Campobello di Mazara. Un morto bruciato vivo, centinaia di persone che hanno perso tutto

Al momento nessuna soluzione. Guarda la conferenza stampa del 3 ottobre

Non ci stupiamo che in un paese in cui un Sindaco, che ha speso la sua vita per la solidarietà, viene condannato a più di tredici anni di carcere, i responsabili della morte di Omar non sentano l’obbligo di trovare soluzioni abitative e di lavoro serie e immediate per i braccianti di Campobello di Mazara.
Non ci stupiamo, ma siamo arrabbiati.

Omar è morto per l’incuria, per i cumuli d’immondizia, per la mancanza di acqua. I suoi fratelli vanno ascoltati come uniche guide nelle scelte immediate da mettere in campo.

Per questo domani, 3 ottobre ore 11.00, sosteniamo la conferenza stampa indetta dai braccianti in via Rosario all’ex Oleificio Fontane D’oro.

Giovedì mattina, i braccianti hanno lasciato in corteo il luogo dell’incendio e si sono stabiliti a Fontane d’oro perché quello è il luogo in cui, negli ultimi anni, sono state visibili le soluzioni miopi ed emergenziali, il luogo in cui sono state montate e smontate varie tendopoli. Ed è lì, a Fontane d’oro, che ieri i braccianti hanno respinto la croce rossa. Stanchi e senza soluzioni, i braccianti hanno scelto di rimanere lì, autogestendo il fondo di solidarietà raccolto dalla Campagna Portiamo l’acqua al ghettoSos Campobello di Mazara”, per dire che di fronte a questa tragedia, che dura da un decennio, non sono disposti ad accettare un panino e una tenda senza prima essere ascoltati e senza che loro rivendicazioni siano accolte.

Vogliamo documenti per tutti
Vogliamo le case
Vogliamo un lavoro giusto

Invitiamo tutte le associazioni, i singoli, i gruppi solidali a sostenere la resistenza dei braccianti e della comunità presente a Fontane d’oro, ora al centro di tensioni perché luogo d’incrocio di interessi umanitari, politici ed economici.
La loro lotta è necessaria per tutti e tutte.

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