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«Le persone stanno già morendo e le temperature gelide stanno arrivando»,  avverte un attivista al confine polacco

Maciek Piasecki, Oko press - 14 ottobre 2021

Photo credit: Testigo Documentary

La nostra conversazione con Krzysztof, volontario del Border Group (un gruppo di volontari che sta portando aiuti umanitari ai rifugiati al confine tra Polonia e Bielorussia) si svolge poco dopo un’azione di soccorso di una famiglia di 7 persone proveniente dall’Iraq. 

Il gruppo, tra cui quattro bambini di età compresa tra pochi mesi e pochi anni, aveva preso molto freddo ed era accampato da tre giorni nei boschi vicino a Mielnik (voivodato di Podlaskie). Nonostante il terrore del padre che ha supplicato di non allertare le autorità, gli attivisti del Border group, preoccupati per lo stato dei migranti, hanno chiamato l’ambulanza associata a Medics on the Border (un gruppo polacco di medici che fornisce cure mediche ai rifugiati sul confine polacco-bielorusso).

Dopo la visita, i paramedici hanno consigliato che il gruppo fosse affidato ai servizi (di frontiera), dove avrebbero potuto chiedere asilo. Prima di questo, l’intenzione della famiglia era di arrivare piedi in Germania, dove il padre aveva vissuto per sei anni (è un impiegato aeroportuale certificato) e dove ha anche un figlio. Secondo i soccorritori, il gruppo non aveva alcuna possibilità di arrivare in Germania.

Il Border Group ha offerto alla famiglia supporto legale; per questo motivo, la famiglia ha deciso di chiedere la protezione internazionale in Polonia. All’inizio Krzysztof non ha permesso alla pattuglia (di confine) di avvicinarsi alla famiglia, frapponendosi tra la famiglia e la polizia di frontiera. Ha chiesto conferma che la procedura d’asilo sarebbe stata eseguita come previsto dalla legge. Le guardie di frontiera prima si sono ritirate, e poi hanno dichiarato davanti a una telecamera che la famiglia non sarà riportata al confine polacco-bielorusso, ma alla locale stazione di controllo di frontiera (dove la loro domanda di asilo verrà esaminata).
 
Qui sotto è riportata la trasmissione live dalla foresta vicino al confine, dove la famiglia di migranti era intrappolata.

Gli attivisti si sentivano sollevati. Krzysztof si è scusato per le parole dure che aveva rivolto a una delle guardie di frontiera quando quest’ultima lo ha accusato di ostacolare l’azione della pattuglia di confine.
 
Maciek Piasecki, OKO.press: Missione compiuta. Come vi sentite ora (voi membri del Border Group)?

Krzysztof, volontario del Border Group: Estremamente  stanchi… Stiamo affrontando qualcosa che è troppo difficile da sopportare per una (sola) persona, non siamo preparati per questo. Non abbiamo dormito per giorni. Quello di cui abbiamo veramente bisogno è che tutto questo finisca, che la frontiera sia aperta. Tutte le persone che in questo momento sono bloccate nel limbo del confine tra Polonia e Bielorussia sono ostaggi della situazione. Sono persone innocenti, indipendentemente dal fatto che siano uomini, donne, bambini o rifugiati – siamo tutti persone, e abbiamo bisogno di accoglienza.

Quanto è seria la situazione delle persone aiutate dal Border Group?

Presto le giornate saranno gelide, e ogni giorno sempre più persone soccomberanno al freddo. Questo è un omicidio: lasciare queste persone fuori al freddo e ributtarle verso il confine (polacco-bielorusso), un lavoro supportato dalla legislazione attualmente introdotta dal Sejm (organo legislativo polacco).
Negli ultimi dieci giorni il tempo è stato bello, non ha piovuto, ed è asciutto, tanto che ci si può anche stendere per terra e non ci si bagna. Tuttavia, presto arriverà la pioggia, e il freddo e l’umidità sono i più grandi nemici.

Come si può supportare il Border Group?

Siamo terrorizzati e sfiniti, e abbiamo davvero bisogno che più persone si uniscano alla battaglia per aiutare i migranti.
Vorremmo fare un appello alle persone sul confine orientale della Polonia: portate queste persone nelle vostre case. Queste persone stanno morendo di freddo.
Non consegnateli alla polizia di frontiera, anche le guardie non sono preparate per questa situazione. Informate i media, tenete queste persone al caldo, tutto ciò di cui hanno bisogno in questo momento è semplicemente calore.

Come possono aiutare le persone provenienti da altre aree della Polonia?

Possono venire qui e, come noi, andare nelle foreste a distribuire acqua, cibo e vestiti caldi. Cercare queste persone, parlare con loro. Legalmente, possiamo solo venire qui, fuori dalla zona di emergenza, e distribuire queste donazioni. Non possiamo entrare nella zona di emergenza.
Ci sono cose terribili che avvengono in quella zona. Oggi abbiamo incontrato un migrante la cui salute era in uno stato disperato, aveva problemi allo stomaco dopo aver bevuto acqua da una palude. Potete immaginare una situazione in cui siete costretti a bere da una palude?

Di cosa c’è più bisogno?
Calore. L’inverno sta arrivando, e con esso temperature terribili e gelide. Ieri sera eravamo sconvolti al pensiero che c’erano persone che morivano al confine, eravamo in contatto con loro. (Eravamo in contatto) con un uomo che, dopo un paio d’ore in  ospedale, era stato portato via dall’ospedale, con le fasce dell’ospedale ancora ai polsi, in uno stato mentale che non gli permetteva di parlare sensatamente.
Ci mandava messaggi vocali da molto tempo, la comunicazione con lui era molto attiva, ma si è ammutolita ieri dopo che la pattuglia di frontiera polacca lo ha prelevato dall’ospedale e trasportato al confine polacco-bielorusso.

