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La Corte di Appello ha violato l’obbligo di acquisire informazioni sulla Nigeria tratte da fonti attendibili ed aggiornate

Corte di Cassazione, ordinanza n. 13286 del 18 maggio 2021

La Suprema Corte di Cassazione censura l’operato della Corte di Appello che nel procedimento ha utilizzato fonti del 2017 violando l’obbligo di acquisire informazioni sulla compromissione dei diritti umani nel Paese tratte da fonti attendibili ed aggiornate.
Scrive la Corte:
In secondo luogo la Corte d’appello, pur avendo compiuto disamina della situazione sociale, politica ed economica della Nigeria, l’ha fatto utilizzando fonti del 2017, nonostante la sentenza sia stata deliberata due anni dopo (violando in tal modo l’obbligo di acquisire informazione sul paese d’origine tratte da fonti attendibili ed aggiornate); e dall’altro trascurando di accertare se i diritti inviolabili della persona siano o non siano, nel paese di provenienza del richiedente, gravemente compromessi in modo intollerabile.
(…) La sentenza va dunque cassata con rinvio la Corte d’appello di Genova, in differente composizioni, la quale tornerà ad esaminare la domanda di rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari indagando ex officio sulla esistenza o meno, in Nigeria, di una grave compromissione dei diritti umani fondamentali, ed avvalendosi a tal fine di fonti attendibili ed aggiornate.

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Corte di Cassazione, ordinanza n. 13286 del 18 maggio 2021

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