermano la nave Geo Barents di Medici Senza Frontiere nel porto di Augusta. La Guardia Costiera, effettuata un’ispezione, ne ha disposto il fermo amministrativo, “evidenziato diverse irregolarità di natura tecnica, tali da compromettere non solo la sicurezza degli equipaggi, ma anche delle stesse persone che sono state e che potrebbero, in futuro, essere recuperate a bordo, nel corso del servizio di assistenza svolto”. È la tredicesima volta in 3 anni che l’Italia blocca navi umanitarie, sottolinea la Ong. Negli ultimi soccorsi aveva messo in salvo 410 migranti al largo della Libia. La nave Fezzan della “Guardia Costiera” libica, intercetta e respinge a Tripoli, in due separate operazioni, 121 persone. Fra loro 9 donne e 2 bambini. Nazionalità dei naufraghi: Sudan 97, Costa d’Avorio 6, Tunisia 8, Mali 1, Gambia 2, Camerun 1.

3 luglio. Le motovedette PB P-301 e la Ras Jadar della “Guardia Costiera” libica, intercettano e respingono a Tripoli rispettivamente 115 persone e 132 persone. Nazionalità di questi ultimi: Bangladesh 97, Camerun 5, Egitto 4, Guinea 1, Marocco 6, Senegal 4 e Sudan 13.

4 luglio. La Ocean Viking di SOS Mediterranee, al 4° giorno di ricerca e soccorso in zona SAR maltese, mette in salvo 67 persone, evacuandole da un barchino di legno. Tra loro 4 donne, 1 bambino e 20 minori. A bordo della nave umanitaria al momento, sono presenti 132 naufraghi. A Lampedusa, proseguono gli arrivi. Nove nel corso della giornata per un totale di 207 persone. Sul primo barchino 19 persone, tra cui 3 donne e un minore; sul secondo 16 persone, tutti minorenni ad eccezione di una donna. In tarda serata, a Lampedusa, 140 persone su 4 imbarcazioni, vengono soccorse dai pattugliatori della Guardia Costiera. Nelle stesse ore, altre 18 persone raggiungono Marettimo, nell’arcipelago delle Egadi. In Libia, altri 8 corpi verranno restituiti dal mare nell’area di Al-Harsha. La motovedetta Ras Jadar della “Guardia Costiera” libica, intercetta e respinge a Tripoli 186 persone, fra cui 5 donne. Nazionalità dei naufraghi: Bangladesh 82, Sudan 44, Tunisia 13, Algeria 4, Camerun 8, Egitto 18, Guinea 1, Costa d’Avorio 2, Mauritania 2, Marocco 3, Nigeria 7, Somalia 2.

5/6 luglio. A Lampedusa proseguono gli sbarchi nonostante il forte vento nel Canale di Sicilia: nella mattinata di lunedì, 24 persone di nazionalità tunisina e all’indomani altre 15 persone. Anche a Roccella Jonica giungono 95 persone di nazionalità egiziana. In Libia, la motovedetta Fezzan della “Guardia Costiera” libica, intercetta e respinge a Tripoli 93 persone fra cui 19 donne e 5 minori. Nazionalità dei naufraghi: Mali 52, Guinea 26, Costa d’Avorio 12, Nigeria 3 e Senegal 1. In una seconda operazione riporterà in Libia altre 16 persone, tutti uomini di nazionalità: Egitto 13 e Sudan 3.

7 luglio. A Lampedusa 511 persone arrivano all’alba su 4 diverse imbarcazioni. Su una delle barche 420 persone di diverse nazionalità sub-sahariane. Seguirà l’intervento della Guardia Costiera in soccorso di due piccole imbarcazioni con rispettivamente 7 e 13 persone di nazionalità tunisina e un’altra imbarcazione con a bordo 71 persone.

