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Da Londra una legge per respingere i migranti (anche se in acque territoriali inglesi)

Il Governo Johnson viola le leggi internazionali in nome di razzismo ed intolleranza

Foto tratta da tw: @ChannelRescue

La Brexit ha portato non pochi cambiamenti e inasprito per le persone migranti una situazione che già prima non era per niente semplice.
Un ragazzo mi raccontò, tempo fa, di essere stato prelevato come un terrorista nel luogo di lavoro e picchiato selvaggiamente: dopo essere stato ammanettato e trasportato in un blindato fino in aeroporto, si è ritrovato su un volo diretto verso il Paese d’origine, quest’ultimo maciullato dalla guerra e dal terrorismo. Era irregolare, senza documenti, perché non aveva trovato un supporto legale adeguato ed aspettare un ricorso in tribunale diventa rischioso. Per le autorità poco conta rispedire un uomo come un oggetto e metterlo di fronte al rischio della morte. E’ successo agli afghani, ai curdi iracheni, succede ancora oggi a troppe persone.

E dopo il fatidico referendum, dal 1° gennaio 2021, anche gli immigrati europei con le loro valigie cariche di speranze e sogni, ora vengono bloccati alla frontiera: non hai il visto di lavoro, né la residenza “EU Settlement Scheme”? Questo è ritenuto sufficiente per finire in un centro di “accoglienza” e poi essere espulso. Ragazzi greci, rumeni, italiani, spagnoli. Fino al giorno prima fratelli europei, il giorno dopo sconosciuti stranieri 1.

Lo strappo con l’Europa e il sentimento nazionalista hanno amplificato la caccia al “diverso”, portando il Governo inglese ad adottare misure in contrasto con i più basilari diritti umani e contro secolari leggi del mare mai tradite dai pescatori, violate invece dai politici locali.
Nei colloqui tra l’Inghilterra e la Francia da molti mesi è diventato centrale il tema dell’immigrazione che passa dal Canale della Manica: punto focale non l’attuazione di politiche volte all’accoglienza e all’inclusione, bensì studiare modus operandi per bloccare i transiti definiti “irregolari”.

L’ultimo incontro bilaterale che si è svolto mercoledì scorso conferma questa tendenza: Priti Patel, sottosegretaria dell’Interno inglese, annuncia che la Border Force avrà il compito di rispedire le imbarcazioni dei profughi verso le coste francesi. Patel, inoltre, suggerisce che gli afgani che attraversano la Manica saranno trattati come gli altri migranti. 2
Anche se l’imbarcazione si trovasse in zona SAR inglese, e quindi vincolata all’obbligo di salvataggio, le forze di Londra avranno il compito di allontanare le navi che richiedono soccorso immediato. Una normativa violenta, dove l’omissione di soccorso diventa legge e l’obbligo di soccorso invece si tramuta in violazione della normativa.
A questo perverso meccanismo collaborerà il Ministero dell’Interno, il procuratore generale ad interim Micheal Ellis ed esperti del Queen’s Counsel.

Tuttavia la parte francese non è d’accordo. Il banco è temporaneamente saltato nonostante a fine luglio fosse stato stipulato un accordo da 62,5 milioni di sterline 3 allo scopo di raddoppiare l’intervento della polizia francese per bloccare le partenze dalla coste. L’Inghilterra mise a disposizione un aereo per pattugliare il mare e addirittura aveva avanzato la proposta, declinata dai partner francesi, di creare un’unica forza di polizia per bloccare l’utilizzo delle imbarcazioni da parte dei profughi.

Quella adottata dal Governo Johnson è una drammatica regressione del diritto comunitario e una violazione gravissima dei più basilari diritti umani: al di là delle leggi interne, vengono calpestate diverse leggi internazionali.

La Convenzione di Ginevra (art. 33) recante ferree disposizioni sul divieto di espellere o respingere “un rifugiato verso i confini di territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate a motivo della sua razza, della sua religione, della sua cittadinanza, della sua appartenenza a un gruppo sociale o delle sue opinioni politiche”. Di fatto viene cancellato il place of safety.
La convenzione SOLAS (capitolo V – regolamento 33): le operazioni di salvataggio sono obbligatorie e bisogna “procedere con tutta rapidità alla loro assistenza”.
L’UNCLOS (Convenzione di Amburgo) all’art.98): prestare soccorso è obbligatorio “a chiunque sia trovato in mare in pericolo di vita quanto più velocemente possibile” ma anche il dovere di “promuovere l’istituzione, l’attivazione ed il mantenimento di un adeguato ed effettivo servizio di ricerca”; e l’UNCLOS (art. 98.1. lettera a – b – c) divieto di “Non refoulement” e conseguente Place of safety .
Il Rescue at Sea: A Guide to Principles and Practice as Applied to Migrants and Refugees (IMO, UNHCR e ICS): obbligo per il comandante di tutelare i migranti presenti nell’imbarcazione di soccorso e trasportarli in un luogo dove la loro incolumità è assicurata.

La Border Force, le forze incaricate dei respingimenti, hanno anche un ruolo di guardia costiera: il compito dovrebbe prevedere l’assistenza a chi chiede soccorso, non il contrario.

Ma l’agenzia governativa inglese responsabile di controllare porti, aeroporti e ferrovie UK si spinge anche oltre. Al loro sito web è presente un intero canale dedicato all’immigrazione, il “Report an immigration crime”. All’interno della sezione risulta preoccupante la sezione “Report an immigration or border crime”, di fatto la possibilità di segnalare alle autorità competenti un immigrato che valica il confine oppure anche un profugo che vive nel Regno Unito “illegalmente”.

E’ lo Stato che chiede al cittadino di diventare spia, una prassi inquietante e che richiama a metodi non solo polizieschi del secolo precedente. Perché si rischia di creare e alimentare una caccia verso gli stranieri considerati anche erroneamente irregolari. E perché innesta negli immigrati un senso di paura di notevole portata.
Sia il richiedente asilo diniegato nella sua domanda di protezione internazionale (in uno Stato, quello inglese, che presenta notevoli criticità nell’effettivo ascolto della memoria personale del richiedente), sia il cittadino extraUE senza documenti vivranno nell’angoscia che il vicino di casa razzista li possa segnalare alla Border Force.

Eccolo qui il vero risultato della Brexit: ha amplificato i peggiori sentimenti nazionalisti, facendo saltare in aria i precari ponti dell’accoglienza e dell’inclusione per alzare muri di cemento e razzismo.

  1. https://www.repubblica.it/esteri/2021/05/08/news/immigrati_europei_italiani_detenuti_frontiera_inglese_regno_unito_inghilterra_londra_lavoro_visto_lavorativo_brexit-299912764/
  2. https://www.theguardian.com/uk-news/2021/sep/09/priti-patel-to-send-boats-carrying-migrants-to-uk-back-across-channel
  3. https://www.meltingpot.org/Il-Regno-Unito-paghera-62-7milioni-di-euro-per-bloccare-i.html

Pietro Giovanni Panico

Laureato in Scienze Politiche presso l'Università della Calabria e consulente legale specializzato in protezione internazionale.
Sono appassionato di diritto e cooperazione internazionale.
Ho collaborato con svariate testate giornalistiche online sui temi dei diritti umani e immigrazione.