Ci sono molte persone in questa situazione?

Una guardia di frontiera ci ha detto che ci sono 7.000 persone in questa situazione. [I polacchi hanno paura che se si lasciamo entrare questi 7.000 migranti, ce ne saranno altri 7.000 e altri 7.000… C’è una crisi climatica, i paesi da cui queste persone scappano sono in stato di guerra. Vengono qui per vivere. Non hanno idea di dove stanno andando, sono terrorizzati quando si rendono conto che c’è un altro paese tra la Bielorussia e la Germania.
Stanno cercando disperatamente di raggiungere un posto sicuro, dove nessuno li spingerà verso il confine. Incontriamo persone che dopo cinque respingimenti sono esauste. Il più delle volte incontriamo persone che sono in ipotermia, che stanno semplicemente morendo. Questo va oltre la nostra forza; questo va oltre la forza di chiunque.

La presenza dei media è importante qui?

Se i media non fossero qui, quella famiglia verrebbe messa in un furgone e trasportata al confine. Con o senza bambini, a loro (gli agenti di frontiera) non importa, non ha importanza per loro. Abbiamo davvero perso la fiducia nello stato polacco e in qualsiasi aiuto da parte sua. Facciamo tutto questo contro lo stato polacco.
Quello che sta succedendo alla frontiera è una specie di “hunger games”, è un grande campo di concentramento.
L’unico modo in cui possiamo aiutare queste persone è che le persone che vivono nella zona d’emergenza le accolgano per la notte. Se permettono loro di scaldarsi, di sbarazzarsi di questa maledetta ipotermia. Queste persone stanno morendo per il freddo, la fame e la paura.

Cosa può essere fatto dai membri dell’opposizione?

Sono convinto che i membri dell’opposizione che vogliono veramente aiutare queste persone stanno già facendo tutto il possibile. Altri possono scegliere di non votare per una legge che legalizza i respingimenti. Sono qui da molti giorni ormai, non ho accesso alle notizie, non abbiamo tempo per controllare gli aggiornamenti politici.
Camminiamo da un gruppo all’altro, cerchiamo di distribuire gli oggetti donati dalle persone. Ringrazio sinceramente per ogni cappotto e scarpe per bambini, ma anche per ogni cappotto per uomini, perché gli uomini sono nello stesso stato e anche loro stanno morendo. È assurdo e orrendo che il genere e l’età spesso determinino come trattiamo queste persone.
I bambini, le famiglie, le donne sono trattati meglio dei gruppi di giovani, che sono più forti e sono in grado di uscire da questo campo di concentramento, attraversare più volte questo confine, essere respinti. Ci provano continuamente.
Stiamo venendo a sapere di quelli che hanno perso la vita così.
 
La famiglia di oggi, i loro figli, sarebbero morti oggi se i media non fossero stati qui. Ci sono molte famiglie così nelle foreste. A volte sono in uno stato di salute orribile, e ancora non si decidono a chiamare un’ambulanza, perché i soccorritori li portano in un ospedale, e la Border Patrol li prende da quell’ospedale e li porta al confine.
Gli immigrati che sono malati cercano ancora a tutti i costi [di continuare], finché possono camminare e hanno qualche possibilità di non essere respinti verso il confine. Questo è l’inferno, l’inferno assoluto, l’inferno che si è gelato.

Quali sono i vostri sforzi per aiutare in questo momento?

Tutto quello che possiamo fare in questo momento è combattere le temperature gelide. Consegniamo cappotti, distribuiamo zuppa, porridge per i bambini, e spieghiamo a queste persone, che non sanno vestirsi adeguatamente (per questo clima), come tenersi al caldo.
Queste persone vengono da paesi dove il clima è completamente diverso, non sono preparati per viaggiare attraverso le foreste polacche, sono terrorizzati.
In uno dei gruppi l’unica persona che poteva in qualche modo comunicare con noi era una ragazza di 11 anni; doveva prendersi cura di tutta la sua famiglia.

Vedo che riesci a malapena a stare in piedi. Quanto tempo è passato dall’ultima volta che hai dormito?

Non lo so. Dovrei sicuramente essere a dormire in questo momento. Ma sono venuto qui perché avevo scoperto che questa famiglia non aveva un documento che dichiarasse che avevano dato la procura a una persona che li avrebbe rappresentati in tribunale.
Dobbiamo fare copie di questi documenti perché a volte la Border Patrol li strappa semplicemente . I migranti – anche se hanno una domanda d’asilo firmata in Polonia – vengono rimandati al confine.
Questi documenti riportano i nostri dati personali [dei volontari] in modo che i servizi possano contattarci come rappresentanti legali dei migranti. Sono documenti validi che attestano la rappresentanza legale. (Ma) la gente viene rimandata alla frontiera, dove sta morendo di freddo, di fame, di stanchezza, e noi non possiamo fare niente perché sono dentro la zona di emergenza.

Per quanto tempo voi, che offrite aiuto, sarete in grado di continuare?

Molte persone che vengono qui cercano di andarsene per un po’ per recuperare. Quelli che sono appena arrivati devono prima imparare come aiutare, perché non si può andare direttamente nella foresta impreparati. Possiamo anche esporre queste persone al pericolo.

Queste sono azioni di aiuto improvvisate – dovrebbe essere lo stato a fare tutto questo?

Non ho più fiducia in questo stato. Non mi fido dopo quello che ho sentito, quello che so, quello che ho visto; non credo che lo stato (polacco) tratti queste persone come esseri umani. Sono trattati peggio degli animali. Nessuno si preoccupa della loro vita.