8 Luglio. La Guardia Costiera individua il relitto del naufragio del 30 giugno a 90 metri di profondità al largo dell’isola di Lampione. Sette corpi furono recuperati subito dopo la sciagura e 43 naufraghi tratti in salvo. Oggi pomeriggio, sono stati individuati altri 9 corpi, probabilmente di donne e bambini, accanto al barcone andato a fondo. Una inchiesta della Procura di Agrigento sta ora cercando di fare luce sulla tragedia in cui hanno perso la vita 6 donne (una incinta) e una adolescente di 15 anni. Il Procuratore Luigi Patronaggio e la sostituta Maria Barbara stanno cercando altresì di individuare gli scafisti e gli organizzatori del viaggio iniziato in Tunisia. Restano in attesa dell’assegnazione di un porto sicuro di sbarco le 572 persone a bordo della Ocean Viking di SOS Mediterranee, soccorse in 6 distinte operazioni. Fra loro, 183 minori. Ieri sera un uomo, esausto, si è gettato in mare. Tantissimi i bambini e le donne a bordo. Tutti i naufraghi hanno subito torture e violenze in Libia. Sono allo stremo delle loro energie sia psicologiche che fisiche. Nei giorni scorsi le condizioni meteorologiche sono state pessime e ora il caldo è veramente intenso. Le scorte di cibo stanno finendo e pertanto urge un luogo di sbarco sicuro. In Libia, la motovedetta Fezzan della “Guardia Costiera” libica, intercetta e respinge a Tripoli 31 persone, tutti uomini. Nazionalità: Egitto 22 e Sudan 9.

9 Luglio. Viene assegnato al Porto di Augusta lo sbarco delle 572 persone soccorse nell’ultima settimana dalla Ocean Viking. Intanto, a Lampedusa, un barchino intercettato nella notte a 22 miglia dall’isola, viene scortato a terra. A bordo 14 persone di nazionalità tunisina. In Libia “The Internal Security Agency”, ha sventato la traversata di una barca ed ha arrestato 5 cittadini libici, inclusi 2 minori, che intendevano partire verso le porte d’Europa.

10 luglio. Il secondo naufragio del mese si consuma nel Mediterraneo: 8 persone perderanno la vita. La Guardia costiera tunisina ha tratto in salvo nella notte tra il 9 e il 10 luglio 43 migranti di diverse nazionalità africane, a bordo di un’imbarcazione affondata al largo di Sfax. Lo ha reso noto il Ministero dell’Interno di Tunisi in una nota, precisando anche che sono stati recuperati i corpi delle 8 persone che non ce l’hanno fatta. In altre operazioni la Guardia costiera ha fermato nella notte 16 persone che stavano pianificando di prendere la via del mare. In Salento, al largo di Torre Vado, 68 persone arrivano a bordo di un motoveliero intercettato nella notte. Una motovedetta della Guardia di Finanza lo ha rimorchiato fino al porto di Santa Maria di Leuca (Lecce). Nazionalità: Iran 59, tra cui tre minori e 5 donne e Iraq 9.

13 luglio. A Lampedusa approdano in poche ore 7 imbarcazioni provenienti dalla Tunisia con un totale di 104 persone. Nel mentre, Alarm Phone dirama una richiesta di soccorso per 81 persone partite dalla Libia e a rischio naufragio in acque SAR maltesi a 51 miglia nautiche da Lampedusa.

14 luglio. Dopo diverse ore dalla prima richiesta di soccorso lanciata da Alarm Phone le Forze Armate di Malta, intorno alle 4.30 del mattino, hanno soccorso le 81 persone in difficoltà. 3 di loro erano purtroppo già decedute. La magistratura ha aperto un’inchiesta per determinare le cause della morte.

15 luglio. In Libia la motovedetta Fezzan della “Guardia Costiera” libica ha intercettato e respinto a Tripoli 51 persone. Tra loro 11 donne e 6 minori. Nazionalità dei naufraghi: Camerun 22, Guinea 9, Senegal 8, Mali 7, Gambia 3, Nigeria 1 e Costa d’Avorio 1.

