Per i lavoratori di Campobello di Mazara l’unica soluzione è un altro sgombero

L’unica certezza: solo la lotta dei braccianti paga i braccianti!

Photo credit: Contadinazioni

Un mese dall’incendio, l’unica soluzione: un altro sgombero!
L’unica certezza: solo la lotta dei braccianti paga i braccianti!

Da ieri (venerdì 29 ottobre n.d.R.) è in atto lo sgombero del campo autogestito a Fontane D’oro.

I braccianti organizzati e l’autogestione sono stati riconosciuti come unici temi politici rilevanti contro cui intervenire!

Nessuna soluzione per chi non ha documenti!

Nessuna soluzione per gli olivicoltori che svendono le olive

Nessuna soluzione per chi vorrebbe una casa

Nessuna soluzione per chi lavora a cassetta senza contratto

Nessuna soluzione per chi lavora 14 ore a notte nei magazzini di trasformazione senza contratto

Pronti partenza e via si ritorna alle soluzioni calate dall’alto, di facciata, che hanno come unico obiettivo di riprodurre uno schema in cui a tutti spetta una fetta di riconoscimento politico, economico di capitale relazionale e da cui i lavoratori sono gli unici esclusi.

Il 30 settembre i lavoratori, dopo una tragedia prevedibile e annunciata hanno detto basta a questa pantomima rimettendo al centro il loro valore e la loro volontà di autodeterminarsi prendendo uno spazio da cui anni fa sono stati cacciati che è quello dell’ex oleificio di Fontane d’oro.

Questa lotta è il cuore politico della soggettivazione dei braccianti e per questo oggi viene sgomberata!

Lo sgombero di Fontane d’oro rafforza la nostra consapevolezza, rafforza la coscienza della necessità dell’autogestione che parta dal riconoscimento del valore e dell’intelligenza degli unici esperti sul questi temi, che sono i braccianti stessi.

La nostra lotta, come braccianti fuori mercato ‘Omar Baldeh’, ha nutrito le nostre speranze, l’autogestione di Fontane d’oro rimarrà nel nostro bagaglio e sarà sempre un’esperienza politica da rivendicare. Questo mese di serenità ci ha permesso di adottare micro-scioperi in e di ottenere l’aumento salariale che rivendicavamo Il 26 settembre durante la festa di Magal.

Non ci fermeremo qua, le nostre vite, non saranno oggetto indiscusso dei vostri profitti e dei tavoli d’analisi di chi è rimasto a guardare attonito in questo mese di autogestione.

Tutti avete ritenuto la nostra presa di parola non fosse ammessa nel vostro palcoscenico e per questa ragione avete definito in questo mese Fontane D’oro un’occupazione, oggi da sgomberare o un’esperienza da non sostenere ed eclissare perché poco spendibile nelle vostre tavole politiche imbandite di progetti.

Chi, invece, temeva che la raccolta andasse a buon fine non è stato turbato dal cambio di panorama, diversi datori di lavoro, infatti, hanno apprezzato il luogo in cui reperire la manodopera fosse alla luce del sole piuttosto che alla Calcestruzzi nel buio, nascosto e al centro di altri interessi illeciti che a questo punto ci chiediamo come mai non vengano toccati.

La nostra entrata in scena è ormai avvenuta, la nostra consapevolezza nessuna ruspa la potrà sgomberare!

Chi vive commissariando le vite dei migranti e dei lavoratori migranti e organizza e gestisce il loro disciplinamento è stato spiazzato per un mese, temendo solo di trovarsi davanti ad un cambio di paradigma. “I braccianti possono farcela da soli? Non hanno dunque bisogno di tende costruite da terzi, pasti forniti? Oddio che paura, sarebbe la fine di un approccio emergenziale, non avremmo più ragione di esistere!”.

Infine chi di mestiere critica l’approccio emergenziale e la fine dei ghetti ha temuto i braccianti lo potessero dire autonomamente riconoscendosi in un’associazione, in un gruppo organizzato: “Oddio che paura i braccianti non hanno bisogno di chi parla radicalmente al posto loro”.

Durante la giornata stiamo organizzando diversi momenti di confronto tra noi e con i solidali accorsi, la trattativa è in corso e continueremo a chiedere che siano rispettate in questa fase le nostre decisioni prima di permettere l’installazione della Croce Rossa nella porzione di spazio fino a ieri totalmente autogestita. Le prime casette sono state montate in una porzione fuori da questo e non abbiamo opposto forza perché per farlo è stato utilizzato lo squallido ricatto della vulnerabilità delle persone dopo delle forti piogge e in questa fase abbiamo deciso di tutelare gli ultimi arrivati per la raccolta e non cadere nella provocazione che ci viene gentilmente offerta che determinerebbe in un momento di stanchezza la divisione tra noi e la difficoltà dei più vulnerabili che oggi sono ricattati per affermare un principio politico:

Non è prevista l’autodeterminazione dei braccianti né tanto meno l’autogestione
Questa è l’unica ragione per cui siamo disposti a mobilitare risorse

Oggi arrivano le ruspe per sgomberare i rifiuti di una parte antistante di Fontane d’oro, i rifiuti possono essere rimossi subito quando c’è un obiettivo politico.

Le persone sono state invitate a smontare una parte di tende.

Alle persone viene assicurato che non verranno chiesti i documenti e smontati i ristoranti.

In politica questo significa siamo stati forti da piegare un intero apparato a mediare con le nostre esigenze, siamo stati forti e lo siamo perché oggi ci avete solo dimostrato che la nostra lotta e rivendicazione di autonomia sono i punti politici centrali su cui si gioca tutta la partita.

Oggi tanti bianchi gioiscono di aver riconquistato il loro ruolo e posizionamento nella pantomima dell’ipocrisia in cui è previsto che alla ex calcestruzzi, piena di macerie, si riverseranno probabilmente le persone a cui non si vuole proporre una soluzione per i documenti, le persone che comunque anche senza documenti lavorano in campagna.

L’ ex calcestruzzi, quella non è un’occupazione, quello è un luogo invisibilizzato funzionale alla pantomima di cui sopra.

Oggi a chi oggi ci ha riconosciuto con le ruspe diciamo che non smetteremo di rivendicare i nostri diritti e a denunciare le responsabilità politiche dello sfruttamento dei lavoratori.

Ringraziamo i solidali che hanno permesso la nostra lotta e a loro diciamo che grazie a questa è nata la nostra organizzazione che sarà un punto di riferimento per tutti i lavoratori, per tutti quelli che lottano per diritti generalizzati contro gli interessi particolari su cui provate a costruire la nostra divisione.

Chiediamo a chi ha ancora qualche dubbio a sostenerci come portatori dei nostri interessi, di rompere ogni indugio e riconoscere la nostra lotta come una soluzione politica, nessuna soluzione senza di noi avrà mai un senso.

Oggi più che mai Sostieni i braccianti di Campobello di Mazara organizzati!

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