Minori a Ceuta (Photo credit: Antonio Sempere)
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Diverse ONG denunciano l’espulsione verso il Marocco di due minori accolti a Ceuta

Testo e fotografie di Antonio Sempere

Traduzione di Noemi Cucinotta

Ceuta – Le organizzazioni Andalucía Acoge, Coordinadora de Barrios, No Name Kitchen, Maakum e Fundación Raíces denunciano che la Guardia Civil, domenica scorsa 28 novembre, ha espulso illegalmente e in maniera sommaria da Ceuta verso il Marocco due minori marocchini di 15 e 16 anni, il cui rimpatrio è stato sospeso per ordine del giudice.

Nella denuncia delle organizzazioni si afferma che i due ragazzi sono entrati attraverso la frontiera del Tarajal nel maggio 2021 e che erano sotto la tutela dell’area minori della Città Autonoma di Ceuta, trovando alloggio prima nei capannoni nella zona industriale di Tarajal e poi nel polisportivo municipale di Santa Amelia, dove sono rimasti fino all’inizio dei rimpatri, effettuati senza garanzie, il 13 agosto.

Secondo il comunicato congiunto delle ONG, i due minori hanno ricevuto la tutela del provvedimento sospensivo del Tribunale del contenzioso amministrativo n. 1 di Ceuta quando stavano per essere rimpatriati insieme ad un altro gruppo il 15 agosto. Temendo di essere espulsi in Marocco, 80 minori, tra cui i due, che alla fine sono stati rimpatriati, hanno nominato alcune avvocate di Fundación Raíces e Coordinadora de Barrios per difenderli. La difesa, vedendo che non si rispettavano le garanzie legalmente stabilite, ha chiesto ai tribunali di Ceuta di adottare misure cautelari in favore di 12 minori. Con ordinanza del 16 agosto 2021, il Tribunale del Contenzioso-Amministrativo n. 1 di Ceuta ha ordinato la sospensione cautelare del rimpatrio dei minori non accompagnati non ancora rimpatriati in Marocco, decisione confermata da una successiva ordinanza del 24 agosto 2021.

Secondo le organizzazioni, dopo i rimpatri, i due ragazzi, per paura di essere riportati in Marocco, sono scappati dal polisportivo di Santa Amelia dove alloggiavano e sono finiti a vivere per strada.

Dal 15 settembre, uno di loro ha deciso di rientrare nel sistema di protezione presso il Centro La Esperanza per poter chiedere il ricongiungimento con un familiare che vive nella penisola. Tuttavia, non riuscendo a partire, ha deciso di tornare nelle vicinanze del porto della città insieme all’altro minorenne, che da quando aveva lasciato il polisportivo era rimasto in strada per cercare di attraversare il confine da solo.

Il 28 novembre, secondo il racconto dei minori, erano nel porto con un altro amico per cercare di imbarcarsi su un traghetto diretto verso la penisola. Mentre nuotavano per cercare di raggiungere l’imbarcazione, sono stati intercettati da un motoscafo della Guardia Civil che li ha portati alla caserma della zona portuale. Gli agenti hanno identificato i minori e hanno informato la Guardia Civil che erano ospitati presso il centro per minori di Piniers. Secondo quanto riferito dai denuncianti, durante il colloquio con gli agenti in nessun momento hanno ricevuto l’assistenza di un interprete, un avvocato o un qualsiasi rappresentante dell’area minori della Città Autonoma. Sono stati fatti salire in una macchina della Guardia Civil, che li ha accompagnati al posto di frontiera del Tarajal e li ha costretti ad uscire da una porta per consegnarli alla polizia marocchina.

La Fundación Raíces e Coordinadora de Barrios, che difendono questi due ragazzi, venerdì scorso hanno portato questi fatti all’attenzione del Tribunale del Contenzioso-Amministrativo n. 1 di Ceuta, del Ministero degli Interni, della Segreteria di Stato per la Sicurezza, del Dipartimento per la Protezione dei Minori del Comune di Ceuta, del Procuratore dei Minori di Ceuta, del Procuratore Distrettuale Coordinatore dei Minori della Procura Generale dello Stato e del Difensore Civico, chiedendo, nell’ambito delle rispettive competenze, che si indaghi sui fatti denunciati e che si raccolgano prove adeguate al fine di realizzare le procedure necessarie per il rientro immediato dei minori nel territorio spagnolo.

Le organizzazioni esprimono la loro «enorme preoccupazione perché, secondo quanto è stato riferito da questi e altri minori, così come da diverse organizzazioni che lavorano sul territorio a Ceuta, questi eventi non sono un fatto isolato, bensì, negli ultimi mesi, ci sono stati altri rimpatri ingiustificati di minori da parte di diversi membri dei Corpi e Forze di Sicurezza dello Stato in circostanze simili. Casi in cui, a differenza di questo, i ragazzi non avevano avvocate che li rappresentassero nel nostro Paese e non è stato possibile contattarli una volta che erano in territorio marocchino, quindi non è stato possibile documentare e denunciare i casi in modo tempestivo».

Alle diverse amministrazioni, istituzioni e autorità spagnole chiedono di «dimostrare una volta per tutte il loro impegno nella difesa dei diritti umani e nella protezione effettiva dei bambini e degli adolescenti più vulnerabili, e di porre fine alla costante violazione dei diritti che le ragazze e i ragazzi arrivati da soli a Ceuta lo scorso maggio stanno subendo da più di sei mesi».

Il ministro dell’Interno nega i respingimenti

Il ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska, ha negato questa mattina, in dichiarazioni a TVE, che siano in corso rimpatri illegali di minori da Ceuta al Marocco, come sostengono le ONG. “Forniremo le informazioni richieste dalle autorità giudiziarie. La legge è stata rispettata, è rispettata e sarà sempre rispettata in qualsiasi sfera d’azione delle Forze e Corpi di Sicurezza dello Stato e in materia di Immigrazione”, ha dichiarato con forza Marlaska.

La Procura apre un procedimento per indagare sul caso

La Procura per i minori di Ceuta ha aperto le indagini e avviato lo svolgimento delle attività richieste nella denuncia presentata dalle avvocate dei ragazzi riguardo ai membri della Guardia Civil che erano in servizio nella zona, l’acquisizione di eventuali registrazioni video e delle comunicazioni radio con il COS (Centro Servizi Operativi) il 28 novembre. La Guardia Civil nega che ci sia stata un’espulsione di minori quel pomeriggio, come raccontato dai due ragazzi per il tramite delle ONG, e parla di tre adulti marocchini che hanno attraversato a nuoto la spiaggia del Tarajal e sono stati intercettati dagli agenti in servizio al posto di frontiera e “rimpatriati in Marocco”. La Guardia Civil afferma che questo si è verificato alle ore 17.10, quando è stata rilevata la presenza di tre persone che dalle acque marocchine hanno raggiunto a nuoto la costa di Ceuta.