19 luglio. Astral, il veliero di Open Arms, salpa dal Porto di Badalona per la sua 83° missione nel Mediterraneo centrale. E’ l’unica imbarcazione civile di ricerca e soccorso al momento presente nel Mediterraneo centrale. La Resq People Saving People, annuncia l’acquisizione della Alan Kurdi e sarà, si spera, pronta presto per la sua prima missione.

20 luglio. In Libia la motovedetta Ras Jadar della “Guardia Costiera” libica, intercetta e respinge a Tripoli, in tre separate operazioni, 235 persone, fra cui 27 donne e 3 minori. Nazionalità dei naufraghi: Sudan 35, Pakistan 16, Nigeria 1, Mali 23, Marocco 29, Sierra Leone 8, Guinea 25, Costa d’Avorio 6, Eritrea 62, Egitto 24, Bangladesh 7.

21 luglio. Il terzo naufragio di un barcone partito dalla Libia si consuma al largo della Tunisia: 168 persone sopravvissute e 18 morti annegati. 131 persone sono state arrestate martedì dalle unità della Guardia Costiera Nazionale mentre tentavano di raggiungere le coste europee. Fra loro 29 cittadini tunisini e 102 di nazionalità sub-sahariana. Nel mentre, altre 110 persone in zona SAR maltese, lasciate alla deriva per oltre 14 ore dalla prima segnalazione lanciata da Alarm Phone, rischiano la vita. La nave umanitaria Sea Watch3 di Sea Watch International, riprende il Mediterraneo centrale dopo essere sottoposta a fermo amministrativo dal 21 marzo. Nella sua ultima operazione, aveva soccorso 363 persone in mare. In Libia, quasi 500 persone (478) respinte in meno di 24 ore. La motovedetta PB P-300 della “Guardia Costiera” libica, ha intercettato e respinto a Tripoli 182 persone, tra cui 18 donne e 5 minori. Secondo quanto riferito dai superstiti, vi sarebbero diversi dispersi in mare 6 persone, in critiche condizioni, sono state ospedalizzate subito dopo lo sbarco. Poi la motovedetta Zawiya della “Guardia Costiera” libica, intercetta e respinge a Tripoli altre 107 persone; la motovedetta PB P-200 ha intercettato e respinto a Tripoli 147 persone e la motovedetta PB P-301 intercetta e respinge a Tripoli altre 42 persone. Tutte di diverse nazionalità sub-sahariane.

22 luglio. A Lampedusa, 2 imbarcazioni vengono trasbordate sulle motovedette della Guardia Costiera italiana rispettivamente a 20 e 24 miglia dalla costa. La prima imbarcazione è la stessa segnalata ieri da Alarm Phone in zona SAR maltese con a bordo 110 persone, fra cui 5 donne e 2 minori; la seconda con a bordo 15 persone fra cui 3 donne e 2 minori, tutti di nazionalità sub-sahariana, rintracciati sulla terra ferma dalla Guardia di Finanza. Seguiranno altri 3 sbarchi per un totale di 81 persone. In Libia la motovedetta PB-900 intercetta e respinge a Tripoli 90 persone. La motovedetta Ras Jadar della “Guardia Costiera” libica intercetta e respinge a Tripoli altre 109 persone, tra cui 4 donne e 11 minori. Nazionalità dei naufraghi: Egitto 9, Gambia 21, Ghana 4, Guinea 10, Costa d’Avorio 1, Senegal 2, Sierra Leone 3, Siria 57.

