Tornare a Riace per non rinunciare a Riace

Manifestazione nazionale il 6 e 7 novembre

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Il 30 settembre il Tribunale di Locri ha condannato in primo grado Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace, a tredici anni e due mesi per capi di imputazioni che vanno da truffa aggravata a peculato, concussione, favoreggiamento personale, malversazione ai danni dello Stato, falsità ideologica, turbata libertà d’incanto e abuso d’ufficio.

La condanna, durissima, addirittura il doppio della pena richiesta dalla Procura di Locri (sette anni e undici mesi di reclusione), ha suscitato forti critiche; dai giorni successivi tantissimi gli attestati di solidarietà e i presidi in diverse città italiane.

In programma per il 6 e il 7 novembre a Riace una nuova manifestazione, per “abbracciare” Mimmo Lucano e l’intera comunità riacese. Una manifestazione organizzata “dal basso“, così come tutte le iniziative che hanno tradizionalmente riguardato il comune della Locride.
Saremo a Riace” – spiega la giornalista e scrittrice Tiziana Barillà in apertura della conferenza stampa che si è svolta il 26 ottobre 1, “quel luogo che è stato laboratorio politico e a cui non siamo disposti a rinunciare perchè è una condanna ingiusta, è un processo non avrebbe dovuto nemmeno tenersi. Riace ha costituito un’esperienza che ha trovato soluzioni che aggiustavano le storture del governo centrale“.

Io ho sempre pensato di agire per il riscatto di questo territorio, che si è trovato ad essere coinvolto nella questione degli ultimi decenni, il viaggio dei migranti, le ingiustizie del mondo. Ringrazio veramente di cuore tutti per cercare di alimentare, tenere accesa una fiaccola, a prescindere dal processo e dalla sentenza. La sentenza riguarda me. Dentro di me continuo a pensare che quello che mi rattrista di più è che la forza di quello che è successo genera il dubbio. Questo mi rattrista molto perché io la mia vita l’ho spesa all’opposto di come vengo rappresentato. Sono pronto ad accettare qualsiasi cosa e lo voglio dire con orgoglio. Quello che non accetto è il tentativo di denigrazione morale”. Queste le parole di Mimmo Lucano, a chiusura della conferenza stampa in cui è stato annunciato il programma della manifestazione e alla quale hanno partecipato anche Sasà Albanese (Un’altra Calabria è possibile) e Padre Alex Zanotelli.

Questa manifestazione – ha sottolineato Zanotelli – deve essere un segno di protesta fatto dal paese di Mimmo, da Riace, per una giustizia che è profondamente ingiusta. Questa sentenza non ha difeso i deboli, non ha difeso gli ultimi, non ha difeso i migranti. Ha tagliato le gambe a quella che è un’esperienza che potrebbe replicarsi in altri paesi non solo della Calabria, ma del resto di Italia”.

Sono tantissime le adesioni alla due giorni che prevede un programma ricco e articolato.

Sabato 6 novembre: corteo e microfono aperto

Per la giornata di sabato è stata indetta una “chiamata alle arti“, che conta già numerose adesioni. Alle 14:30 è previsto un corteo, che partirà dal campo sportivo di Riace, con arrivo presso l’Anfiteatro arcobaleno. Lì ci sarà un palco aperto, dove già dalla tarda mattinata inizieranno ad esibirsi gli artisti che hanno aderito alla manifestazione, tra cui il calabrese Brunori, i Têtes de Bois, Paolo Saporiti, Ascanio Celestini, Roberto Zeno dei Modena City Ramblers, con contributi, inoltre, di Vinicio Capossela e Fiorella Mannoia. Alle 16:30 è in programma un dialogo tra Gad Lerner e Mimmo Lucano. Nell’Anfiteatro il microfono resterà aperto fino a sera, mentre nel Villagio Globale saranno organizzate attività per le bambine e i bambini di Riace e che arriveranno da fuori città.

Domenica 7 novembre: visita al cimitero da Becky Moses e assemblea generale

Mattina – La giornata di domenica inizierà alle 11:00 con la deposizione di un mazzo di fiori per Becky Moses nel cimitero di Riace. Becky era una ragazza nigeriana di ventisei anni, ospite di Riace. In seguito alle indagini avviate dalla Procura per presunte irregolarità nel sistema di accoglienza, a fine 2017 il Ministero dell’Interno aveva sospeso i fondi e la Prefettura disposto la chiusura del Cas. Becky aveva deciso di raggiungere alcuni suoi connazionali nella baraccopoli di San Ferdinando. La notte del 27 gennaio 2018 Becky è morta carbonizzata a causa di un incendio scoppiato nella baraccopoli. La sua storia è diventata il simbolo delle storture delle politiche di accoglienza in Italia e in Europa.

Pomeriggio – Nel pomeriggio, invece, ci sarà presso il Villaggio Globale un’assemblea generale, aperta a chiunque voglia partecipare, per discutere del presente e del futuro di Riace, che per molti anni ha costituito un laboratorio politico e un “modello” di accoglienza agli occhi della comunità nazionale e non solo. Anche la domenica il borgo sarà animato dagli artisti che hanno risposto alla chiamata alle arti.

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Maggiori dettagli sul programma, in continua evoluzione, sono consultabili sulla pagina Facebook “Riace non si arresta”. Per aderire, per chiedere informazioni o segnalare l’arrivo di pullman o gruppi organizzati, è possibile scrivere all’indirizzo mail: riacenonsiarresta@gmail.com

  1. Il video della conferenza stampa

Alessandra Pelliccia

Mi sono laureata in Giurisprudenza all'Università di Bologna, dove ho poi frequentato un corso di alta formazione in pratiche sociali e giuridiche nell'accoglienza ed integrazione dei migranti.
Sto svolgendo il tirocinio forense presso uno studio specializzato in diritto dell'immigrazione.
Provo a raccontare con parole semplici (ma senza semplificazioni!), mettendo sempre al centro le storie delle persone.