Lipa, il campo dove fallisce l’Europa: il nuovo report della rete RiVolti ai Balcani

Che cosa rappresenta il “nuovo” centro di confinamento per i migranti in Bosnia ed Erzegovina. E qual è la “strategia” dell’Unione Europea

Una veduta aerea del campo di Lipa, nel Cantone di Una-sana, nel Nord-Ovest della Bosnia ed Erzegovina (Fonte: Altreconomia)

A un anno di distanza dal terribile incendio che lasciava oltre 1.200 persone all’addiaccio, al freddo, nel cantone di Una-sana alle porte dell’Unione europea, la rete RiVolti ai Balcani ha deciso di fare il punto sulle condizioni del campo di confinamento di Lipa, riaperto a metà novembre 2021.
Un bilancio dal vecchio al nuovo campo nel cuore di un’Europa sempre più “spinata” e ostile nei confronti delle persone in transito.

Con un costo complessivo di tre milioni di euro, il Temporary reception Centre sul confine tra Bosnia e Croazia è stato finanziato per il 54% dall’UE, a seguire da Austria (20,9%), Germania (19,2%), Svizzera (6%), dalla Banca centrale europea (2,25%) e dall’Italia (2,5%).

Condividiamo la presentazione del rapporto che si è svolta lunedì 27 dicembre con gli interventi di Diego Saccora (Lungo la rotta balcanica, autore del report) – Gianfranco Schiavone (ICS, Asgi, autore del report) – Elisabetta Gualmini e Pietro Bartolo (parlamentari europei). Ha moderato Duccio Facchini (direttore di Altreconomia).

Il rapporto è scaricabile gratuitamente a questo link.