23 luglio. Un naufragio si consuma nelle acque antistanti a Creta, nel Mediterraneo orientale. Anche se qui ci occupiamo di Mediterraneo centrale, una nota va spesa in memoria delle 12 persone che hanno perso la vita. 37 naufraghi, provenienti da Siria ed Iraq sono stati tratti in salvo dalla Guardia Costiera locale. Per 5 di loro è stato necessario il trasporto sulla terra ferma in elicottero perché in condizioni particolarmente critiche. Fra loro una donna incinta ed un bambino. A Lampedusa 212 persone sopraggiungono sull’isola a partire dalla mezzanotte su 10 imbarcazioni. Seguirà il soccorso da parte della Guardia Costiera di 50 persone a bordo di una imbarcazione alla deriva segnalata da Astral di Open Arms. Fra loro alcune donne in stato di gravidanza e molti bambini. Il veliero, in meno di 24 ore, ha assistito 5 soccorsi in mare, traendo in salvo 148 persone. La Vos Aphrodite, compagnia di spedizione Vroon, ha salvato, in acque internazionali, circa 200 persone. Come già accaduto, li ha poi trasbordati su una delle motovedette della “Guardia Costiera” libica, che li ha ricondotti a Tripoli. La motovedetta Ras Jadar della “Guardia Costiera” libica intercetta e respinge 168 persone, tutti uomini. Nazionalità dei naufraghi: Burkina Faso 2, Camerun 6, Chad 2, Gambia 47, Ghana 20, Guinea 31, Guinea Bissau 1, Costa d’Avorio 26, Mali 10, Niger 10, Nigeria 3, Senegal 9, Sierra Leone 1. La motovedetta Fezzan ha intercettato e respinto a Tripoli altre 174 persone, fra cui 15 donne e 5 minori. Nazionalità dei naufraghi: Camerun 5, Chad 1, Gambia 9, Guinea 11, Costa d’Avoria 1, Mali 3, Nigeria 3, Somalia 26, Sudan 29, Siria 36 e Tunisia 50.

24 luglio. In Tunisia, nelle ultime 48 ore, le unità della Guardia Nazionale hanno salvato 208 persone da un probabile naufragio e sventato 16 tentativi di attraversare la costa tunisina verso l’Europa. 10 persone sono ricercate dalla polizia per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Altre 38 persone sono state arrestate per lo stesso reato tra il 21 e il 22 luglio a Sfax, Hammamet, Kerkennah e Mahdia. Una fonte della Guardia Nazionale di Mahdia ha riferito che altri 53 migranti sono stati tratti in salvo: le due barche che li trasportavano erano in avaria. I naufraghi, 47 uomini, 2 donne e 4 bambini provengono da Sfax, Mahdia, Monastir e Kebili. In mare, nell’area fra Zuwarah e Tripoli, 101 persone fuggite dalla Libia ed in difficoltà, lanciano una richiesta di soccorso ad Alarm Phone. Purtroppo le autorità non interverranno ed il velivolo Sea Bird di Sea Watch International, assisterà all’intercettazione da parte della motovedetta Zawiya della “Guardia Costiera” libica che li ricondurrà a Tripoli in detenzione illegale. Nazionalità: Egitto 39, Camerun 2, Gambia 5, Ghana 1, Guinea 35, Costa d’Avorio 5, Marocco 1, Nigeria 1, Senegal 4 e Sudan 8. Intanto, la Ocean Viking di SOS Mediterranee, riprende il mare per raggiungere il Mediterraneo centrale. In Calabria, sulle coste di Palizzi, 68 persone a bordo di veliero, raggiungono autonomamente la costa.

25 luglio. La Astral di Open Arms, localizza e mette in sicurezza altre 17 persone a bordo di una piccola barca in vetroresina che imbarcava acqua. Tutti i naufraghi sono poi stati trasferiti su una motovedetta della Guardia Costiera italiana. In Tunisia, a 10 anni dalla Primavera Araba, il Presidente Kais Saied, ha destituito il Primo Ministro e chiuso il Parlamento. Molteplici gli scontri di piazza. Il modo in cui i cittadini tunisini e le potenze internazionale reagiranno alle misure imposte da Saied determinerà il proseguo dell’unica democrazia araba del mondo o la sua caduta, in quello che gli esperti di geo-politica chiamano un “Auto-Colpo di Stato”.

