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«Città Santuario» negli Stati Uniti: l’esempio di una concreta possibilità sociale

Una rete nata con lo scopo di supportare gli immigrati irregolari 

Fonte: Asian American Legal Defense and Education Fund

Mi piace pensare che i cambiamenti positivi che avvengono oggi porteranno ad una realtà migliore nel futuro, una di cui la mia generazione potrà essere orgogliosa di averne preso parte attiva. “Che il duro lavoro e gli sforzi di ognuno di noi diano i suoi frutti è risaputo”, direte voi. In realtà, credo che non sia un pensiero così scontato.

Viviamo in un mondo intrinseco di negatività e individualità. Per alcuni leggere le notizie ogni giorno diventa fonte di stress psicologico. Non c’è traccia di positività nello scoprire il record di casi Covid-19, conflitti militari e diplomatici, femminicidi, razzismo, disastri climatici. E la parte più spaventosa è che ormai siamo abituati a questo. Probabilmente è per questo che la prima volta che ho letto delle “Città Santuario” su un giornale ne sono rimasta tanto colpita. Mi è sembrata quella nota positiva che tanto speravo di trovare, la dimostrazione pratica che c’è gente che lotta ogni giorno della sua vita per far sì che il futuro diventi più roseo. Con quest’articolo spero di andare ben oltre la mera spiegazione del termine “città santuario”. Mi auguro le mie parole vengano percepite come un inno alla positività, all’unità e alla voglia di migliorare.

Il movimento delle città santuario consiste in un gruppo di congregazioni religiose, istituzioni educative, giurisdizioni locali e persino ristoranti. Presente in maggioranza negli Stati Uniti, il movimento risale alla filosofia religiosa, dove il termine “santuario” indica un rifugio dove la protezione di Dio prevale su qualsiasi tipo di autorità burocratica. Il movimento nacque nel 1980 come risposta al rifiuto del governo americano di dare asilo ad alcuni rifugiati del Centro America e fu poi rivisitato nel 2000 in seguito alle allarmanti deportazioni dei sans-papiers.

L’obiettivo delle città santuario oggi è quello di supportare gli immigrati irregolari che, se intercettati dall’ICE (Immigration and Customs Enforcement), corrono il rischio di essere deportati 1. Perciò, le città santuario offrono loro rifugio, attuando politiche informali secondo le quali si favorisce una collaborazione limitata con le autorità federali per l’immigrazione nell’identificazione e deportazione degli immigrati senza documenti. In altre parole, le città santuario sfidano le leggi nazionali implementando diverse politiche sul movimento santuario, nonostante quest’ultimo non abbia nessun significato legale 2.

Storicamente, le autorità civili riconoscevano i movimenti santuari quando assicuravano una protezione temporanea per i fuori legge nell’era Greco-Romana. Anche la Ferrovia Sotterranea e la resistenza alla Legge sugli Schiavi Fuggitivi del 1793 sono considerati esempi storici del movimento. Infatti, alla base della corrente delle città santuario c’è una lotta contro la supremazia bianca e la xenofobia nazionalista, ampiamente fomentate con il tempo da politiche di estrema destra, come quella di Donald Trump 3.

Durante le sue campagne anti-immigrazione, infatti, Trump spinse per demolire il porto sicuro di molti immigrati illegali, per esempio minacciando di tagliare i fondi per le città santuario 4. Non a caso, il numero delle giurisdizioni del movimento, che includono città, contee, ma anche interi stati, è passato da qualche dozzina nel 2010 a 600 nel 2017 5, poco dopo la salita al potere di Trump. Il fatto che le città santuario siano aumentate dimostra come ci sia il desiderio di promulgare un’idea di cittadinanza, di un’unione che la sovranità dello Stato non offre.

La mappa delle giurisdizioni santuario (città, contee e stati) aggiornata a marzo 2021
La mappa delle giurisdizioni santuario (città, contee e stati) aggiornata a marzo 2021

Perciò, le città santuario adempiono a un doppio ruolo: non solo rappresentano una ribellione locale alla polizia federale e allo stato che criminalizza la mera presenza degli immigrati, ma assicurano anche a quest’ultimi l’appartenenza a un concetto più ampio di cittadinanza. L’idea di appartenenza che le città santuario trasmettono agli immigrati permette loro di andare ben oltre lo status legale che viene concesso ai privilegiati dallo Stato, e dimostra la meraviglia dell’unità all’interno di queste comunità.

