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Lo “straniero” non fa più notizia per il Rapporto Carta di Roma 2021

Presentato il IX rapporto dal titolo “Notizie ai margini”

La copertina del rapporto. Photo credit: Alessandro Penso

La prima notizia è che l’immigrazione non fa più notizia. Da gennaio ad oggi, sono solo 660 gli articoli su questo tema che si sono meritati almeno uno “strillo” in prima pagina nei quotidiani italiani. Un buon 21% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il 2020, che già registrava un forte calo rispetto agli anni precedenti. L’immigrazione in altre parole, è un tema che preoccupa sempre meno gli italiani e la pandemia che è diventata il primo punto nelle agende delle redazioni, ha solo dato un’ulteriore spinta ad una tendenza al ribasso che si stava registrando da alcuni anni. Oggi, soltanto il 6% dei cittadini italiani ritiene l’immigrazione “un problema di emergenza prioritaria”.

Ecco quanto emerge dalla IX rapporto presentato mercoledì in diretta streaming dalla sede romana della Stampa Estera dall’associazione Carta di Roma. Rapporto dal significativo titolo di “Notizie ai margini”.

La seconda notizia è che, pure se se ne parla poco, dell’immigrazione si continua a parlare male.

Termini impropri e fuorvianti come “clandestino” o “invasione” continuano a tenere banco soprattutto in quotidiani come Il Giornale al quale va il triste primato dei titoli allarmistici. Va sottolineato che l’uso, anzi l’abuso, di questi termini, pur se diminuito in valore assoluto, è cresciuto di percentuale. Come a voler riconquistare l’interesse in calo dei lettori con toni più accesi e astiosi nel riportare la notizia.

Le notizie che in questi anni hanno catalizzato l’attenzione, ispirato campagne elettorali, condizionato le politiche europee, nutrito l’odio di molti, portato la pura nelle nostre case, nel 2021 sono rimaste prevalentemente lì, in quello spazio un po’ indefinito a due passi dall’indifferenza, relegate in un angolino della comunicazione giornalistica – ha commentato il presidente dell’associazione carta di Roma, Valerio Cataldi -, ma sempre pronte a riprendere vita quando lo pretenda il ringhio preparatorio della prossima campagna elettorale”.

Il rapporto è stato curato da Chiara Zanchi e Giuseppe Milazzo, dell’Osservatorio e dell’Università di Pavia. A commentarlo, tra tanti giornalisti, anche il politologo Ilvo Diamanti che ha sottolineato come i tempi delle “grandi paure” siano oramai alle nostre spalle. Lo dimostrerebbe la preoccupazione suscitata dall’entrata dei talebani a Kabul che non ha riguardato tanto l’arrivo di una nuova ondata di profughi nel nostro Paese quanto, come ha dimostrato un sondaggio condotto da Demos, le terribili condizioni in cui sono precipitate donne, uomini e bambini afghani. In fondo, ha concluso lo studioso, “uno straniero senza patria e senza volto che naviga tra noi senza bisogno di imbarcazioni o di attraversare confini clandestinamente, ce lo abbiamo già in casa: il covid. Uno straniero invisibile che ha reso meno visibili gli stranieri che provengono da altri Paesi”.

Riccardo Bottazzo

Sono un giornalista professionista.
La mia formazione scientifica mi ha portato a occuparmi di ambiente e, da qui, a questioni sociali che alla difesa del territorio sono intrinsecamente legate come le migrazioni. Su questi temi ho pubblicato una decina di libri. Attualmente collaboro a varie testate cartacee e on line come Il Manifesto, Global Project, FrontiereNews e altro.
Per Melting Pot curo la  rubrica Voci dal Sud.