26 luglio. Un quarto naufragio si consuma al largo di Al-Khoms in Libia. Secondo l’OIM, almeno 57 persone sarebbero morte. Tra loro 18 donne e due bimbi neonati. La motovedetta Ubari della “Guardia Costiera” libica, intercetterà e ricondurrà a Tripoli 18 persone sopravvissute al naufragio, fra cui una sola donna. Nazionalità dei naufraghi: Gambia, Ghana e Nigeria. Fonti locali riferiscono che, il gommone partito la notte fra il 25 ed il 26 Luglio, dopo due ore di navigazione ha cominciato a sgonfiarsi. Si è creato panico e la gente è caduta in acqua, alcuni hanno cercato di nuotare ma senza farcela. Le stime dell’Oim, confermano che, con le vite perse oggi, le persone morte o disperse nel Mediterraneo centrale da inizio anno sono quasi 1000, 980 quelli che è stato possibile censire. La Ocean Viking di SOS Mediterranee che, da questa missione ha a bordo personale della Croce Rossa Internazionale e la Sea Watch 3 della omonima Ong tedesca, quest’ultima con l’appoggio dall’alto dell’aereo da ricognizione Sea Bird, hanno ripreso il mare ma, distanti dal luogo in cui è avvenuto il naufragio.

27 luglio. Anche la Libia corre il rischio di tornare alle turbolenze del 2011 se verranno posticipate le elezioni nazionali previste per fine dicembre. E’ quanto ha dichiarato il Presidente del Parlamento, in vista di un nuovo Governo rivale che probabilmente si insedierà a est del Paese, riferisce Reuters. Le elezioni, infatti, risultano essere fondamentali per portare stabilità in una Libia nel caos dalla rivolta del 2011 contro Muammar Gheddafi e internamente divisa dal 2014 con un governo riconosciuto a livello internazionale a ovest e un’amministrazione rivale a est. Un processo di pace guidato dalle Nazioni Unite ha portato a un cessate il fuoco l’anno scorso dopo che i combattimenti tra le fazioni rivali ed un Governo di Unità Nazionale è stato formato a Febbraio e approvato dal Parlamento a Marzo. Aguila Saleh, Presidente della Camera dei Rappresentanti, auspica di non dover assistere ad ulteriori divisioni. In Italia, la Geo Barents, nave umanitaria di Medici Senza Frontiere, viene dissequestrata dopo 24 giorni di detenzione. Intanto, la “Guardia Costiera” libica, minaccia di arrestare gli operatori della Sea Watch 3, in queste ore impegnati nella ricerca e soccorso in acque internazionali sulle quali acque vanterebbero una loro presunta giurisdizione. A Brindisi, approda la nave da crociera Norwegian con 34 persone di nazionalità iraniana ed irachena, fra cui 2 donne e 2 minori, soccorsi nelle acque fra Mare Egeo e Mare Jonio.

28 luglio. Un gruppo di 37 persone, prevalentemente cittadini palestinesi e dunque legittimati a richiedere asilo e protezione internazionale, è stato tratto in salvo dal mercantile Songa Iridum in zona SAR maltese nella notte tra martedì e mercoledì. Fra loro 4 donne e 2 bambini. Alarm Phone, aveva lanciato il segnale di SOS già lunedì sera, segnalando il motore in avaria dell’imbarcazione su cui viaggiava il gruppo. A Lampedusa 2 presunti scafisti sono stati fermati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nell’ambito di indagini su due sbarchi dello scorso 7 luglio. Il Gip di Agrigento ha già convalidato i provvedimenti emessi dalla Procura e ha disposto per gli indagati la custodia cautelare in carcere. A individuare un tunisino di 42 anni e un egiziano di 20 anni, ritenendoli gli scafisti di due sbarchi, è stata la squadra mobile di Agrigento. I due, secondo l’accusa, avrebbero trasportato dalla Tunisia a Lampedusa un gruppo di 420 migranti, su un barcone di 16 metri e, su altro natante, altre 49 persone.

