Bari – La comunità dell’ex Socrate avrà un alloggio

Gli occupanti dell'ex liceo hanno deciso di accettare le soluzioni abitative proposte dal Comune

Foto tratta da Solidaria Bari

Di Carmen Zaira Torretta, Libera Bari – Presidio Luigi Fanelli

A un anno dal tentativo di sgombero dell’ex Socrate, la comunità di rifugiati sudanesi eritrei ed etiopi che occupa dal 2009 l’edificio abbandonato a Bari accetta di partecipare al progetto proposto dal Comune con il bando Otto per mille “Interventi straordinari di accoglienza integrata in favore di richiedenti e titolari di protezione internazionale”.

Quarantasette sono le persone assegnatarie del beneficio di un appartamento e/o stanze a Bari e provincia. Il Comune prevede per ogni singola persona una copertura locativa di 12 mesi con possibilità di rinnovo per altri 12 fino a esaurimento risorse del progetto.

La storia dell’ex Socrate è quella di una lotta che si sta concludendo in modo positivo.

Il 22 dicembre 2020, infatti, a ridosso delle festività natalizie, gli uomini e le donne che vivono all’interno dell’ex Socrate, sono stati costretti a lasciare tutto ed a restare per ore al freddo fuori dalla struttura. Circondati da un ingente dispiegamento delle forze di polizia, tutti coloro che hanno fatto dell’ex Socrate la loro casa, hanno vissuto il rischio di essere sgomberati all’improvviso, senza alcuna reale alternativa. Ma quello stesso 22 dicembre, di fronte al tentativo di sgombero, moltissime persone hanno raggiunto l’ex Socrate per manifestare la loro solidarietà ed impedire che quella comunità sia privata, in inverno e in piena pandemia, della propria casa.

La comunità non resta sola, ha vicino a sé l’intero quartiere e una solidarietà trasversale.

Abbiamo deciso di affiancare le persone della comunità dell’ex Socrate in questa ricerca, scegliendo di agire in nome del diritto alla casa e pensando interventi trasversali di inserimento sociale, culturale e lavorativo entro la scadenza dei termini di garanzia“, fanno sapere le attiviste e gli attivisti baresi che in questi anni hanno sostenuto l’occupazione abitativa e che rilanciano un appello di solidarietà e di collaborazione con la comunità “che da oltre dieci anni viveva in condizioni disumane senza acqua corrente e elettricità in vecchie aule arredate“.

Dalla Libia su per il Mar Mediterraneo in imbarcazioni di fortuna, da Patrasso (Grecia) nascosti sotto un camion in un traghetto per l’Italia, tante sono le cause che muovono le persone in percorsi migratori pericolosi, da una frontiera a un’altra, lasciando temporaneamente o definitivamente il loro Paese d’origine. Mobilitandoci per la comunità dell’ex Socrate, ci facciamo accoglienza“, concludono.