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«Libya, no escape from hell», un documentario di Sara Creta

In Libia un sistema governato dall'impunità e dalla collusione su cui l'Europa chiude gli occhi

Immagine tratta dal documentario “Libya, no escape from hell” di Sara Creta

Il documentario sarà trasmesso al Nuovo Cinema Aquila (Roma) domenica 19 dicembre 2021 alle 19:00, e sarà seguito dalla discussione con l’autrice Sara Creta, giornalista e documentarista, e Amr Adem, attivista del Coordinamento Eritrea democratica in Italia, con la moderazione di Salvatore Fachille (ASGI). L’evento realizzato con il supporto di ASGI.

La scheda di «Libya, no escape from hell» di Sara Creta
Il documentario è una co-produzione Magnéto & Arte

Libia, i centri della vergogna

Torture, omicidi, rapimenti… I migranti detenuti in Libia sono sottoposti all’inferno. Girato sul posto, questo toccante documentario rivela un sistema governato dall’impunità e dalla collusione tra contrabbandieri, milizie e autorità, su cui l’Europa – che paga milioni di euro a Tripoli – chiude gli occhi.

In Libia, migliaia di migranti provenienti dal resto dell’Africa stazionano nei centri di detenzione in condizioni disumane, in attesa che in Europa si decida sulla loro sorte. Condizioni sanitarie deplorevoli e sovraffollamento, lavori forzati, torture, stupri, omicidi, rapimenti a scopo di riscatto dalle famiglie in patria o all’estero…: ufficialmente riconosciute dalla comunità internazionale e gestite dal governo libico, queste strutture sono in realtà dei veri e propri campi di lavoro forzato, tortura e violenza nelle mani di milizie corrotte, per le quali il traffico di migranti è una gallina dalle uova d’oro. Nel 2019, durante la guerra civile tra le forze del governo di unità nazionale e l’esercito del maresciallo Haftar, molti di questi detenuti sono stati addirittura reclutati con la forza quando altri erano intrappolati in questi centri, che sono obiettivi strategici situati sulle linee del fronte. Il campo di Tadjourah è stato bombardato durante un raid aereo, un crimine di guerra su cui sta indagando la giustizia internazionale. Tra l’impotenza dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e la debolezza o il cinismo dell’Europa, che si preoccupa soprattutto di bloccare il passaggio dei migranti nel Mediterraneo, la tragedia continua, mentre la guardia costiera libica, incaricata di contenere i flussi migratori, non ha abbastanza barche per cercare e salvare i nuovi arrivati.

Una spirale di abusi

Girato interamente in Libia, questo documentario rivela, attraverso preziose e toccanti testimonianze, un sistema governato dall’impunità e dalla collusione tra trafficanti, milizie e autorità, su cui l’Europa – che paga milioni di euro a Tripoli – chiude un occhio. Come giornalista investigativa ed esperta di diritti umani, Sara Creta ha ottenuto un accesso unico per documentare le violazioni dei diritti umani nei centri di detenzione. Ha recuperato, tra l’altro, video filmati dagli stessi migranti con i loro cellulari che mostrano la loro vita quotidiana e gli abusi che subiscono. Ma in questo inferno di detenzione arbitraria, il suo potente film evidenzia anche l’aiuto reciproco e la resistenza lucida, barlumi di umanità nel caos.