29 luglio. A Lampedusa, dopo una tregua dovuta al maltempo sono ripresi gli sbarchi. 7 piccole imbarcazioni con complessive 677 persone sono arrivati sull’isola. Fra loro, 172 persone assistite da Astral di Open Arms Found, in 6 operazioni, in attesa dei soccorsi delle autorità. La prima imbarcazione con 68 persone di nazionalità tunisina. Nel corso della notte una motovedetta della Guardia costiera ha soccorso 103 persone che erano su un barchino di 8 metri. La stessa motovedetta ha poi intercettato altri 62 persone tunisine e successivamente altre 15 persone. La Guardia di finanza ha invece soccorso 48 persone, tra le quali due donne e 12 minorenni che erano su un’imbarcazione di 10 metri. All’alba infine, a 21 miglia da Lampedusa, è stata soccorsa un’altra barca con 15 persone tunisine, fra cui un minorenne. A terra sono infine stati individuati dai carabinieri 39 tunisini che erano sbarcati sull’Isola dei Conigli e rintracciati dai Carabinieri. Seguiranno gli arrivi di altre 7 imbarcazioni con a bordo rispettivamente 110 (5 donne 3 3 minori) +92 (21 donne e 4 minori) +29+22+13+61 (1 donna e 17 minori). Nel mentre, 9 tunisini sono stati arrestati dagli agenti della Squadra Mobile di Agrigento. Destinatari di un Decreto di Espulsione emesso dal Prefetto, con divieto di ingresso nel territorio italiano e nell’area Schengen, restano in queste ore ai domiciliari presso l’hotspot di Lampedusa.

30 luglio. La Sea Watch 3 soccorre in acque SAR maltesi 33 persone (alcune delle quali già finite in acqua). Fra loro 3 bimbi molto piccoli e tanti minori non accompagnati. Per altri compagni di viaggio invece, non c’è stato modo di metterli in salvo: la motovedetta Bigliani della “Guardia Costiera” libica, ha tentato anche stavolta di ostacolare le attività di soccorso degli operatori umanitari della Ong tedesca, riuscendo a catturare diverse persone riportandole con se in Libia. Seguirà nella notte, una seconda operazione di altre 60 persone fra cui molte donne e minori non accompagnati. Per 6 di loro è necessaria una evacuazione urgente perché risultano gravemente ustionati (fra cui 3 bambini). Dopo ore dalla richiesta, la CP 300 della Guardia Costiera, condurrà a Lampedusa 15 naufraghi (3 nuclei familiari tra cui 3 donne, 8 minori di cui 1 non accompagnato di nazionalità: Libia 14 e Tunisia 1). A Lampedusa proseguono gli sbarchi subito dopo la mezzanotte per un totale di 65 persone. La motovedetta dei carabinieri CC N801 ha trasferito sul molo Favaloro 16 persone di nazionalità tunisina intercettate a bordo di un’imbarcazione di 6 metri nei pressi di Cala Pisana; poi altre 9 persone bloccate a un miglio dal porto. Alle 3, sempre i Carabinieri hanno bloccato, a Cala Croce, 20 persone subsahariane, fra cui 5 donne e 3 minori. L’imbarcazione di 8 metri è stata ritrovata e sequestrata. Alle 4, la motovedetta della guardia di finanza ha sbarcato 13 uomini che erano stati intercettati a poca distanza dalla baia di Cala Croce; infine un’ora dopo la motovedetta Cp319 della Capitaneria ha portato al molo Favarolo altre 8 persone tunisine. In Calabria, infine, altri arrivi dalla rotta turca: nella notte, 95 persone a bordo di una barca a vela, vengono intercettati e scortati a terra dalla Guardia di Finanza. In Libia, la motovedetta Zuwara della “Guardia Costiera” libica, intercetta e respinge a Tripoli 121 persone, tra cui 10 donne e 9 minori. Nazionalità dei naufraghi: Guinea 57, Benin 2, Burkina Faso 7, Camerun 12, Congo 1, Ghana 6, Costa d’Avorio 10, Liberia 1, Mali 5, Niger 9, Nigeria 7, Togo 4. Poi, la motovedetta PB P-300 intercetta e respinge altre 84 persone, tutti uomini, al largo della costa di Zawiya. Infine, la motovedetta Ras Jadar, intercetta e respinge altre 24 persone di cui 21 di nazionalità siriana e 3 sudanese.

