Verona, dopo il presidio “Non pratiche, ma persone” arrivano le denunce

Le realtà sociali e sindacali: "No a intimidazioni e repressione"

Foto da FB: Veronesi aperti al mondo - Verona città aperta

Una denuncia per calunnia (art. 368 del codice penale) per aver messo in mostra le carenze e inefficienze del sistema di accoglienza e le infinite code davanti alla Questura di Verona.
E’ successo agli attivisti delle realtà sociali e sindacali veronesi che dopo aver organizzato il 28 dicembre 2021 un presidio davanti alla Questura e alla Prefettura di Verona, si sono visti recapitare a quattro di loro una assurda quanto inconsueta denuncia.

«In particolare – scrivono nel comunicato a firma congiunta 1di fronte alla questura abbiamo fatto emergere una serie di criticità che trasformano in un’odissea dagli esiti incerti quello che dovrebbe, invece, essere un diritto, ovvero la possibilità di ottenere i documenti necessari per vivere e lavorare regolarmente e dignitosamente nel nostro Paese».

«Durante il presidio – proseguono – una nostra delegazione, formata dai rappresentati dei 4 sportelli sociali presenti a Verona (gestiti da Paratod@s, Infospazio161, Pink Refugees, Osservatorio migranti), è stata ricevuta da alcuni funzionari della questura a cui abbiamo esposto tali criticità, che conosciamo bene proprio grazie al lavoro degli sportelli che quotidianamente cercano di ascoltare e supportare le soggettività migranti».

In un primo momento, le realtà veronesi, hanno giudicato positivamente l’atteggiamento dei funzionari che erano parsi disponibili a prendere atto dei problemi e a tenere conto delle loro proposte migliorative. Le pressioni hanno effettivamente portato, il 7 gennaio, alla possibilità di prenotare online l’appuntamento per il disbrigo delle pratiche dei permessi di soggiorno e delle richieste di protezione internazionale 2.

Ma l’illusione è durata pochi giorni perché appunto, il 12 gennaio, sono state notificate le denunce per calunnia.

Le realtà antirazziste confermano la serie di problemi e atteggiamenti vessatori che sono tuttora irrisolti. Dall’assenza di collaborazione tra istituzioni con continui rimpalli di responsabilità tra uffici, a mancate risposte alle PEC, a eccessiva lunghezza dei tempi di rilascio/rinnovo dei permessi di soggiorno, fino ad atteggiamenti e comportamenti arbitrari e offensivi da parte di funzionari e impiegati, come risulta dalle testimonianze riportate a loro da molti migranti.

Secondo gli attivisti la realtà dei fatti descritti durante il presidio rispecchia fedelmente la realtà che vivono le persone migranti. «Riteniamo questo fatto estremamente grave in quanto espressione di una chiara volontà intimidatoria e repressiva della libertà di critica e di denuncia dell’operato delle istituzioni e della loro incapacità di dare una risposta adeguata alle esigenze delle persone».

«Vogliamo – concludono – un incontro urgente con il Questore, il ritiro immediato delle denunce e una risposta concreta alle nostre richieste».

  1. Laboratorio Autogestito Paratod@s, Osservatorio Migranti, Sportello diritti – Infospazio161, Mediterranea, Rifondazione comunista, Circolo Pink LGBTQEIA+, Pink Refugees, CUB Verona, ADL Cobas, Assemblea 17 dicembre / Verona città aperta
  2. https://questure.poliziadistato.it/it/Verona/articolo/233961d43c4088c3e882375678