Inoltre, è interessante pensare come le città santuario offrano un’alternativa alle severe e soffocanti leggi sull’immigrazione di molti paesi. Infatti, mentre le leggi sull’immigrazione creano l’idea astratta dello “straniero illegale”, la cui “inclusione all’interno della nazione ѐ (…) un’impossibilità illegale” (p. 4) 6, le città santuario rappresentano l’esempio di una concreta possibilità sociale, dove la volontà e il desiderio di cambiamento contano molto di più di un termine legale. Il movimento delle città santuario è spesso collegato alla sua natura abolizionista, una che distrugge capricci di potere su chi non ha abbastanza mezzi per difendersi 7.

Indubbiamente è necessario combattere le ingiustizie e abolire il marcio. Ma se invece l’abolizione fosse solo il primo passo, sicuramente dovuto, prima di un nuovo compimento? W.E.B Du Bois coniò il termine “abolition democracy” per indicare l’ambizione di una società razzialmente giusta 8.

Affinché questo avvenga, Angela Davis precisa che abolition democracy “non riguarda solo il processo negativo di strappare a pezzi, ma anche quello di costruire, di creare nuove istituzioni” (p. 73) 9.

Abolition democracy ambisce a smantellare prigioni, condizioni legali, sociali ed economiche ingiuste. Ma non solo: è anche il processo affermativo per la creazione di un mondo positivo, di accettazione e unitarietà. Vi pongo un esempio pratico: se ereditassimo una casa decrepita e in decadenza, ci converrebbe raderla al suolo e poi re-costruire una struttura solida, piuttosto che che semplicemente decorare gli interni di una scheletro che prima o poi cadrà a pezzi. Avverto che avviene lo stesso con le città santuario: c’è tanta voglia di cancellare la violenza che viene esercitata sugli Altr* per assicurare una sicurezza distopica. Nonostante ciò, questo è solo il primo passo per dare vita ad un processo positivo di crescita e miglioramento che si spera possa resistere a lungo termine.

È in città come Chicago, New York 10, Austin 11 o in interi stati come California, Washington o New Jersey 12, che il movimento santuario continua ad essere una realtà negli Stati Uniti. È triste pensare che la libertà di chi non sia provvisto di sufficienti mezzi sia limitata allo spazio delle città santuario e che al di fuori di queste gli immigrati rischiano la deportazione nel loro paese d’origine. Ciò nonostante, è tempo di raccontare non solo di cosa o chi non funziona, ma anche di chi regala nuove possibilità a noi giovani e al nostro futuro. Sono grata a chi dedica la propria vita alle città santuario, affinché la vita degli Altr* valga la pena di essere vissuta.

  1. Paik, N. (2017). Abolitionist Futures and the US sanctuary movement. Race and Class
  2. Farman, A. (2017). In Defense of Sanctuary. The Bafler. Da: https://thebaffler.com
  3. Paik, N. (2017). Abolitionist Futures and the US sanctuary movement. Race and Class
  4. Baggs, M. (2017) What life is like for refugees in US sanctuary cities since Trump to power. BBC. Da: https://www.bbc.com
  5. Paik, N. (2017). Abolitionist Futures and the US sanctuary movement. Race and Class
  6. Ngai, M. (2004). Impossible Subjects: illegal aliens and the making of modern America. Princeton: Princeton University Press
  7. Paik, N. (2017). Abolitionist Futures and the US sanctuary movement. Race and Class
  8. Du Bois, W.,E.,B. (1935). Black Reconstruction in America. Chicago: The University of Chicago Press
  9. Davis, A. (2005). Abolition Democracy: beyond empire, prisons, and torture. New York: Seven Stories Press
  10. O’Sullivan, D. (2019). Do Sanctuary cities exist in Switzerland? Direct Democracy. Da: https://www.swissinfo.ch
  11. La “città santuario” che rende diverso il Texas, un reportage di Gianpaolo Contestabile, Il Manifesto del 22.02.2020
  12. Centre for Immigration Studies. (2021). Map: Sanctuary Cities, Counties and States. Da: https://cis.org/Map-Sanctuary-Cities-Counties-and-States

Barbara Porrovecchio

Laureata in Studi Europei, mi interesso alle Migrazioni, sia nella dimensione accademica che nella praticità di tutti i giorni. Osservo, scarabocchio i pensieri su carta, leggo, ricerco, ripenso, e poi scrivo.