31 luglio. A Lampedusa non si arrestano gli sbarchi. Durante la notte una imbarcazione di circa 9 metri con 84 persone è stata soccorsa da una motovedetta della Guardia Costiera che li ha intercettati a 9 miglia dall’isola. L’hotspot di Contrada Imbriacola, nonostante i quotidiani trasferimenti, è al collasso con 1.192 nuovi ospiti per una capienza di 250 posti. La Ocean Viking di SOS Mediterranee in mattinata avvista dal ponte della nave, un gommone in difficoltà nella regione di ricerca e soccorso libica. L’equipaggio riuscirà mettere in salvo 57 persone, fra cui 8 donne e 11 minori di cui 5 sotto i 12 anni. E’ la prima di quattro operazioni di soccorso che si svolgeranno durante il corso della giornata: nel primo pomeriggio metterà in salvo 54 persone, alcune con ustioni da carburante, a bordo di gommone in difficoltà; poco più tardi 64 persone a bordo di un barchino in legno; verso sera 21 persone , tra cui 7 donne e 3 minori, anche loro a bordo di un barchino di legno in acque internazionali al largo della Libia. In tutto a bordo sono presenti 196 persone, tra cui almeno 2 donne incinte e 33 minori, 22 dei quali non accompagnati. La Sea Watch 3, intorno alle 18.30 individua una imbarcazione in difficoltà segnalata da Alarm Phone con circa 400 persone a bordo. Sopraggiunta sul luogo, troverà una grande barca di legno a più ponti alla deriva. Diverse persone sono già finite in acqua e molte di loro hanno già perso la vita.

Nella notte fra il 31 luglio ed il 1° agosto, in una operazione di soccorso congiunta fra Ocean Viking, Sea Watch 3 e Nadir, durata oltre 5 ore, le flotte civili riusciranno a mettere in salvo 395 persone 1 ma non vi sono ancora dati certi per quantificare le vittime di cui si daranno aggiornamenti nel Report di agosto.

Si conclude in tragedia anche il mese di luglio e la domanda ricorrente che ci si pone è: “Ma l’Europa dov’è?” Negli ultimi mesi si sono verificati diversi naufragi, molti dei quali al largo delle coste tunisine. Questo indica un aumento della frequenza dei tentativi di traversata verso l’Europa anche a causa delle nuove instabilità sociali e politiche che attraversano la Tunisia e la Libia. Le zone SAR del Mediterraneo, rappresentano un luogo in cui è un dovere salvare vite umane con conseguente diritto di ottenere l’assegnazione di un porto sicuro di sbarco. Per questo è necessario che, lì dove non intervengono gli Stati (con operazioni di ricerca e soccorso coordinate), intervengano le navi umanitarie della società civile.

Resta prioritario, nonostante tutto, interrompere questo costante flusso di morte.

  1. https://sea-watch.org/it/400-persone-soccorse-1-8-2021/

Eleana Elefante

Giurista esperta in Advocacy & Communication dei Flussi Migratori del Mediterraneo Centrale.
Collabora con diverse NGO’s e Patners Europei nel Monitoraggio & Valutazione dei flussi migratori in linea con l’analisi geopolitica di aree geografiche quali il Nord - Africa ed il Medio-Oriente.