Brucia il ghetto di Campobello di Mazara. Omar è morto, basta ghetti, basta sfruttamento

Fuori Mercato promuove una raccolta fondi per chi ha perso tutto e chiede alla prefettura l’accesso immediato alle case

Un’altra morte annunciata nei ghetti italiani, un’altra morte di incuria e sfruttamento. È un ragazzo di 30 anni del Senegal, di nome Omar, morto nell’incendio che ha distrutto nella notte tra il 29 e 30 settembre l’accampamento informale dell’ex “Calcestruzzi Selinunte” nel territorio tra Castelvetrano e Campobello di Mazara, in provincia di Trapani.

Non ci sono parole che possono esprimere la rabbia e il dolore per quanto successo – scrive Fuori Mercato che proprio pochi giorni fa aveva partecipato alla festa religiosa di Magal -. È morto bruciato vivo mentre dormiva nella sua baracca Omar, un ragazzo di circa trent’anni. Questo è un morto ammazzato dall’incuria e dallo sfruttamento“.

Domenica i braccianti organizzati nella casa del mutuo soccorso di Fuori Mercato avevano chiesto di migliorare le loro condizioni, di avere più acqua, la rimozione immediata dell’immondizia, un lavoro giusto e soprattutto l’accesso ad una abitazione dignitosa e sicura.

A trattare le persone come tali, tutto questo non sarebbe successo ancora una volta“.

Le fiamme sono iniziate prima della mezzanotte, i soccorsi tardano ad arrivare, non c’è acqua sufficiente per domare o arrestare il fuoco” spiega Fuori Mercato.

Tutti hanno perso i loro risparmi, i loro documenti, i loro vestiti in alcuni casi la pazienza. Si tratta di più di 350 persone che ora hanno perso tutto, dagli effetti personali agli importantissimi documenti.
Ogni anno centinaia di lavoratori migranti raggiungono Campobello di Mazara per la raccolta delle olive e trovano come unica soluzione di accoglienza l’ex Calcestruzzi che, in poco tempo, diviene un accampamento con tende e baracche di cartone, plastica, legno e perfino eternit.

Molti sono scappati, molti non andranno a lavorare, molti comunque sono già andati, in ogni caso il paese si accorgerà di quanto siano fondamentali queste persone per l’economia locale. Chiediamo l’impegno immediato della prefettura per permettere l’accesso alle case!“, conclude Fuori Mercato che prosegue il suo impegno con un raccolta di beni di prima necessità, chiedendo anche un sostegno economico per sostenere le spese di emergenza per chi ha perso tutto.

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